lunedì 22 Aprile 2024

I Costruttori del Medioevo: lavoratori a progetto collezionasi

Sin dall’annuncio degli Asterion Gaming Days 2014, avevamo appreso che avremmo avuto la possibilità di vestire i consunti panni di lavoratori edili medievali con il nuovo titolo di casa Bombyx che Asterion si appresta a localizzare. Ci siamo dunque presentati al tavolo dell’evento, pronti a impugnare mazzette e cazzuole, quando ci siamo resi conto che non ce ne sarebbe stato bisogno. Altri avrebbero svolto il lavoro di fatica al posto nostro.
Infatti in I Costruttori del medioevo, tenteremo di raggiungere il più imprenditoriale obiettivo di divenire il più famoso architetto del regno, primeggiando tra tutti attraverso la realizzazione dei migliori e più remunerativi edifici.

Il titolo ideato da Frédéric Henry e illustrato da Sabrina Miramon è stato vincitore del Premio della Giuria al Festival internazionale dei giochi 2014 di Cannes e grazie ad Asterion, che lo localizzerà e distribuirà in Italia per il prossimo Agosto (come ci aveva già anticipato a Norimberga), siamo riusciti a provarlo in anteprima, anche se quella che abbiamo testato non era ancora la versione tradotta in italiano.
In pratica, da 2 a 4 imprenditori edili d’altri tempi competono per cercare di ottenere la migliore collezione di lavoratori e di edifici, allo scopo di totalizzare il maggior numero di punti vittoria.
Ogni giocatore parte con una dotazione iniziale di una carta apprendista e con un gruzzolo di 10 monete. Al centro del tavolo, invece, vengono poste 5 carte edificio e 5 nuove carte lavoratore pescate dai rispettivi mazzi.


A turno, ognuno ha a disposizione 3 punti azione da spendere, le possibilità per impiegarli sono: iniziare una costruzione, prendendo un edificio tra quelli disponibili e ponendolo davanti a se, assumere un lavoratore, scegliendolo tra quelli a tavola e mettendolo tra i propri, oppure mandarne uno a lavoro, piazzandolo a fianco di una delle costruzioni scelte e pagando il relativo costo di impiego del lavorante. E’ possibile inoltre comprare punti azione aggiuntivi, al costo di 5 monete ciascuno.
Questo semplice schema di possibilità presenta però un’eccezione: infatti, mandare nello stesso turno un secondo operaio a lavoro sullo stesso cantiere, costerà due azioni in più; mandarne un terzo costerà 3 azioni in più e così via.
Se lo si desidera, infine, è possibile anche spendere i punti azione iniziali per avere monete in cambio: in dettaglio un’azione consente di guadagnare una moneta, due azioni ne fanno ottenere 3, mentre spendere tutte le proprie azioni iniziali disponibili permette di arricchirsi di 6 monete.
Dopo questa sintesi, è tempo di parlare del cuore del gioco, ovvero delle risorse. Ciascun edificio, per essere costruito, ne richiede vari quantitativi di 4 tipologie diverse rappresentate come pietra, legno, conoscenza e tegole. Ovviamente, tali necessità saranno soddisfatte dalle capacità degli operai impiegati: ciascuno di essi, infatti, ne produce in diverse quantità e combinazioni, a seconda che sia più o meno esperto (le carte lavoratore vanno dall’apprendista al capomastro). Quando le risorse richieste dall’edificio vengono uguagliate da quelle prodotte da un’adeguata combinazione di lavoratori, la costruzione si considera ultimata e la relativa carta viene girata, facendo guadagnare al giocatore le monete e i punti vittoria indicati e  rendendo nuovamente disponibili gli operai per successivi impieghi. Tra le costruzioni, è necessario evidenziare i macchinari che, una volta ultimati, vengono considerati alla stregua di lavoratori da poter associare gratuitamente ai propri cantieri.
Quando il primo giocatore raggiunge i 17 punti vittoria decreta l’ultimo giro, alla fine del quale chi avrà totalizzato il maggior numero di punti tra edifici realizzati e monete residue (1 punto vittoria ogni 10 monete), sarà il vincitore.

È la grafica l’elemento che più allieta il primo contatto con I Costruttori del Medioevo: semplice, cartoonesca, eppure in grado di creare alte aspettative. Tuttavia, una volta nel vivo del gioco, c’è il rischio che queste si ridimensionino. Dopo le due partite giocate, possiamo constatare che le meccaniche e i criteri di collezione set non sembrano essere in grado di mantenere così viva l’aderenza con l’ambientazione, dandoci più l’impressione di trovarci di fronte a un astratto in abiti medievali. La rapidità della partita potrebbe avere il suo appeal tra i gamer, soprattutto in un titolo dalla componente strategica tutt’altro che trascurabile (anche se i 30’ dichiarati sono molto ottimistici specialmente i 3 o 4), a patto di evitare interminabili pensate prima di effettuare il turno. Originale e accattivante anche il formato della confezione, di solito le piccole scatole quadrate di metallo sono destinate ai party-game o ai titoli poco impegnativi, sarà bene che gli acquirenti siano bene informati sul tipo di esperienza che il gioco propone.

Avremmo necessità di qualche altra partita per esprimere un giudizio completo su I Costruttori del Medioevo, ma in definitiva possiamo già ammettere di essere di fronte a un titolo interessante: potenzialmente adatto a un largo ventaglio di giocatori, ma che comunque ci lascia qualche dubbio sulla resa del setting. Aspettiamo agosto per mettere le mani sopra l’edizione italiana.
Le immagini utilizzate in questo articolo e altri dettagli delle carte sono disponibili in questa nostra galleria fotografica.

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