giovedì 20 Giugno 2024

Parliamo delle “Serie” (3 di 3)

Terza, ultima e lunga parte di questa serie di articoli dedicati alle serie nel settore dei wargame. Con questo articolo siamo arrivati alle esperienze più recenti e, quindi, anche alle più semplici da reperire. Si tratta talvolta di serie di respiro più ampio, alcune delle quali destinate a un pubblico potenzialmente più vasto e meno specializzato di quello dei grognard… ma non per questo si tratta di titoli meno validi o non in grado di fornire emozioni ed esperienze ludiche interessanti per tutti, anche per i veterani delle guerre simulate!

Card Driven Games (CDG)
(Avalon Hill: 1993 e poi GMT, ecc.)
Pur essendo stata sempre all’avanguardia nel campo dei wargame, neppure Avalon Hill sapeva di dare il via a una piccola rivoluzione quando decise di pubblicare We the People (1993 – Mark Hermann – sulla Guerra di Liberazione Americana): era il primo dei CDG (Card Driven Game = gioco gestito con l’uso delle carte) diventati oggi talmente popolari da aver dato vita a una inversione di tendenza nelle vendite dei wargame. Il sistema è senz’altro noto a tutti: a ogni turno i giocatori giocano una delle carte che hanno in mano ed eseguono delle operazioni sul campo o delle “occupazioni” politiche. È chiaro che la fortuna gioca un ruolo abbastanza importante (se non vi entrano le carte giuste al momento giusto rischiate di restare alla mercé del nemico per qualche turno) quindi se non vi va troppo bene dovete saper aspettare, costruirvi una mano potente piano piano e approfittare di ogni occasione. Questo sistema di gioco non è tra i miei preferiti, per questo la lista che segue è senz’altro incompleta, soprattutto perché è limitata ai soli giochi in mio possesso. Fortunatamente per voi lettori la maggior parte di questi wargame è ancora disponibile o è in ristampa, mentre altri nuovi sono usciti negli ultimi mesi o stanno per uscire e sono quindi facilmente reperibili.
Ci volle un po’ di tempo prima che i giocatori capissero bene il sistema e il secondo gioco della serie uscì dopo tre anni: Hannibal (1996 – Mark Simonitch per Avalon Hill) sulla seconda guerra punica, mentre il terzo volume, For the People (di Mark Hermann) uscì soltanto nel 1998: questa volta l’argomento era la Guerra di Secessione, ma il gioco non era esente da qualche pecca. Purtroppo Avalon Hill, oberata dai debiti, fu costretta alla chiusura, ma il guanto della sfida era stato lanciato e GMT decise di accettarlo lanciando sul mercato Path of Glory (1999 – Ted Reicer) basato sulla Prima Guerra Mondiale a livello Strategico. Fu un immediato hit e finalmente la serie prese il volo con una lunga lista di nuovi titoli: Thirty Years War: Europe in Agony (2001 – Fox e Welker per GMT) e Wilderness War (2001 – Volko Ruhnke sempre per GMT) furono i primi, seguiti dall’eccellente Napoleonic Wars (2002 – Mark McLaughin per GMT) cui possono partecipare fino a 5 giocatori, e da Barbarossa to Berlin (2002 – Ted Raicer per GMT) primo di una sub-serie sulla campagna di Russia. A seguire apparvero poi Sword of Rome (2004, Wray Ferrel per GMT), Empire of the sun (2005 – Mark Hermann per GMT) e Wellington (2005 – Mark McLaughin per GMT) primo di un’altra sub-serie sulle campagne napoleoniche. Il resto è storia recente: Onward Christian Soldier (2006 – Richard Berg – GMT), Unhappy King Charles (2008 – Roger MacGowan – GMT), Halls of Montezuma (2009 – Fox e Welker – GMT), ecc.

Standard Combat Series (SCS)
(The Gamers – 1992 e poi MMP)
Con Stalingrad Pocket (1992 – Masahiro Yamasaki) la ditta The Gamers inaugurò una nuova serie di wargame incentrati principalmente sulla seconda Guerra mondiale e basati su un regolamento standard, con regole “classiche” semplici da studiare da assimilare, completate poi da regole specifiche per i singoli volumi. Il primo titolo ebbe un buon successo ma fu soggetto anche a parecchie critiche, tanto che Dean Essig (il patron di The Gamers) decise di rivederlo e ripubblicarlo pochi anni dopo col titolo di Stalingrad Pocket II (1996 – Dean Essig). Nel frattempo la serie, che ha vinto parecchi CRS Award negli USA, continuava con Afrika (1993 – Dean Essig anch’esso ripreso tre anni dopo, per gli stessi motivi e riedito col titolo Afrika II), Ardennes (1994 – Dean Essig), Yom Koppur (1995 – Al Sandrick, escursione nell’epoca moderna per la guerra Arabo-Israeliana), Crusader (1997 – Dean Essig), Gazala (1999 – Dean Essig), Drive on Paris (2000 – Al Wambold), Falschirmjager (2001 – Al Wambold), Operation Michael (2002 – John Best e Dean Essig per MMP che assorbì l’intera gamma di The Gamers), The Mighty Endeavor (2005 – Newhouse e Armstrong), Guadalajara (2006 – Ernesto Sassot et Dean Essig, sulla guerra civile in Spagna), Rock of the Marne (2008 – John Best), Bastogne (2009 – Dean Essig) e, quattordicesimo e per ora ultimo della serie, Karelia ’44 (2011 – Ken Jacobsen). I giochi sono tutti di fattura grafica più che buona, con counter tradizionali ma ben chiari e si giocano con piacere: se dovessi consigliare un paio di titoli io punterei su Stalingrad Pocket II e Ardennes.

Jours de Gloire (JdG)
(Vae Victis 1997 – Canons en Carton – Hexasim)
Questa è la prima serie interamente «francese» mai prodotta, anche se prende ispirazione (come riconosce il suo autore, Frederick Bey, dall’opera di Richard Berg). L’obiettivo dichiarato, e a tutt’oggi perfettamente conseguito, è quello di pubblicare ogni anno (su Vae Victis o tramite la casaeditrice fondata dallo stesso autore, Canons en Carton) una o più battaglie napoleoniche a distanza di 200 anni esatti dalla data in cui fu combattuta nel pieno dell’epopea del piccolo Corso. La prima battaglia è ovviamente Rivoli 1797 (1997 – Fred Bey per Vae Victis n° 18, appena un poco in ritardo sull’anniversario esatto per problemi editoriali) che vide il giovane Generale distinguersi in Italia contro gli Austriaci. L’ultima sarà sicuramente Waterloo nel 2015 e già tutti ci aspettiamo un mega wargame (se è vero che Austerlitz fu pubblicato in due volte, con doppia mappa, ecc.). Particolarità della serie è l’attivazione dei corpi tramite estrazione dei relativi marcatori. Quindi non si sa mai quando un corpo verrà attivato, se prima o dopo la mossa del nemico, il che rende i giocatori un tantino più prudenti. La serie non è difficile da imparare e l’ultima edizione del regolamento ha sgombrato il campo da qualsiasi dubbio, per cui consiglio tutti gli appassionati delle battaglie di Napoleone di acquistare almeno quelle più note perché ne vale davvero la pena. Non volendo tediarvi con un lunghissimo elenco (ma quante battaglie ha fatto il buon Nappy? Una esagerazione!!!) mi limito a segnalarvi quelle più interessanti: Marengo 1800 (2000, Vae Victis 35),Lonato (2002 , pubblicato da C3i della GMT come bonus game), Austerlitz (2004-2005 – Vae Victis n° 58 e 64), Jeana 1806 (2006 – Vae Victis n° 71), Eylau 1807 (2007 – Vae Victis n° 77), Rolica & Vimero 1808 (2008 – CeC), Aspern Essling (2009 – Vae Victis Fuori Serie n° 12). Tutte le battaglie pubblicate da CeC sono normalmente di “dimensioni” più piccole di quelle qui elencate, ma in compenso ogni uscita comprende 2 o 3 giochi (sempre disponibili presso la casaeditrice: http://jours.de.gloire.pagesperso-orange.fr/index.html).
Da notare inoltre che a margine di queste battaglie “operazionali” Frederick ha realizzato anche dei giochi “campagna” (a livello strategico): Danube 1800-1805-1809 (2001 – Vae Victis n° 41), Pologne 1806-1807-1813 (2002 – Vae Victis 47), France 1792 -1818 (2003 – Vae Victis n° 52) e Allemagne 1813 (2011 – Hexasim).

En Pointe Toujours (EPT)
(Vae Victis – 1997)
Un’altra serie pubblicata da Vae Victis e dedicata a scontri tattici durante la Seconda Guerra Mondiale e nell’epoca moderna, iniziò con Indochine 1946-1952 (1997 – Théophile Monnier per Vae Victis n° 16) e proseguì con Normandie 1944 (2000 – T.Monnier per Vae Victis n° 31), Koursk 1943 (T. Monnier per Vae Victis n° 51), France 1940 (2007 – Monnier e Stratigos per Vae Victis Fuori Serie n° 6), Afrique Contemporaine (2008 – Monnier/Stratigos per Vae Victis n° 80), Chir 1942 (2008 – Nicolas Stratigos per Vae Victis Fuori Serie n° 10) e Vent du Nord su Hatten (2011 – N. Stratigos per Vae Victis n° 98). Da Notare che Vae Victis ha supportato questi giochi con decine di scenari nuovi, completi di unità e veicoli extra. Una buona serie che in Italia non ha avuto l’eco dovuto.

Battles of the American Revolution
(GMT – 1998)
Uno dei motivi per cui sono un fedele cliente di GMT è la voglia di rinnovamento e ricerca di nuove idee che questa ditta ha sempre avuto, forte anche del fatto che uno dei soci è Rodger MacGowan, un artista appassionato di wargame, fondatore di Fire & Movement, editore in capo di 3Ci (la rivista di GMT) nonché illustratore di oltre 250 wargames (fin dai tempi di Russian Campaign e Squad Leader della Avalon Hill). Fatto sta che questa nuova serie dedicata alla guerra di indipendenza degli americani è semplicemente fantastica, graficamente, e altrettanto appassionante da giocare. Poche unità, mappe stupende, regole abbastanza semplici e l’uso della matrice tattica (idea derivata da 1776 della Avalon Hill): in pratica, calcolati i rapporti di forze e prima di tirare i dadi per vedere il risultato, ogni giocatore mette in tavola un contrassegno “tattico” (assalto in forze, difesa a oltranza, aggiramento a destra, ecc.) che viene confrontato con quello nemico per arrivare a un bonus/malus sul tiro di dado. Giochi poco “sanguinosi” ma molto manovrieri: bisogna preparare bene il proprio attacco e poi colpire in pochi posti ma con grande energia. Il primo della serie è Saratoga (1998 – Mark Miklos), seguito da Brandywine (2000 – M. Maklos), Guilford Courthouse (2002 – M. Maklos), Savannah (2005 – M. Maklos) primo volume con un assedio dei franco-americani agli inglesi, interessante soprattutto per la “corsa” degli alleati verso Savannah per impedire che gli inglesi possano costruire difese troppo coriacee, Monmouth (2007 – M. Miklos), Pensacola (2010 – M. Miklos, secondo volume con un assedio) eGermantown (2010 – M. Maklos). Fortemente consigliato a chi è interessato a questo periodo: tutte le battaglie sono ancora disponibili, incluso Saratoga, ristampato da poco dopo essere stato riveduto e corretto.

Au Fil de l’Epee
(Vae Victis – 1999 et Canons en Carton)
Terza e ultima (almeno per ora) serie pubblicata da Vae Victis (per la verità ci sarebbe anche la serie di “Ardennes ’44”, ma ci sono troppe differenze fra una battaglia e l’altra per considerarla ancora qualcosa di “uniforme”) e probabilmente la più interessante, dal punto di vista ludico. L’autore è, ancora una volta, il prolifico Fréderick Bey e il periodo scelto è il Medio Evo: il sistema di gioco è abbastanza semplice da imparare e si basa sull’attivazione di un gruppo di unità alla volta, le battaglie sono combattute con foga, spesso trasformandosi in grandi mischie di unità in combattimento fra loro fino al… cedimento di una linea difensiva e alla successiva “rotta” di uno dei due eserciti. Il primo “tomo” di questa serie apparve su Vae Victis con due distinte battaglie: Formigny 1450 e Poitiers 1356 (1999 – Vae Victis n° 26). Il gioco fece un po’ fatica a farsi conoscere, ma alla fine diventò abbastanza popolare da spingere la rivista a recidivare con un Quadrigame (cosa davvero inusuale per un gioco inserito in una rivista): Au Fil de l’Epée (2002 – Vae Victis n° 45). E fu l’inizio di una lunga serie, ancor oggi in corso, con Epées de France (quadrigame pubblicato nel 2003 da Canons en Cartons), Navas de Tolosa (2005 – Vae Victis n° 62), Epées Royales (quadrigame del 2006 pubblicato da CeC), Anthon (2007 – Vae Victis Fuori Serie n° 6), Epées et Couronne (quadrigame del 2007 pubblicato da CeC), Muret (2008 – Vae Victis n° 78), Neville’s Cross (2008 – Vae Victis Fuori Serie n° 10), Epées et Croisades (2008 – due battaglie pubblicate da CeC), Epées et Hallebardes (2008 – tre battaglie pubblicate da CeC), Epées Normandes (2009 – tre battaglie pubblicate da CeC) e Le Lion et L’Epée (2010 – due battaglie pubblicate su Vae Victis Fuori Serie n° 13).

Panzer Grenadiers
(Avalanche Press – 2001)
Il grande difetto di questa serie è di essere… in concorrenza con ASL: in realtà usa un regolamento alla portata di tutti per battaglie tattiche (a livello di plotone) fra fanteria, carri e armi di reparto. Il primo volume, Panzer Grenadier (1998 – Michael Bennighof) ebbe un discreto successo, tanto da spingere l’editore a ristamparlo nel 2001 visto che la prima edizione era esaurita.
Da allora è stato un crescendo di nuovi titoli, di libretti con scenari extra, ecc. Non ho seguito tutta la serie, quindi la lista che segue non è esaustiva ma si limita ai primi volumi: Airborn (2001 – M. Benninghof), Heroes of the Soviet Union (2001 – M. Benninghof), Battle of the Bulge (2002 – M. Benninghof), Afrika Korps (2002 – M. Benninghof), Artic Front (2002 – M. Benninghof) , Edelweiss (2003 – M. Benninghof), Semper Fi – Guadalcanal (2003 – Brian Knipple et Benninghof), Tank Battles (2003 – M. Benninghof), Jungle Fight (2004 – Brian Knipple), Fronte Russo (in italiano nel testo, visto che introduce le unità italiane, 2007 – Ruicchi/Striuli), ecc. Chi non ha abbastanza tempo per imparare e giocare ASL può provare ad acquistare uno di questi wargame: il gioco effettivamente vale la pena e permette partite più “divertenti” senza la rigorosità “realistica” del suo concorrente.

Musket & Pike Battle System
(GMT – 2002)
Anche il Rinascimento (XVII-XVIII secolo) ha una sua serie, e ancora una volta è GMT che ha tentato, con successo, il passo. Con This Accursed Civil War (2002 – Ben Hull) ci vengono presentate cinque battaglie della Guerra Civile Inglese: il gioco non è facilissimo da “digerire” e occorrono almeno 2-3 partite per impararlo, visto che si basa su un sistema di comando per “ali” (i comandi sono assegnati all’inizio ed è abbastanza difficile riuscire a cambiarli nel corso della battaglia) piuttosto realistico nel suoi risultato finale. Gli altri giochi della serie (ancora in corso) sono attualmente Sweden Fights On (2003 – Ben Hull) con quattro battaglie della guerra dei trent’anni, Under the Lily Banners (2005 – Ben Hull) con altre cinque battaglie della guerra dei trent’anni, Gustav Adolf the Great (2007 – Ben Hull) con cinque battaglie famose della sua campagna in Europa e Nothing Gained but Glory (2010 – Berg/Hansen/Grunitz) con ben sette battaglie combattute nel nord Europa (Svezia, Danimarca, Brandeburgo, ecc.)

Memoir ‘44
(Days of Wonder – 2004 e altre ditte)
Tutti ormai conoscono questa serie: molti non considerano Memoir ’44 un vero e proprio wargame, tuttavia nessuno contesta il fatto che grazie a questo “gioco” tantissimi giovani sono tornati a praticare i wargame e spesso restano talmente entusiasti da decidersi a provare anche qualcosa di più impegnativo. Il sistema di gioco è lo stesso di Command & Colors (2006 – GMT), di Battlelore (2006 – Days of Wonder) e di Battles of Westeros (2010 – Fantasy Flight Games) ma il “padre” di tutti questi giochi si chiama Battle Cry e fu pubblicato nel 1999 dalla Avalon Hill (sempre loro!!!). Inutile fare qui una lista di tutti i titoli di questa serie e delle sue sub-serie, quindi mi limito a ricordare brevemente il sistema di gioco. Ogni giocatore ha in mano un certo numero di carte che gli permettono di “attivare” tutte o parte delle unità (rappresentate ciascuna da un gruppo di 2-5 miniature) che si trovano in uno dei tre settori del campo di battaglia (destra, centro e sinistra). Se le unità vengono a contatto (o a portata di tiro) si lanciano “X” dadi (in base al tipo di unità) e si assegnano al nemico eventuali perdite togliendo una o più miniature (o cubi, nel caso di C&C). Se un’unità perde la sua ultima miniatura è eliminata e l’avversario guadagna 1 PV. Vince chi, in base a quanto indicato sullo scenario, raggiunge per primo “x” PV. Un sistema semplice, molto dipendente dalla fortuna (sia per le carte pescate che per i lanci di dado) ma che ha il vantaggio di durare poco ed essere divertente. Ovviamente noi… vecchi wargamer non ne siamo troppo entusiasti, ma come sistema per introdurre un “figlio” o dei ragazzi più giovani al nostro hobby è davvero interessante. Obbligatorio averne in casa almeno una copia … a voi la scelta sulla sub-serie preferita !

Combat Commander
(GMT 2006)
Tecnicamente si potrebbe assegnare anche Combat Commander alla categoria dei CDG, ma in realtà qui le carte svolgono funzioni più simili a quelle di Up Front, per cui ho deciso di considerarla una serie a parte. Tutto cominciò con Combat Commander Europe (2006 – Chad Jensen) un gioco tattico sulla Seconda Guerra Mondiale dalla grafica davvero straordinaria (mappe e unità) da far venire immediatamente la voglia di giocare. Siamo al comando di un certo numero di squadre o gruppi di uomini: usando le carte in nostro possesso vengono dati ordini alle singole unità o ai diversi leader (che a loro volta passano gli ordini a tutte le unità entro il loro raggio di comando). Gli ordini possono essere Movimento, Fuoco, Avanzata, Rally, ecc. Le unità colpite dal nemico non vengono subito eliminate, ma girate sul lato “Broke” e possono essere riattivate con un Rally (un po’ come in Up Front, appunto). Non si tirano dadi perché i risultati sono già stampati nelle carte stesse (sommi i Punti di Forza dell’attaccante, giri una carta e aggiungi il valore dei dadi su di essa stampato, poi compari il totale con quello del Difensore). Gli scenari sono normalmente studiati in modo da avere un Difensore con poche unità (ma ben piazzate, con mitragliatrici e postazioni fortificate) e un Attaccante con molte unità che deve avanzare e occupare un certo numero di obiettivi per poter vincere. Il primo volume (Europe, appunto) porta in gioco Tedeschi, Russi e Americani (ognuno con un suo mazzo di carte e certe caratteristiche) mentre il successivo, Mediterranean (2007 – Chad Jensen) introduce gli Italiani, i Francesi e gli Inglesi, tutti con le loro unità e il loro mazzo di carte. Con Paratroopers (2007 – Chad Jensen) la GMT mise sul mercato anche un modulo aggiuntivo, sempre sul teatro europeo. Invece con Pacific (2008 – Chad Jensen) ci spostiamo nel teatro dell’estremo oriente e naturalmente ci vengono forniti i Giapponesi, i Marines Americani e varie unità Alleate. Inoltre nello stesso anno venne pubblicata anche la seconda espansione , Stalingrad (2008 – Chad Jensen) con ulteriori scenari e unità. La successiva è Normandy (2009 – John Foley) con altri scenari e unità tedesche, americane e inglesi. Concludono (momentaneamente) la serie Resistance (2011 – con unità della Resistenza e molti scenari extra) e il quarto modulo (primo dedicato al Pacifico) New Guinea (2011 – vari autori). Ovviamente la rivista C3i continua a supportare il gioco in ogni numero con nuovi scenari, varianti, unità extra, ecc.

Fast Action Battles (F.A.B.)
(GMT – 2008)
L’ultima serie, per lo meno fra quelle di cui sono a conoscenza e che ho per lo meno provato, è iniziata con F.A.B. The Bulge (2008 – Rick Young), che è in un certo senso un gioco “ibrido”: usa infatti una mappa a “zone”, dei “blocchi” di legno per le unità principali (come i giochi della Columbia) e dei normali counter per gli “asset”. Questi ultimi rappresentano in realtà le unità “minori” (genio, artiglieria, rangers, distaccamenti di fanteria, aviazione, rinforzi, ecc.) e sono “spesi” durante una battaglia sia per sostenere eventuali perdite (in modo da non indebolire le unità principali) e sia come supporto alle unità combattenti. Un’idea interessante che, una volta capito il sistema, permette di giocare rapidamente, con poche unità in campo (gli asset si giocano solo al bisogno e sempre volontariamente) e con quella che gli americani chiamano “fog of war” (testualmente “nebbia di guerra”) e che noi definiamo come “conoscenza parziale della situazione in campo”. Infatti solo entrando in una zona occupata da unità nemiche possiamo conoscerne il tipo e la forza (le unità vengono rivelate solo prima della risoluzione del combattimento). Il secondo volume della serie è F.A.B. Sicily (2011 – Rick Young) fresco fresco di stampa! Tratta dell’invasione alleata in Sicilia nel 1943 e, a mio parere, è un sicuro passo avanti rispetto al primo volume per cui lo consiglio caldamente a tutti, sia che siate giocatori di… primo pelo che esperti wargamer.

Bene, siamo arrivati alla fine: come premesso ho sicuramente dimenticato qualche gioco ma, come sempre, mi limito a parlare di quelli che ho sperimentato personalmente.
Spero che questa lunga chiacchierata abbia fatto venire a qualcuno di voi la voglia di tornare in solaio a frugare nella cassa dei vecchi ricordi per rispolverare qualche buon wargame, e ai più giovani un interesse sufficiente a spingerli ad acquistare qualcuno dei titoli consigliati.

Buon gioco a tutti!

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