lunedì 22 Aprile 2024

[PLAY2014] Immagina – l’ultima cialtronata di Mini G4m3s Studio

La novità che gli Autori Cialtroni hanno presentato a questa PLAY 2014 è un gioco di ruolo che porta il titolo di “Immagina” ma forse sarebbe stato più opportuno chiamarla “Sorpresa”, perché è proprio questo che si è rivelata, una graditissima sorpresa. Leggete il resto dell’articolo e scoprirete perché…

In passato gli Autori Cialtroni hanno pubblicato un regolamento leggero di stampo “tradizionale” (progettato da Fabio Bottoni) declinandolo anno dopo anno nelle tre ambientazioni fin’ora pubblicate: Mini-BulletsMini-Pirates e Mini-Rock. La loro produzione sembrava dunque aver preso una chiara piega quando all’improvviso hanno tirato fuori dal cappello Mini-Vampires, un simpaticissimo e folle “party game” che mischia elementi che ricordano Si Oscuro Signore, Il Barone di Munchausen e un fumetto (con le accattivanti illustrazioni di Francesca Marina Costa). Curiosi di vedere se questo trend innovativo ed eccentrico sarebbe continuato ci siamo attivati per saperne di più sulla novità del momento.Immagina è un gioco di ruolo molto particolare, quasi un “meta-gioco”. L’idea originale e il grosso del regolamento sono opera di Andrea Cristoni, mentre Andrea Zoffoli (la mente dietro a Mini-Vampires e l'ambientazione di Mini-Rock) ha dato una successiva ma essenziale smanacciata a diverse parti del gioco. Dopo averli torchiati di domande intervistati con perizia e dopo aver dato un’occhiata al tomo presentato a PLAY ci siamo fatti un’idea abbastanza chiara dell’esperienza di gioco che il nuovo manuale punta a realizzare.

A grosse linee l’ambientazione spiega che esistono infinite realtà e dimensioni entro le quali vivono tutti i personaggi mai immaginati da mente umana, ognuno nel proprio universo di riferimento. Ma esiste anche una specie di infra-dimensione nota come l'Etereo in cui regnano entità metafisiche dal potere assoluto ma che si stanno annoiando a morte. Il gioco inizia quando una di queste entità divine, un Astratto, rapisce una manciata di Miti dalle rispettive realtà natali e li butta in una qualche strana situazione allo scopo di intrattenersi vedendo che cosa saranno capaci di combinare. Benvenuti in Immagina.

Strutturalmente il gioco è diviso fra Master e Giocatori, dove il Master veste i panni di un Astratto mentre ogni Giocatore sceglierà un personaggio immaginario famoso da interpretare. L’Astratto delineerà un qualche tipo di storia o avventura all’interno della quale i Miti dovranno districarsi, con la speranza (vana) di poter tornare a casa propria.

Creare i Miti è molto semplice. Basta scegliere un personaggio famoso di qualche genere (Vegeta, Napoleone, Malibu Stacy) e determinare la sua Potenza iniziale in base a quante fonti narrano le sue gesta (libri, film, linee di giocattoli, fumetti, etc) definendo poi alcuni tratti salienti della sua Identità. Da qui il gioco comincia a farsi davvero interessante. Qualsiasi cosa i Miti tentino di fare avrà automaticamente successo se ha senso che ci riescano rispetto alla loro realtà di provenienza. Lo stesso vale quando affronteranno vari tipi di Marionetta (PNG secondari). L’unica occasione in cui si tirano i dadi è quando due Miti si affrontano con intenti avversi (PG-vs-PG oppure PG-vs-PNG importante) usando un’efficace sistema per la risoluzione del conflitto: ogni partecipante tira una piccola pool di d6, con alcune manipolazioni in base a chi tira prima degli altri e a come ciascuno descrive la fiction, e chi fa meglio vince ottenendo il proprio intento. Questo vale sempre, per tutto, per tutti, a rappresentare come non sia tanto una questione di muscoli o equipaggiamento, quanto di una realtà che si impone e letteralmente sovrascrive una diversa realtà. Ecco come Cappuccetto Rosso potrebbe darle di santa ragione ad Hurricane Polymar mentre Barbie fa arrossire un Gundam invitandolo a cena.

In tutto questo i vari Miti non possono mai morire. Possono essere uccisi, ma quando ciò accade essi riappaiono in un momento e in un luogo di gradimento dell’Astratto. E se ciò accade troppe volte l’Astratto offrirà un amaro incentivo: o il Mito accetta di intrattenere l’Astratto ottenendo in cambio la possibilità di riapparire e una certa quantità di potere addizionale, o rifiuta ritrovandosi comunque respawnato e rigenerato ma anche un po’ cambiato a livello personale, più vulnerabile al volere assoluto dell’Astratto.

Qui il gioco premia in maniera interessante il modo di interpretare il proprio personaggio. Se infatti agire in modo aderente ai tratti di Identità stabiliti in creazione permette a un Mito di guadagnare punti Fama (da spendere per modificare tiri e potenziare temporaneamente le sue capacità) essi possono essere accumulati solo in quantità molto modesta. Di contro agire in maniera diversa rispetto all’Identità originale farà perdere Potenza al Mito (perché si discosta dalle sue fonti) ma in cambio gli permette di incrementare il limite massimo di Fama accumulabile, creando un interessante equilibrio fra Potenza e Fama, e rendendo positivo e divertente sia aderire all’Identità sia discostarsene.

Volendo ragionare sul gioco a un livello un po’ più alto e guardando verso l'orizzonte, forse qualcuno avrà notato fra le righe la frustrazione e disperazione che una simile situazione può generare. L’Astratto è di fatto un bambino capriccioso e onnipotente contro il quale tu, Mito rapito dal tuo mondo, sei assolutamente impotente; esisti per il suo sollazzo, senza nemmeno la capacità di morire per porre fine a tutto. Ma c’è un ma. Il gioco prevede alcuni modi per accumulare un tipo di "potere personale" che può portare un Mito a trascendere la propria condizione di personaggio immaginario e diventare pari ad un Astratto, con conseguente scontro finale cosmico e la possibilità di sconfiggere colui che ti ha rapito, garantendo imperitura salvezza e tranquillità sia a te stesso che ai tuoi cari! Non è esattamente come uccidere il Padrone in “La Mia Vita col Padrone” ma è pur sempre un efinale concreto e realizzabile che permette ai Giocatori di sconfiggere il Master, in un certo senso.

A corollario di questa struttura di gioco ci sono regole e accorgimenti che rendono Immagina un manuale decisamente coerente e in linea con gli stilemi moderni: per esempio il Master deve tirare sempre allo scoperto e, così come il Master giudica la narrazione dei Giocatori modificandone i dadi, allo stesso modo i Giocatori possono giudicare la narrazione del Master e modificare i suoi dadi; inoltre il fatto che i Miti siano pedine sul palcoscenico di un Astratto annoiato permette al Master di “sceneggiare” gli eventi di gioco senza che la cosa appaia un’imposizione o una forzatura (entro certi limiti). E poi ci sono linee guida su come preparare storie e agire su di esse senza scadere nel gioco su binari, su come dare spazio a tutti i Miti, su come il Master debba imparare a mettere da parte le proprie idee a favore di quelle dei Giocatori, etc.

Un limite di questo gioco che ci è parso rilevante in questa prima analisi è forse il suo target di pubblico. Pensato originariamente come gioco “per bambini di tutte le età” è sicuramente in grado di mettere a sedere e far divertire un gruppo di piccoli e grandi Giocatori… ma il ruolo di Master resta necessariamente appannaggio di un individuo più maturo. Vestire i panni di Astratto richiede notevole inventiva, capacità di improvvisare e soprattutto di giocare collaborando con gli altri partecipanti al tavolo, a volte cedendo le proprie idee in favore di quelle altrui. In questo le regole sembrano indicare la giusta direzione da seguire e offrono una struttura che non solo non intralcia, ma aiuta attivamente a perseguire gli obbiettivi del gioco. Nonostante questo, ci sembra che Immagina manchi di sufficienti appoggi e reti di sicurezza da poter dare il manuale in mano a un bambino e aspettarsi che gestisca bene il tutto. Ma, a fronte dei tanti lati positivi emersi durante la presentazione, questo è un neo decisamente piccolo.

Ed è così che Immagina ci ha genuinamente sorpreso, anche se per un giudizio definitivo che confermi il valore di tale stupore dovremmo dedicare al nuovo gioco MINI G4M3S Studio un po’ di sedute con un pubblico più variegato. Nell’attesa di una prova più dettagliata, vi segnaliamo anche che un’altra cialtronata è in arrivo per la prossima edizione di Lucca Comics & Games: il gioco di ruolo di Drizzit! E non si ferma neanche la linea Mini, pare che il prossimo capitolo sia qualcosa a base di panna &fragole… Presto altri dettagli sulle nostre pagine, nel frattempo stay Gioconomicon!

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