sabato 22 Giugno 2024

Pastiche: quando l’arte si fa gioco

A chi non piacerebbe pubblicare un proprio gioco illustrato da artisti del calibro di Botticelli, Paul Cézanne, Leonardo da Vinci, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh? Ebbene Sean D. MacDonald, con il gioco Pastiche pubblicato nel 2011 da Gryphon Games, ci è riuscito. Il gioco ha riscosso un discreto interesse ma era disponibile solo in lingua inglese.  Fortunatamente per noi lo scorso aprile è stata data alle stampe una nuova versione internazionale, con regolamento multilingua (anche in italiano) e alcuni cambiamenti  che andiamo assieme a scoprire…

La parola “pastiche” è usata nel campo della letteratura e dell’arte per riferirsi a qualcosa che è un’imitazione o una nuova creazione di un lavoro precedente, spesso come rispettoso omaggio o tributo dell’originale. Questo è quanto riportato nell’appendice del gioco insieme a notizie molto interessanti sulla ruota dei colori e sui vari modelli (RYB, RBG, CMYK), informazioni che oltre ad essere uno stimolo all’approfondimento della materia, aiutano i giocatori ad immedesimarsi nell’artista creando così un background appassionante. 

Il gioco ruota sulla ricerca dello schema di colore, croce e delizia di tutti i pittori, da usare nelle opere da realizzare, non opere inedite ma Pastiche di opere famose.
Per ottenere i colori si dovranno selezionare e posizionare delle tavolozze, rappresentate da esagoni con 7 colori, uno per ogni angolo e uno primario al centro. Questi esagoni saranno posizionati durante la partita l’uno adiacente l’altro, andando così a occupare lo spazio centrale del tavolo da gioco. Il manuale consiglia di considerare uno spazio che si estenderà almeno per 30 cm dall’esagono centrale.
I giocatori iniziano con una dotazione di due esagoni, due commissioni e due carte tavolozza.

Ogni giocatore nel proprio turno deve cercare di ottenere i colori necessari (carte tavolozza) per completare le opere commissionate. Questi si possono ottenere in  due modi: piazzando una tessera esagonale sul tavolo a contatto con almeno un lato di un’altra tessera, prendendo così i colori che nascono mischiando le macchie colorate presenti sugli angoli adiacenti, oppure prendendo il colore primario presente al centro della tessera.
Dopo di che si passa alla fase pittura in cui si possono scambiare carte tavolozza con altri giocatori o con la riserva, in quest’ultimo caso la combinazione di colori necessaria per ottenere una data carta tavolozza è stabilita da una tabella, da notare che alcuni colori come il bianco, il nero, il grigio ed il Bisque si possono ottenere solo in questo modo. Inoltre in questa fase si può scambiare un’opera commissionata con un’altra che si trova nella galleria e/o completare un’opera se si hanno tutti i colori necessari per realizzarla.
Infine si controlla che il numero delle carte tavolozza in mano non sia superiore ad otto, si pesca un esagono e si passa il turno al pittore successivo.
Il gioco termina al raggiungimento di un prefissato numero di punti commissione da parte di un pittore. A questo punto, il vincitore sarà il giocatore con il maggior punteggio, ottenuto dalla somma del valore di ogni carta commissione realizzata, dei punti bonus artista e delle carte tavolozza utilizzabili.

L’aspetto tattico del gioco sta nel posizionare le tessere esagonali in modo da ottenere quanti più colori utili possibili, nello stesso tempo impedire agli avversari di fare altrettanto. Inoltre l’ottenimento di alcuni colori è più difficile di altri, quindi, bisogna pianificare bene la mossa per riuscire ad ottenerli con il minor dispendio di risorse. Il colpo d’occhio è determinante per ottenere la vittoria.

Il gioco è definito, dall’autore e dall'editore, “per famiglia” e la sensazione è che sia così, la meccanica è semplice e il miscuglio di colori intuibile anche dalle persone con scarse doti cromatiche. Le differenze tra la versione originale e quella internazionale sono poche ma incisive, abbracciano tutti gli aspetti del gioco da quello coreografico a quello funzionale rendendo il gioco più gradevole ed equilibrato. Per quanto riguarda la componentistica sono stati aggiunti degli eleganti cavalletti in legno su cui posizionare le opere da realizzare. La scatola è più profonda e l’inserto in plastica all’interno ha gli alloggiamenti delle carte e degli altri componenti di gioco più profondi potendo così riporre il gioco in modo più ordinato.
Il regolamento è stato riorganizzato e reso più chiaro inoltre sono state aggiunte le pagine didattiche sulla teoria dei colori. Anche le carte commissioni sono state modificate mostrando ora il “bonus artista” ed il layout del tavolo da gioco è stato reso più razionale ed intuivo. Infine l’equilibrio del gioco è stato migliorato modificando il valore del Bisque, da 4 a 5 punti (era illogico che avesse lo stesso valore dei colori che servono a crearlo), ed il valore delle carte commissione,ora uguale alla somma dei valori dei colori utilizzati per realizzarla.

Aggiungiamo che le 15 carte commissione della versione internazionale sono diverse da quelle presenti nella prima stampa, che di fatto è ancora in circolazione, questo ha portato la Gryphon Games a vendere anche singolarmente sia questo mazzo di carte che quello precedente creando di fatto una espansione del gioco per entrambi le edizioni. Per chi se lo chiedesse anche i cavalletti in legno sono acquistabili separatamente permettendo agli acquirenti della prima ora di avere così tutti i nuovi componenti senza comprare un’altra scatola.

L’edizione internazionale di Pastiche è distribuita anche nei negozi italiani a un prezzo che si aggira attorno ai 50 euro.

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