mercoledì 29 Maggio 2024

1969

1969: Cranio Creations, fly me to the Moon!
Quando si studia la storia dell'umanità ci sono alcune date che restano più o meno impresse in maniera quasi spontanea, perché legate a particolari situazioni o perché date di eventi davvero quasi al limite dell'immaginazione. E questo vale soprattutto per le grandi esplorazioni: così come praticamente nessuno ricorda la data del 23 gennaio 1960, tutti ricordano invece quella del 20 luglio 1969, in cui (che sia vero o meno in questo momento ci interessa poco), l'uomo è ufficialmente sbarcato sulla luna.

Quella data ha chiuso una delle più grandi "guerre segrete" della storia, la guerra per la conquista dello spazio, in cui i russi erano in chiaro e netto vantaggio ma che improvvisamente fu vinta dagli americani, per l'appunto con la missione dell'Apollo 11. E la corsa allo spazio è proprio l'argomento del gioco "1969", della Cranio Creations…

  • Titolo: 1969
  • Autori: Aureliano Buonfino, Lorenzo Silva, Lorenzo Tucci Sorrentino,Andrea Crespi
  • Editore: Cranio Creations
  • Genere: Gestionale
  • Numero Giocatori: 2 – 5
  • Durata: 50 min.
  • Dipendenza dalla lingua: Nulla
  • Illustratori: Giulia Ghigini

1969 è un gioco della durata di circa un'ora (ma dipende dal numero dei partecipanti) e che può facilmente accomodare da 2 a 5 giocatori, ideato da un team italiano che annovera Aureliano Buonfino, Andrea Crespi, Lorenzo Silva, e Lorenzo Tucci Sorrentino. Il gioco si propone di simulare la corsa all'allunaggio da parte delle cinque principali potenze "spaziali" dell'epoca, cioè USA, URSS, Canada, Francia e Germania.

"Floodlit in the hazy distance, the star of this unearthly show" (Rush, "Countdown")
La scatola di 1969 è relativamente bassa, di forma quadrata, ovviamente a fondo nero su cui spiccano le quattro cifre del fatidico anno. Aprendo la scatola vediamo che i componenti che ci aspettano non sono poi moltissimi, e si possono comodamente riporre nel vassoio nero in plastica all'interno.
Il tabellone del gioco è decisamente astratto, ed illustrato in tema, con tutte le notizie necessarie a far scorrere il gioco senza guardare le istruzioni. Attorno al tabellone c'è la traccia segnapunti, mentre dall'alto abbiamo la missione lunare, poi un'area centrale con le missioni "secondarie", ed infine in basso l'area riservata agli "oggetti" acquistabili durante il gioco (carte spionaggio e scienziati), con a destra in basso il calendario del gioco, che scandisce i sette turni di durata della partita, ciascuno della fittizia durata di un anno (dal 1963 al 1969); il calendario indica pure il reddito ricevuto per ogni anno.

Le pedine sono costituite da cubetti di legno di colori diversi (bianchi, neri, verdi, rossi e blu), che rappresentano gli scienziati (i neri sono le spie), oltre ad un foglio di segnalini cartonati che includono le bandiere delle 5 nazioni( che hanno diversi scopi nel gioco), un vettore spaziale (missile, per i meno appassionati) per ogni nazione, il segnalino di primo giocatore, ed i segnalini necessari alle spie.
Ci sono poi 10 plance, due per giocatore, che rappresentano le aree di ricerca in cui si può investire durante il gioco. Una plancia rappresenta tutta la parte scientifica/burocratica/economica, e l'altra quella prettamente ingegneristica.
Infine troviamo 5 dadi (con facce di colori diversi: blu, rosso e verde), un pacco di banconote in carta (in tagli da 1 e 5 milioni), e un mazzo di carte spionaggio con carte che riportano solo un numero, da 1 a 3.

Il comparto grafico del gioco non colpisce, eccetto che per la parte superiore del tabellone (la missione lunare), che è molto bella. Tutto il resto è abbastanza anonimo, soprattutto le carte spia, ma svolge il proprio compito egregiamente, con l'eccezione delle plance che sono forse un po' troppo sottili. Una critica di carattere storico/grafico la faccio subito: non so quanto abbia realmente partecipato la Germania alla corsa allo spazio, ma negli anni '60 le Germanie erano due, e sarebbe stato bello vedere una delle due bandiere "storiche", come è stato fatto per l'URSS (ma probabilmente la scelta è stata fatta per andare incontro al mercato tedesco attuale).

  

"T minus 9, and the sun and drama start to mount…" (Rush, "Countdown")
Le regole del gioco non sono particolarmente complicate e si spiegano facilmente. Si può iniziare a giocare 10 minuti dopo aver aperto la scatola, il che ci fa particolarmente piacere. Ma veniamo ad illustrare il gioco in sè.
Ogni giocatore, come detto, "interpreta" una potenza mondiale impegnata nella corsa allo spazio, quindi riceve il suo set di bandiere, il suo vettore, la sua quota di milioni iniziale, e le sue plance (2). SI posizionano gli scienziati in base al colore, si mescolano le carte spionaggio, ed il tabellone è pronto.
Ciascun giocatore posizione una bandiera sulla casella "2" del segnapunti, ed un'altra sulla prima casella della missione lunare, e poi si inizia la partita.

Per ogni anno di gioco, la sequenza di turno è fissa, e viene eseguita da tutti i giocatori.
Prima si riceve il reddito relativo all'anno di gioco, ed è possibile spendere punti per ricevere fondi aggiuntivi.
Come seconda cosa, si spendono i soldi per comprare scienziati ed eventualmente carte, e si posizionano gli scienziati.
Gli scienziati hanno colori diversi perché hanno effetti diversi. Ogni scienziato in genere fornisce 1 punto ricerca nella specialità in cui è posizionato. Ogni specialità può ricevere solo un massimo di 2 scienziati, quindi bisogna valutare attentamente in cosa investire i nostri scienziati.
Tuttavia, alcuni scienziati sono più bravi (quelli rossi), e forniscono 2 punti ricerca. Altri scienziati sono famosi (verdi), fornendo punti vittoria alla fine della partita. Gli scienziati blu sono capaci di fare ricerca ma essendo principianti alla fine della partita tolgono punti vittoria. Gli scienziati bianchi sono in grado di dare 1 punto ricerca senza altri bonus o penalità. Infine le spie: questi allegri cubetti neri possono essere posizionati in una specialità di ricerca avversaria, effettivamente togliendo un posto disponibile, e fornendo a chi l'ha piazzato un punto ricerca "gratis" ogni turno (viene segnalato con uno speciale segnalino sulla scheda di chi ha piazzato la spia). Ovviamente ogni scienziato ha un costo diverso, e con i soldi si possono acquistare anche carte spionaggio, di cui parleremo tra un attimo.

Come detto, posizionare uno scienziato su una specialità comporta dei benefici, e descriverli tutti esula dallo scopo di questa recensione. In generale, però, ogni punto ricerca in una specialità "ingegneristica" ha effetto direttamente sullo spostamento del vettore durante le missioni (vedremo tra poco pure questo), mentre le altre specializzazioni hanno effetti che vanno dal permettere di ritirare i dadi, al ricevere più soldi, o pagare meno gli scienziati.

"This magic day when super science mingles with the bright stuff of dreams" (Rush, "Countdown")
Una volta posizionati gli scienziati, si passa alla fase missione. Ogni missione ha un costo, e quindi occorrono i soldi pure qui, è bene non spenderli tutti per comprare i simpatici studiosi cubiformi.
Una missione funziona così: si posiziona il vettore sulla prima casella della missione, e si posiziona una delle proprie bandiere sopra alla missione, perché le missioni possono essere tentate una volta sola. Poi si tirano i 5 dadi, ogni risultato verde fa avanzare il missile di un passo, ogni rosso annulla un verde, ed ogni blu è un risultato neutro. Poi il vettore avanza di tanti passi quanti sono i punti ricerca nelle specializzazioni coinvolte nella missione, ed infine ogni giocatore, incluso chi ha iniziato la missione, può giocare carte spionaggio (quelle giocate dagli avversari fanno retrocedere il vettore, mentre le proprie lo fanno avanzare). Quindi il giocatore riceve tanti punti quanti ne sono segnati nella casella di arrivo del vettore. Se il vettore arriva all'ultima casella di una missione, riceve i punti e fa spostare la bandiera della propria nazione di una casella lungo la missione lunare. Va notato che ogni giocatore può tentare una sola missione per turno.

Quando tutti hanno avuto l'opportunità di compiere una missione, il turno finisce e si passa a quello successivo.

Le missioni nel gioco sono importanti perché danno punti, e la missione più importante è quella lunare. La missione lunare parte dalla casella in cui si trova la propria bandiera, ed è influenzata da tutte le tecnologie ingegneristiche. Pur essendo lunga (quindi difficile), fornisce più punti in assoluto, anche se non è detto che permetta di vincere la partita.

Alla fine dell'ultimo turno, si contano i punti, sottraendo quelli per spie e scienziati principianti, ed aggiungendo quelli per gli scienziati famosi, e chi fa più punti vince la partita.

Il gioco non dura molto, e scala bene con qualsiasi numero di giocatori, anche perché l'interazione tra i giocatori è minima ed il tempo di attesa dei turni praticamente non esiste (se non quando ci sono le missioni, che di per sè sono brevi).

"In fascination, with the eyes of the world we stare" (Rush "Countdown")
Com'è questo 1969? Abbiamo a che fare con un german game di piazzamento lavoratori, piuttosto veloce, ottimamente scalabile, e facilmente spiegabile. I turni si susseguono rapidi, e per quanto il gioco possa sembrare veloce, si possono mettere a punto diverse strategie anche in un lasso di tempo breve. Un altro punto di forza è che la strada per la vittoria non è una sola, o per lo meno nelle partite giocate non se n'è imposta una sola.
I punti negativi del gioco sono principalmente relativi alla grafica ed all'atmosfera, ma anche all'interazione tra i giocatori. Il gioco è freddo, c'è pochissima interazione, e mai durante la partita si ha l'impressione di essere coinvolti in una "corsa per lo spazio". Gli unici due modi per interagire sono posizionando le spie (ma investire solo in spie non premia), e giocare carte spionaggio, che di per sè costano tantissimo.
Anche il comparto grafico non allevia questa sensazione di "freddo", perché laddove la grafica della missione lunare è evocativa, il resto del tabellone non lo è (soprattutto le foto degli scienziati), e le carte spionaggio sono decisamente brutte.

Con questo non dico che il gioco non sia valido. E' un tipico gioco alla tedesca con l'aggiunta del tiro di dadi. E' un gioco con diverse possibilità strategiche, lo ribadisco, anche divertente da giocare, ed in cui a meno di clamorosi errori, la corsa ai punti è sempre piuttosto serrata. Inoltre la semplicità del regolamento la buona scalabilità lo rende appetibile a tutti (in due è praticamente un filler). Solo che l'amaro in bocca lo lascia l'assoluta assenza di… gravità. Non c'è corsa allo spazio, ma 1969 resta comunque un valido gioco.

Pro:
Regole semplici
Buona profondità
Scala bene in qualsiasi numero di giocatori

Contro:
Quasi completamente astratto
Materiali graficamente poco interessanti

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