venerdì 12 Luglio 2024

Blood Rage – Il Ragnarök è giunto!

Ragnarök è arrivato! In effetti, se dessimo ascolto alla Völuspá, l’antico poema norreno che descrive l’avvento della fine di questo mondo, potremmo pensarlo sul serio, ma per fortuna stiamo parlando solo di un gioco: Blood Rage.

Blood Rage è l’ultima fatica di Eric M. Lang per la Guillotine Games (ma percepiamo la Cool Mini or Not anche dietro questo gioco), che è stato annunciato oltre un anno fa, e che si è costruito una solida base di appassionati grazie alle continue preview di miniature spettacolari scolpite dallo Studio Mcvey su disegni di Adrian Smith, che ha curato tutto l’artwork del gioco. Blood Rage ha iniziato la sua breve avventura su Kickstarter ieri, ed è stato finanziato in meno di tre minuti; breve, perché la campagna durerà solamente 15 giorni, e ad essere onesti sembra più una prevendita con annessi “bonus” che una campagna di finanziamento vera e propria.
Dato che il regolamento è stato reso immediatamente disponibile con l’inizio della campagna, abbiamo avuto modo di conoscere il sistema di gioco che vi andiamo ora a presentare…

Blood Rage narra la storia di alcuni clan di vichinghi che si trovano ad affrontare il Ragnarök: la fine è certa, ma ogni vichingo le andrà incontro brandendo la sua ascia e anelando ad entrare nel Valhalla combattendo e saccheggiando fino all’ultimo respiro. Il gioco può accomodare 2-4 giocatori, ed una partita dovrebbe durare circa un’ora.

La dotazione del gioco è notevole, soprattutto per la quantità e qualità delle miniature, ma anche per l’artwork estremamente coinvolgente che domina su ogni pezzo del gioco, dalle plance alle carte. La mappa principale è divisa in 4 grandi regioni, Yggdrasill, Manheim, Alfheim e Jotunheim. Ciascuna regione include almeno 1 provincia, per un totale di 9, ed ogni provincia ha da 3 a 5 villaggi; inoltre sulla mappa ci sono 4 fiordi che collegano ciascuno due province. Accanto ad essa c’è una plancia del Valhalla, dove finiscono le truppe dipartite, ed una plancia Ragnarök, divisa in tre sezioni, ciascuna delle quali rappresenta un turno di gioco ed indica quali province verranno distrutte dal fuoco di Surtr.

Ogni giocatore rappresenta un clan, ed ha una propria plancia che riporta 4 segnapunti (punti Furia attuali, punti Furia totali, Gloria e Corni). I punti Furia servono a compiere azioni, ed anche se alcune azioni sono gratuite è necessario avere almeno 1 punto Furia per poterle compiere. La Gloria rappresenta i punti vittoria, mentre i Corni influenzano la quantità di truppe con cui il clan potrà agire. Al di sopra di questi segnapunti c’è uno spazio per i miglioramenti del proprio leader e della propria nave, oltre al nome e simbolo del clan. Al di sotto c’è una guida alle azioni, mentre accanto ai segnapunti c’è spazio per i miglioramenti delle truppe e per gli eventuali mostri assoldati (si, anche i mostri vogliono andare nel Valhalla… d’altronde ci si diverte, lì).

Ci sono poi tre mazzi di carte: Quest, Upgrade e Battle. Le Quest sono missioni che gli Dei affidano ai clan, e che forniscono un bel po’ di gloria se completate; gli Upgrade sono i miglioramenti (del clan, del leader, delle truppe, della nave e dei mostri); infine, le carte Battle si usano in combattimento e forniscono bonus temporanei ma molto potenti.

Veniamo alle miniature: ogni clan ha una nave, un leader e 8 truppe, con le proprie basette colorate da inserire sotto le rispettive miniature, e altre 4 basette (due grandi e due normali) per i mostri assoldati, rappresentati da 6 miniature (una per tipo di mostro). Tutte le miniature sembrano estremamente dettagliate, a giudicare da foto e video pubblicati finora, e – per quanto molto fantasy – rendono bene l’atmosfera del gioco.

Le regole sono decisamente semplici, ma ad una prima lettura permettono una vasta gamma di strategie, come capita spesso nei titoli di Lang. Lo scopo del gioco è arrivare alla fine del terzo turno (la fine del mondo) con più punti gloria degli altri, ed i punti gloria si ottengono combattendo, saccheggiando, e morendo per andare nel Valhalla.

In un turno di gioco ci sono sei fasi; alla fine della sesta fase si inizia il turno successivo. Alla fine del terzo turno di gioco, la partita finisce e si contano i punti Gloria: il vincitore è il clan con più punti Gloria. Facile. Le sei fasi sono qui descritte brevemente (ricordiamo che è possibile scaricare il manuale completo del gioco).

1 – Fase del Dono degli Dei: una fase di draft in cui i giocatori scelgono le carte che formeranno la loro mano per quel turno. Le carte sono importantissime perché sono il vero motore del gioco, quindi vanno scelte con molta attenzione.

2 – Fase delle Azioni: è divisa in turni, ed in ogni turno ciascun giocatore può compiere un’azione, finché ha punti Furia. Questa fase termina quando tutti i giocatori sono rimasti senza punti Furia, oppure quando tutte le province non distrutte sono state saccheggiate. Le azioni possibili sono cinque: invadere (si piazza una miniatura dalla propria riserva sulla mappa), marciare (si spostano le proprie miniature che si trovino già sulla mappa), miglioramento (si può giocare una carta Miglioramento dalla propria mano sulla propria plancia), missione (si gioca una carta Quest coperta sulla propria plancia), e saccheggio (si può attaccare una provincia, ed il vincitore di una battaglia ottiene un bottino).

3 – Fase dello Scartare: i giocatori devono scartare tutte le carte rimaste nella propria mano (ma possono conservarne una).

4 – Fase delle Quest: i giocatori rivelano le Quest dalla propria plancia e controllano quali abbiano compiuto, ottenendone le ricompense.

5 – Fase del Ragnarök: viene distrutta una provincia, e si verifica quale provincia verrà distrutta nel prossimo turno. Notare che tutte le truppe che si trovano nella provincia distrutta vanno nel Valhalla e fanno guadagnare molta Gloria ai propri clan (niente di meglio per un vero vichingo che morire combattendo nel Ragnarök).

6 – Fase della Liberazione del Valhalla: in questa fase, tutte le truppe presenti sulla plancia del Valhalla vengono restituite ai propri clan, per poter combattere di nuovo. Bella, la vita dei vichinghi.

Il combattimento in Blood Rage viene in genere innescato dall’azione Saccheggio, e viene risolto in tre passi. Prima c’è la Chiamata alle armi: una volta che un giocatore sceglie la provincia da saccheggiare, gli altri giocatori possono inviarvi truppe dalle province adiacenti. Poi, ogni giocatore coinvolto nella battaglia deve obbligatoriamente giocare una carta dalla propria mano; le uniche carte che hanno effetto in battaglia sono le carte Battaglia, ma volendo si può giocare una qualsiasi altra carta (che non avrebbe effetto, ma rispetta il requisito richiesto della carta). Infine, si risolve lo scontro: il giocatore che ha la Forza totale maggiore (la Forza totale è la somma della Forza delle proprie unità più gli eventuali bonus derivati dalle carte) vince la battaglia, scarta la carta che ha giocato ed ottiene Gloria per la vittoria; gli sconfitti perdono le proprie truppe (che vanno al Valhalla), ma possono riprendere in mano la carta giocata. Notare che la provincia viene saccheggiata solo se il vincitore della battaglia è il giocatore che ha dichiarato il Saccheggio, ed in questo caso il vincitore riceve bottino – ma in caso contrario la provincia non viene saccheggiata.

Il gioco è quindi molto rapido e ha una forte componente  tattica. Come per altri giochi di Lang (uno fra tutti Caos nel vecchio Mondo), sembra di trovarsi davanti a un Euro-game sotto steroidi. Tuttavia da una lettura delle regole (ed anche dalla mappa) molti hanno immediatamente riconosciuto più che casuali somiglianze con un altro gioco di Lang, Midgard. Certo, ci sono delle differenze notevoli (per esempio le azioni in Midgard erano dettate dalle carte, mentre qui i giocatori decidono quali azioni intraprendere), ma i tanti punti in comune hano dato da pensare a molti appassionati, tanto che si è immediatamente parlato di Midgard 2, con tanto di smentita ufficiale da parte dell’autore:
Blood Rage non è Midgard 2, anche se ne condivide l’origine tematica. Sono orgoglioso di Midgard e ci gioco ancora, ma Blood Rage è una diversa categoria di peso; più vicina a Caos nel Vecchio mondo come profondità e stile di design. Considero questo gioco il culmine della mia passione per i giochi strategici del tipo ‘gente su una mappa’ con un sacco di ambientazione, tanta interazione, e sviluppo asimmetrico dei giocatori”. E noi non vediamo l’ora di provarlo con mano per verificare queste diversità.

Per concludere, regole semplici, tantissima interazione, battaglie e saccheggi, proprio come dovrebbe essere la vita di ogni vichingo che si rispetti. In questo gioco manca solo l’idromele. A parte le considerazioni alcoliche, comunque, Blood Rage potrebbe sembrare meno ambientato di quel che ci si attendeva, ma alla fine è un gioco di combattimento e di interazione, controllato dalle carte. Il meccanismo di battaglia è interessante: il vincitore guadagna punti ma è l’unico che perde carte, e già solo dalla lettura delle regole, senza conoscere le carte in dettaglio, ci sembra un elemento fondamentale su cui ragionare nelle strategie a lungo termine .

 Quindici giorni di campagna, rapido e brutale come il mondo alla fine dei tempi, Blood Rage si abbatterà come il fuoco della Muspelheimr sui vostri tavoli, o passerà come gli ululati dei lupi della Jarnveden all’alba? Parafrasando l’Hávamál: “non giudicare un gioco se non quando l’avrai giocato”, e chi siamo noi per mettere in dubbio la saggezza del Padre di Tutto?

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