mercoledì 19 Giugno 2024

Quarriors!

"Aggiungere una dimensione è sempre qualcosa di grandioso!"

Dominion iniziò una genia, quella dei Deck Building, giochi in cui lo scopo era costruirsi i migliori strumenti per arrivare alla vittoria. Le carte erano un medium ideale, e tali sono rimaste, sino a ora. Il passaggio ai dadi è Quarriors!, gioco adattissimo ai feticisti dei dadi, giacché ne contiene tantissimi, tutti colorati e tutti speciali.

  • Titolo: Quarriors!
  • Autori: Mike Elliott,Eric M. Lang
  • Editore: WizKids
  • Genere: Pool Building
  • Numero Giocatori: 2-4
  • Durata: 30 minuti
  • Dipendenza dalla lingua: Media (testo differente su ogni carta, che si imparano dopo poche partite)
  • Illustratori: J. Lonnee

"Hey è come le caramelle tutti i gusti più uno!" "Io ho beccato il cerume…"

La scatola si presenta in maniera impeccabile, vero gioiello di Packaging. Un cubo regolare, in latta, sui lati le figure del dado più potente del gioco, il Drago. Una fascia di carta lo avvolge e ne illustra il contenuto, impreziosita da simpatiche battute. Si presenta bene, lo apriamo e troviamo quattro sacchetti la cui scelta di colori è una chiara sfida alla daltonia, le tinte scure della stoffa non aiutano a distinguere bene, per fortuna i cubetti segnapunti hanno lo stesso difetto. Non si capisce bene ma almeno fa pandan! Superati gli indistinguibili sacchetti, abbiamo le carte, illustrazioni gradevoli, nomi molto simpatici (la Strega Stregosa batte tutti) e soprattutto abbastanza resistenti da sopportare il poco mescolio che il gioco richiede. Superate le carte è il momento dei cartoncini segnapunti, dove di nuovo la crudeltà del progettista si fa vedere, proponendo un percorso a serpentina per i punti anziché lineare. Ma noi non siamo qui per questo, siamo qui per i dadi! Il primo impatto è come essere un bambino davanti alle caramelle, decine di dadi, coloratissimi, diversissimi e separati in comode bustine! Dopo il plauso iniziale, il secondo impatto è quello che si ha quando, mordendo una chupa chups, ti si rompe un dente. I dadi sono innegabilmente piccoli, e ben più minute sono le indicazioni sulle facce, in special modo quelle dei mostri dove, su una faccia, è riportata l'icona del mostro, il suo livello, la potenza di attacco e quella di difesa… per farla breve sono poco visibili, a questo aggiungete alcune imperfezioni di fusione, e avrete un quadro completo, anche se un poco desolante.

  

"Più facile a farlo che a dirlo! Molto di più."

L'impianto di regole è molto semplice, anche se il regolamento s’impegna per cercare di dimostrare il contrario. Dopo un paio di minuti avrete appreso perfettamente la meccanica base.

La preparazione avviene ponendo tre carte fisse denominate "basic" (Aiutante, fonte di Quiddity e Portali), tre carte magia e sette creature a caso. Le Magie e le Creature appartengono a specifiche Classi: Goblin, Drago, Spirito, Guerriero, Victory, Life, Death eeccetera. Il set up iniziale prevede che non ci siano due creature o due magie della stessa classe. Su ogni carta sono posti i cinque dadi del tipo corrispondente, ogni classe ha il suo set di dadi, nel corso del gioco sarà possibile comprare questi dadi. Sulle carte sono indicate le facce dei dadi, e i relativi poteri della Creatura, o gli effetti degli Incantesimi.

I giocatori agiscono a turno, per prima cosa il giocatore fa punti in base a quante creature sono sopravvissute agli attacchi dei giocatori precedenti. Fatto questo, le creature vengono poste nell'area degli scarti e il giocatore può togliere dalla sua mano di scarti tanti dadi quante sono le creature che hanno fatto punti, rimettendo i dadi sulle carte corrispondenti. Il giocatore pesca sei dadi dal suo sacchetto, rimescolando gli scarti se non ne contiene abbastanza, e tira i dadi applicando gli effetti.

Tutto qui?

Beh sì, per farla veramente breve, ma il gioco è più complesso di quel che sembra. I dadi possono fondamentalmente dare quattro risultati: Quiddity, la risorsa con cui si comprano Creature e Incantesimi, effetti speciali del tipo "pesca e tira un dado" oppure "ripeti il tiro del dado" e ovviamente le Creature e gli Incantesimi, che a loro volta hanno altri effetti. Dopo aver tirato i dadi, il giocatore può spendere i Quiddity ottenuti per comprare le creature che ha ottenuto… per fare un esempio, mettiamo che tiro due dadi "Fonte di Quiddity", due dadi "Aiutante", un dado "Portale" e un dado "Cavaliere". I due dadi "Fonte di Quiddity" mi danno ognuno un punto di Quiddity, così come uno dei dadi Aiutante. Sull'altro dado Aiutante è uscita una faccia con un effetto che mi permette di ripetere il tiro di quello e di un altro dado, il Portale mi consente di pescare e tirare un dado, e infine il Cavaliere è una creatura di terzo livello con buoni valori di attacco e di difesa. Per prima cosa uso il dado Portale, e pesco un nuovo dado. E' un dado "Fonte di Quiddity", lo tiro e ottengo un altro punto da spendere. Decido di utilizzare il dado aiutante, e lo ritiro assieme a uno dei dadi fonte di Quiddity con cui ho ottenuto un punto, mi dice bene e riesco a ottenere due punti di Quiddity dalla Fonte di Quiddity e un altro punto dall'Aiutante. A questo punto ho usato i miei effetti, e ho sei punti di Quiddity e una Creatura di terzo livello. Spendo tre punti (uno per livello), evoco il Cavaliere sul campo (nella zona denominata "ready") e passo alla fase di battaglia.

La battaglia è molto semplice, le mie creature attaccano, a turno, quelle di tutti gli altri giocatori. Proseguendo l'esempio di sopra, io ho un cavaliere di terzo livello (Forza 5). Il mio primo avversario ha a terra tre aiutanti (difesa 2 ognuno), il secondo ha solo un aiutante, e il terzo ha a sua volta un Cavaliere di terzo livello (difesa 8). Il mio primo avversario vede morire due aiutanti prima di riuscire a fermarmi, a questo punto attacco di nuovo a piena forza (5) il secondo che vede morire il suo unico aiutante, e finisco con il confronto con il cavaliere, al quale non faccio nulla. Notare che le mie creature non subiscono mai danni in questa fase, possono solo infliggerne a quelle avversarie.

Dopo la fase di battaglia è possibile usare i punti Quiddity rimasti per acquistare un dado da quelli disponibili sulle carte, seguendo l'esempio di prima uso i tre punti avanzati per acquistare un dado goblin e porlo tra i dadi usati di questo turno.

Finita questa fase il mio turno finisce, e passa al giocatore successivo che, proseguendo nell'esempio, farebbe subito un punto vittoria per l'aiutante sopravvissuto, può quindi eliminare un dado dai suoi scarti, pescarne sei e iniziare il suo turno.

La partita termina in due casi, quando un giocatore raggiunge un punteggio determinato dal numero di giocatori, o quando quattro carte creature non hanno più dadi sopra. In ogni caso è un termine temporale piuttosto breve, ideale per iniziare subito un'altra partita.

"Ho quasi vinto, la mia bravura è senza limiti!!" "Ecco, tiro questo, questo, questo… toh ho vinto io!" "NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO"

La prima impressione è, generalmente, molto positiva. Tirare dadi piace a tutti, farlo e godere dei molteplici effetti è sicuramente appagante. Detto questo, si ha la forte sensazione che la componente aleatoria sia, semplicemente, schiacciante. Nei giochi in cui si costruisce un mazzo di carte, è possibile che non entri la combinazione migliore, ma le carte presenti devono uscire prima o poi. Creando un pool di dadi è possibile che i risultati sperati non arrivino mai, di rimanere bloccati quando si pensava di avere la partita in pugno, o di ribaltare un risultato attentamente costruito con una mano fortunata. Nonostante questa componente aleatoria così forte il gioco è calibrato molto bene per durare poco, per cui il peso di una sconfitta dettata dalla malasorte è molto relativo, e può agilmente essere bilanciato con una vittoria in una partita successiva. Nelle partite successive appare anche evidente come, un'attenta gestione delle risorse, può limitare in parte una mano sfortunata, nei limiti di quello che è un gioco strettamente legato al fattore C.

Piccola nota, il gioco presenta pochissima interazione tra i giocatori, limitata alla sola fase di battaglia e priva comunque di scelte da compiere, a gusto dei giocatori stabilire se è un pregio o un difetto.

"Ma si… alla fine è un gioco a tirar dadi!"

Quarriors si presenta bene, è gradevole nelle prime partite, abbastanza longevo grazie ai diversi tipi di classi da provare e con un sistema agile che permette di rigiocarci subito. Non è esente da difetti ma riesce a nasconderli piuttosto bene, sai che ci sono, ma puoi conviverci. Assolutamente sconsigliato se non si sopporta di essere in mano al fato, molto divertente se non ci s’impegna troppo e si accetta di essere nelle mani di un potere superiore.

Pro: Agile, veloce, dinamico, molto casuale.

Contro: Componentistica da migliorare, molto casuale.

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