martedì 23 Aprile 2024

The Great Persuader

Vi sarà probabilmente capitato in vacanza di visitare un mercatino e altrettanto probabilmente vi sarà capitato di essere avvicinati da un qualche venditore che, con abile oratoria e ottimo savoir-faire, vi avrà illustrato tutta la sua dotazione di improbabili oggetti.
Non è dato sapere se i tre esordienti autori turchi Barlok, Dilek, Tekin, avessero avuto questo in mente ma in The Great Persuader, loro opera prima pubblicata nel 2013 da dV Giochi e illustrata da Benedetto Gemma, ci mettono nei panni di novelli “venditori di fumo”, con lo scopo di abbindolare l’acquirente di turno ed essere acclamati migliori persuasori.

  • Titolo: The Great Persuader
  • Autori: Şencan Çağrı Barlok, Ceren Hacibektasoglu Dilek, Nergis Tekin
  • Editore: dV Giochi
  • Genere: Party Game
  • Numero Giocatori: 3-8
  • Durata: 30 minuti
  • Dipendenza dalla lingua:Alta (gioco multilingua con presenza dell’italiano)
  • Illustratori: Benedetto Gemma

Ed ecco a voi i premi di oggi
Aprendo la scatola, piuttosto sovrabbondante per il contenuto, vediamo subito un paio di fustelle con 16 tasselli di cartone di buona fattura: 8 per il cambio idea e 8 da usare per il voto, disegnati su entrambe le facciate. Al di sotto troviamo 110 carte discretamente realizzate, con una facciata rossa, a descrivere alcune offerte improbabili, e una blu, che ospita invece delle proposte allettanti. Entrambi i lati delle carte sono illustrati con un giocoso stile cartoonesco e presentano una breve descrizione in quattro lingue (italiano, inglese, tedesco e francese).
A fianco delle carte trovano spazio un dado a 6 facce, di cui 3 presentano un mirino rosso e 3 blu(astro), una piccola matita di legno stile IKEA, una clessidra e un blocchetto segnapunti, tutti di fattura piuttosto standard.
Il manuale è interamente racchiuso in un foglio quadrato fronte retro e la confezione ne contiene uno per ogni lingua presente sulle carte. Anche questo, così come i token, mantiene uno stile simpatico ma semplice che, tutto sommato, strappa qualche sorriso qua e là.

  

Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare
C’è poco da fare prima di iniziare la partita, vengono solamente distribuiti due componenti per ogni giocatore: un segnalino cambio idea e un gettone voto che riporta su entrambi i lati i simboli dei due persuasori e cioè un cuore e un megafono.
A turno, ognuno impersonerà un possibile acquirente e avrà ai suoi lati i due persuasori. I restanti giocatori costituiranno il pubblico.
Il cliente inizia tirando il dado e i due persuasori pescano una carta e leggono a tutti il lato corrispondente al colore uscito: se esce il mirino rosso, hanno una clessidra di tempo per illustrare i vantaggi della loro offerta (“Ma vuoi mettere che figata lavorare come spaventapasseri umano?”), se esce quello blu, devono invece nello stesso tempo, denigrarla a favore di quella dell’altro (“Suvvia, che te ne fai di conoscere tutte le lingue del mondo!”). Ovviamente, i venditori potranno mettersi i bastoni tra le ruote, ma alla fine arbitro ultimo della contesa rimarrà il cliente.
Prima che la clessidra parta, il pubblico dovrà segretamente votare chi, secondo loro, avrà la meglio nel duello commerciale, ponendo nascosto il loro gettone voto, a indicare il simbolo del persuasore sul quale stanno scommettendo.
Alla fine dello show, ma prima che l’acquirente scelga chi lo ha maggiormente convinto, a ciascuno del pubblico è concesso (una sola volta a partita) cambiare la scommessa, giocando il proprio token cambio idea. Quando il compratore rivela la propria preferenza, vengono assegnati 2 punti al persuasore vincente e 1 punto a tutti quelli che hanno azzeccato la scommessa.
Dopo che tutti hanno fatto un turno da cliente (2 se in 3 o 4 giocatori) la partita finisce e chi ha totalizzato il punteggio più alto verrà proclamato “The Great Persuader”!

Scambierebbe questi due fustini in cambio del suo?
Quando si cerca di convincere una persona, occorre lavorare su diversi piani di comunicazione. Abbindolare implica accattivare, essere persuasivo con argomentazioni, ma anche far leva su sensazioni o esperienze condivise.
Quando ci si siede per giocare a The Great Persuader, anche per la prima volta, è chiaro subito che sarà necessario dover sfruttare tutti questi elementi per poter riuscire a convincere l’acquirente. Nelle partite che capiterà di effettuare, non sarà sbagliato aspettarsi la classica faccia a “punto interrogativo” (“oddio, e ora che mi invento”?), così come vedere comparire l’illuminazione negli occhi di chi pensa di aver trovato la soluzione vincente. Le tante possibili combinazioni di carte, rendono il tutto molto vario, una continua arrampicata sugli specchi fortemente dipendente dal tipo di relazione che c’è tra i giocatori.
Ma non è tutto! Nonostante la buona conoscenza degli interlocutori possa sembrare a prima vista sempre un grosso vantaggio, bisogna comunque affrontare la cosa con la dovuta attenzione: sbagliare l’impostazione del discorso, come ad esempio mancare di far tesoro di un’esperienza comune, potrebbe rendere inutile tutta la vostra ars oratoria… e il cliente non mancherà di farvelo notare, quando opterà per l’offerta del rivale (“se solo avessi fatto riferimento a quel particolare dettaglio, avrei accettato la tua offerta ad occhi chiusi”)!
Molti potrebbero risultare frenati in prima battuta, guardando alcune carte che, francamente, danno veramente pochi appigli (alzi la mano chi trova un vantaggio nel “Saltellare sotto una pioggia di colla”), ma immancabilmente prima o poi ci si butta nella mischia e si prova anche nella situazione più disperata.

Aggiudicato!
The Great Persuader
è un gioco che facilmente può essere proposto durante una festa o a giocatori casual se non addirittura esordienti. Niente ambientazioni, niente spiegazioni su chi siamo e dove siamo: vogliamo vedere chi è il più bravo persuasore? Ecco 2 segnalini e cominciamo.
L’aspetto allegro ma semplice non crea aspettative particolari, nemmeno i più avvezzi al mondo ludico riuscirebbero a inquadrare l’esatta natura del gioco dal solo stile grafico. Ma posso garantirvi che le partite che ne risultano, spesso, donano attimi di vera ilarità.
Lo stesso stile, simpatico ma un po’ “minimal”, offre pochi appigli creativi e quindi è necessaria una certa dose di fantasia, soprattutto in situazioni in cui non tutti i partecipanti sono in confidenza.
In definitiva, il gioco scorre via in maniera divertente ma, pur nei canoni del party game, richiede un impegno mentale comunque notevole e, a meno di non essere in un gruppo di abili intrattenitori, non rimane la voglia di riprovarci subito.

Two is megl che uan
All’interno del manuale , oltre alle regole per 2 giocatori (semplicemente le stesse senza il pubblico votante), è presente una piccola variante che tenta di rendere il tutto ancora più fuori di testa, andando a complicare la vita ai persuasori, costringendoli, ad esempio, a non usare una vocale o a parlare con un accento straniero oppure tante altre amenità che, comunque, non sconvolgono più di tanto l’esperienza di gioco originale.

Pro
– Semplicità: si spiega veramente in due minuti
– Coinvolge tutti da subito, non offrendo tempi morti
– Genera situazioni molto divertenti

Contro
– L’assenza di un’ambientazione potrebbe creare problemi a chi ha scarsa fantasia
– E’ necessaria un po’ di predisposizione a mettersi al centro dell’attenzione

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