giovedì 20 Giugno 2024

Il Trono di Spade – Seconda Edizione

Un gioco di carte, non proprio collezionabili. Un gioco di ruolo. Un wargame. Un gioco da tavolo. E poi un altro gioco da tavolo, ma non proprio diverso dal primo… diciamo una seconda edizione.

Niente male per una semplice serie di romanzi fantasy. Beh, aiuta anche il fatto che si tratti della serie fantasy più discussa del momento, recentemente trasposta anche in una miniserie televisiva di successo.

Stiamo parlando, lo avrete capito, del Trono di Spade di George R. R. Martin, anch’egli appassionato giocatore e creatore di un universo alla base di una miriade di prodotti di intrattenimento.

E quale ditta meglio dell’arcinota Fantasy Flight Games poteva mettere a frutto la licenza relativa ai titoli ludici correlati? Proprio di quel gioco tavolo, o meglio della sua seconda edizione (che presto vedremo anche in edizione italiana per opera di Giochi Uniti), vogliamo parlarvi. Capendo cosa c’è di nuovo sotto il sole di Westeros

Intanto cominciamo con l’affermare una verità tanto evidente quanto scomoda. Dopo un set base e due espansioni, riuscire ad avvicinarsi alla prima incarnazione del gioco da tavolo A Game of Thrones era diventata un’impresa degna di un cavaliere della Guardia Reale.

Il set base aveva pienamente soddisfatto i fan della saga con il suo mix di espansione militare e diplomazia (palesemente il punto di partenza per il suo sviluppo era stato il venerando Diplomacy, con l’insidiosa meccanica dell’assegnazione segreta e simultanea degli ordini alle proprie forze). Tuttavia qualche mancanza e qualche elemento di squilibrio c’erano, prontamente “rattoppati” dalle due espansioni successive con una serie di regole e regolette che si potevano “attivare” a piacimento. Solo che il risultato finale era un patchwork un po’ troppo somigliante ad un bel ginepraio, in cui i giocatori finivano presto o tardi con l’impelagarsi.

Per nostra fortuna FFG ha deciso di rompere con la sua nota politica delle espansioni, consolidando invece in un sistema unificato le migliori regole aggiuntive (quelle talmente ben fatte che secondo molti sarebbero dovute apparire già dal set base…), rivedendo la componentistica e facendo qualche piccolo aggiustamento qua e là.

Ma si fa presto a dire “qua e là”… nella pratica, cosa è cambiato?

Cominciamo da ciò che salta di più all’occhio, ossia i materiali di gioco. L’intero comparto grafico è stato rivisto per garantire una maggiore leggibilità, rendendo i colori generalmente più cupi e modernizzando le illustrazioni. I cubetti e simili di legno hanno lasciato spazio ad altrettanti segnalini in plastica, più comodi e dettagliati. In aggiunta, FFG ha deciso di aggiungere anche ciò che molti si erano confezionati in proprio, ossia degli “schermi” per le singole casate, di modo da garantire ai giocatori una maggiore riservatezza nelle loro scelte. Altro elemento in più, una comoda victory track che ci permetterà di determinare al primo sguardo chi è realmente in testa nella corsa al trono.

In quanto alle meccaniche di base, l’innovazione più evidente è l’integrazione del sesto giocatore, che nell’edizione precedente era possibile solo tramite un’espansione. Ciò, oltre a evitare delle antiestetiche sovrapposizioni di counter sulla mappa, ha cambiato radicalmente l’assetto di tutta la sezione meridionale dell’isola, rendendola più frammentata e quindi più difficile da conquistare anche nelle partite a cinque o meno. In tale direzione va letta anche la previsione di forze neutrali, ossia Casate minori e guarnigioni sparse che ostacoleranno le nostre conquiste ed eviteranno la fastidiosa “corsa al territorio vuoto” che finiva con lo sbilanciare il gioco a favore di chi si ritrovava a gestire una Casata del Sud, specie nelle partite a quattro giocatori. Anche i porti, un’altra regola opzionale che era ormai unanimenente considerata come indispensabile, fanno parte integrante della mappa aumentando il bilanciamento del gioco.

Quanto ai Dominance Tokens che i giocatori possono ottenere – l’Iron Throne, la Valyrian Steel Blade e il Messenger Raven – se il primo è rimasto immutato, la lama di Valiria ci permetterà anche di estrarre durante gli scontri una nuova carta Tides of Battle (ne parleremo tra poco), mentre con il corvo messaggero potremo vedere la prima carta del mazzo dei Bruti e in caso spostarla in fondo al mazzo, magari spingendo qualche nostro avversario ad assegnare troppe (o troppo poche…) risorse per supportare i Guardiani della Notte. Proprio per quel che riguarda i selvaggi del Nord la nuova edizione elimina la vecchia meccanica delle perdite fisse in caso di sconfitta introducendo un mazzo che riporterà delle conseguenze variabili, rendendo così ancora più imprevedibile la minaccia dei Bruti.

Anche sul fronte degli ordini vi sono delle novità, soprattutto per quelli speciali. Lo Special Raid, infatti, vi permetterà di rimuovere un Defense adiacente, mentre lo Special Consolidate Power potrà essere usato per avviare un reclutamento aggiuntivo nell’area in cui viene giocato (un ottimo modo per attaccare di sorpresa un vicino troppo fiducioso).

Relativamente alle carte si nota un lieve attenuamento degli effetti delle House Cards – una nuova puntata del tira e molla che ha afflitto storicamente questo particolare elemento del gioco – mentre le Westeros Cards paiono aumentare l’imprevedibilità generale dell’ambiente di gioco, soprattutto per quel che riguarda i già citati Bruti del Nord.

Ed è sempre dalle carte che arriva l’unico vero “modulo opzionale” delle regole: le carte Tides of Battle. In caso di battaglia, entrambi i contendenti estrarranno una di queste carte che rappresenterà l’imprevedibilità dello scontro con un bonus alla forza del proprio esercito, e applicando eventuali icone spade o fortificazioni aggiuntive; se poi sulla carta comparirà un’icona teschio, l’avversario dovrà subire comunque una perdita indipendentemente dall’esito finale. Senza dubbio si tratta di una meccanica che susciterà non poche discussioni tra i giocatori – non a caso è stata lasciata come opzione – poiché va a minare una caratteristica fondamentale dell’elemento militare del gioco, ossia la limitata casualità. Vi piace o non vi piace? La scelta, semplicemente, è vostra.

Valutare l’impatto di tutte queste novità sull’equilibrio generale del gioco non è facile, e solo un buon numero di partite permetterà di formarsi un giudizio completo al riguardo (ma dubitiamo che questo sia un problema per gli appassionati del gioco…). Di sicuro gli elementi più discussi sono stati rivisti, il regolamento è stato rieditato in una forma più coerente e la componentistica ha subito un netto miglioramento.

Chiudiamo con una notizia interessante per noi italiani: Giochi Uniti ha annunciato l’uscita di un’edizione integralmente nel nostro idioma, cosa che non può che farci piacere. Certo sarebbe stato bello poter combattere per il predominio di Westeros sotto l’albero di Natale, ma Giochi Uniti prevede che entro la fine di gennaio potremo stendere sul nostro tavolo da gioco la nuova mappa, tutta in italiano e pubblicata sotto il marchio della linea Stratelibri.

Nell'attesa, potete dare un'occhiata ravvicinata ai componenti di questa nuova edizione nella galleria che abbiamo realizzato in occasione della presentazione ufficiale durante la scorsa Gen Con.

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