Andrea Ligabue ci racconta Play 2018

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Andrea Ligabue

Play compie 10 anni. Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla prima edizione, e ancor di più dalla storica ModCon, la convention “dei giocatori per i giocatori” che ha originato questo meraviglioso festival. Eppure, sin dalla sua prima edizione, Play è sempre rimasta fedele al suo motto: “Entra, scegli e gioca”! Una formula vincente, che ha dato un’identità ben precisa a questo festival, divenuto il più rappresentativo del movimento ludico italiano e capace di generare attenzioni anche su tutta la scena europea. Tutti i giocatori sanno bene perché Play è l’appuntamento ludico dell’anno a cui non si può mancare, ma forse non tutti sanno come l’evento modenese è arrivato a questo risultato. Per questo abbiamo interpellato Andrea Ligabue, direttore artistico sin dalla prima PLAY.

Sono vari; in primis l’impegno di uno staff di appassionati che, con professionalità, da sempre ha avuto la capacità di lavorare assieme avendo come obiettivo quello di creare un evento che fosse entusiasmante in primo luogo per i giocatori. Avere sempre il gioco come principale ed unico punto di riferimento, senza cedere alle lusinghe di altri argomenti che potessero mettere il gioco in secondo piano. La capacità di prestare attenzione tanto al grande editore quanto alla piccola associazione, trovando spazi ed offerte per tutti. Infine la voglia di essere sempre all’avanguardia andando ad esplorare le novità del settore, gli ospiti interessanti.

  • Come è cambiato in 10 anni il rapporto tra la città di Modena e il suo festival del gioco ?

Da una tiepida indifferenza si è arrivati man mano ad un coinvolgimento sempre maggiore della città. Seppure ancora lontani ancora dal sentire Play come un vero e proprio evento di cui essere fieri, le istituzioni cittadine si sono comunque avvicinate al Festival supportandolo e valorizzandolo. I cittadini modenesi sono negli anni diventati più consapevoli dell’esistenza di Play anche se, paradossalmente, il festival del gioco è più note fuori che in città.

  • PLAY è cresciuta in un periodo in cui tutto il settore tabletop ha prosperato. Più di un operatore definisce questa la “golden age” del gioco da tavolo. Anche PLAY ha contribuito a questo momento storico così florido ?

Senza false modestie crediamo di avere dato un bel contributo alla crescita del mercato del gioco in Italia offrendo al pubblico e agli operatori di settore un evento che potesse essere per loro di grande visibilità e anche fonte di incassi. In realtà siamo stati parte di un circuito virtuoso in cui la crescita di Play è stata al tempo stesso artefice e beneficiaria della crescita del settore.

  • Di fatto PLAY ha reso il periodo di fine marzo – inizio aprile il momento dell’anno irrinunciabile per ogni editore per lanciare le proprie novità (andandosi ad alternare con l’altro momento critico d’autunno rappresentato da Lucca Comics & Games). Un bel carico di responsabilità! In pratica non è più ammissibile pensare a un periodo dell’anno alternativo per questo festival, giusto ?

Play era nato come evento autunnale, in continuità con la tradizione della ModCon. La sua dimensione e portata ci ha spinto a trovare un periodo dell’anno che fosse più idoneo allo sviluppo di un evento di portata internazionale. Difficilmente si può pensare di trovare spazio in un momento diverso anche se, tutt’ora, il mercato del gioco ha nel periodo ottobre-dicembre il suo picco di massima diffusione.

  • Ci sono voluti 10 anni per anticipare l’apertura dei cancelli al pubblico di almeno mezza giornata. Quanto dovremo attendere per arrivare ai 3 giorni pieni e quanto, volendo esagerare, per i 4 giorni, come già avviene con altre manifestazioni ludiche nel resto del mondo ?

Play è nata e cresciuta senza grandi sponsor alle spalle con una politica di piccoli passi, puntando ad una crescita continua e ragionata piuttosto che balzi azzardati. Quest’anno, sfruttando il decimo anniversario, abbiamo aperto una mezza giornata: valuteremo a posteriori, come sempre confrontandoci con il nostro pubblico ed i nostri espositori, l’effetto di questo grande passo per decidere quelli futuri.

  • Proiettandoti ad altri 10 anni nel futuro, come pensi cambierà PLAY e cosa pensi, invece, che rimarrà immutato nel festival del gioco del 2028?

Andrea Ligabue game

Play, per necessità e per come è pensata e strutturata, seguirà il mercato del gioco e quindi si adatterà ai cambiamenti che il mercato sta già vivendo e preannunciando. Rimarrà senz’altro immutato il ruolo centrale del gioco, la voglia di coinvolgere in maniera attiva tutti i soggetti del nostro mercato, siano essi operatori ed associazioni avendo il gioco giocato e l’interattività come cardine. Spero tra 10 anni ci possa essere anche qualcuno che sappia prendere in mano il lavoro svolto da questo staff e portarlo avanti con idee ed energie nuove lasciandoci la possibilità di goderci Play da giocatori!

 

Confidenti anche noi che Play sappia continuare a migliorarsi anno dopo anno, non ci resta che accordarci agli auguri per queste prime dieci candeline! Vi aspettiamo anche noi nello stand di ioGioco per festeggiare!