sabato 18 Maggio 2024

Essen Spiel 2019 – Impressioni di gioco – Parte 2

Allo Spiel 2019 sono stati applicati diversa accorgimenti logistici che ne hanno sicuramente migliorato la vivibilità (almeno il giovedi e il venerdi), ma questa nuova distribuzione rende decisamente più faticoso raggiungere i tavoli più agognati. Insomma, il nostro inviato Daniele ha macinato chilometri tra una partita e l’altra per condividervi le prime impressioni di:

– Letter Jam
– Obscurio
– Tajuto
– Team 3
– Trismegistus

LETTER JAM (editore​: Czech)
I​mpressioni di gioco di:​ Daniele Silvi

Aspettative iniziali​: ​3 di 5 (Non sapevo nulla ma cercavo un gioco veloce e divertente)
Magnetismo del tavolo:​ ​ 4 di 5 (Blocchetti colorati, matite, carte su stand-up. Sicuramente ha catturato la mia attenzione)
Rapidità di comprensione​: ​5 di 5 (si spiega in un attimo)
All’atto pratico​: ​ 3 di 5 (avevo i compagni sbagliati al tavolo ma con quelli giusti può essere molto divertente, soprattutto se si creano partite a tema)
Retrogusto:​ ​3 di 5 (Spero nell’edizione italiana che lo adegui alla nostra lingua)

Letter Jam sembrava davvero un gioco accattivante a prima vista. Tuttavia l’esperienza di gioco che ho avuto si è rivelata frustrante e ha penalizzato un gioco con molte più potenzialità. Si tratta di un cooperativo composto da un mazzo di carte che rappresentano molteplici lettere dell’alfabeto. Ciascuno deve dare al proprio compagno di destra 4 carte che formino una parola di senso compiuto, dopodichè ciascuno terrà coperte le carte ricevute senza guardarle. Il gioco consiste nell’indovinare che carte si hanno e infine rimetterle nell’ordine con cui il nostro compagno di sinistra aveva inteso darcele. Il tutto si svolge con una meccanica che ricorda vagamente Hanabi in cui ciascuno vede le carte degli altri ma non la propria. L’idea è buona e il sistema deduttivo rappresentato dal blocchetto con caselle colorate altrettanto.
a localizzazione italiana terrá sicuramente conto delle particolarità della nostra lingua per adeguarlo alla lunghezza media delle parole. L’unica pecca che rilevo è che non c’è un reale punteggio e non ci sono vincitori. Si tratta solo di fare più punti possibili da confrontare con una tabella di merito. Il gioco si presta sicuramente bene ad un gruppo affiatato che potrà giocare molto su allusioni ed esperienze condivise. Aggregante!

OBSCURIO (editore​: Libellud)
I​mpressioni di gioco di:​ Daniele Silvi
Aspettative iniziali​: ​5 di 5 (i giochi “alla Dixit” mi affascinano e sono ottimi party game)
Magnetismo del tavolo:​ ​ 4 di 5 (materiali belli e ambientati. Forse un po’ troppo cupi)
Rapidità di comprensione​: ​5 di 5 (il regolamento è immediato)
All’atto pratico​: ​ 5 di 5 (Coinvolgente. Bisogna confrontarsi, votare, scoprire il traditore.)
Retrogusto:​ ​4 di 5 (Sicuramente coinvolgente e semplice. Qualcuno potrebbe però trovarlo un po’ simile ad altri titoli del genere)

Dopo molte partite a Mysterium e a When I Dream, ero davvero in attesa di un titolo simile che proponesse meccaniche nuove o differenti esperienze di gioco. Obscurio non delude, ed accontenta sia chi prova per la prima volta questo genere di giochi, sia chi viene da (lunghe) esperienze passate in tal senso. Obscurio vede un team di maghi cercare di fuggire da una biblioteca, con l’aiuto del Grimorio (il narratore); tra di essi si nasconde però un traditore che cercherà di sabotare la fuga. La meccanica è semplice e si articola sulla ormai nota base del riconoscimento delle carte scelte dal narratore, che dovrà suggerirle ai giocatori tramite indizi. Si deve discutere insieme per votare la carta che il gruppo ritiene essere quella giusta, mentre il traditore – che non deve farsi scoprire – cercherà di confondere le idee. Il gioco echeggia un po’ sia Mysterium che When I Dream, per aspetti diversi, ma riesce comunque a rivelarsi originale e, soprattutto, ad più breve di Mysterium il cui unico difetto era, secondo me, proprio la durata. Qui le partite scorrono più veloci e hanno anche diversi aspetti che lo rendono rigiocabile (infatti si pescano da un sacchetto dei gettoni che indicheranno casualmente come dovranno essere riconosciute certe carte, tramite l’applicazione di opportuni filtri che ne oscurano alcune parti). In sostanza promosso e subito acquistato.

TAJUTO (editore​: Abacus Spiele )
I​mpressioni di gioco di:​ Daniele Silvi
Aspettative iniziali​: ​3 di 5 (Ormai mi aspetto sempre meno da R. Knizia. Inoltre la pesca delle parti di pagoda dal sacchetto non mi aveva convinto già dal regolamento)
Magnetismo del tavolo:​ ​ 4 di 5 (Le pagode di plastica e il tabellone sono davvero belli)
Rapidità di comprensione​: ​5 di 5 (ci sono solo 3 azioni in tutta la meccanica e sono immediate)
All’atto pratico​: ​ 2 di 5 (un po’ troppo ripetitivo)
Retrogusto:​ ​3 di 5 (Non lo compro. Tuttavia ha il pregio di essere abbastanza veloce)

Questo gioco è stato abbastanza pubblicizzato, sia in fiera che prima di essa, tuttavia non mi aspettavo lo stesso molto poichè avevo precedentemente letto il regolamento e l’aspetto della pesca delle pagode dal sacchetto non mi aveva convinto. Invece quella fase si è poi rivelata meno tragica del previsto, a sfavore però di altre pecche. Nell’ordine sono: una partenza programmata in cui per diversi turni si è costretti a fare sempre la stessa azione (la pesca) per sbloccare il motore di gioco; poca varietà di azioni (solo 3 in sostanza); ambientazione forzata. Insomma Tajuto è un gioco apparentemente modesto, che attrae con facilità ma che con altrettanta facilità potrebbe stancare. Va sicuramente provato più volte per esplorarne le potenzialità strategiche (la gestione dei punti meditazione, l’acquisizione delle tessere punteggio di costo crescente, il momento in cui costruire determinati ripiani delle pagode, ecc). Forse l’apparente semplicità è solo ingannevole…da approfondire.

TEAM3 (editore​: Abacus Spiele)
I​mpressioni di gioco di:​ Daniele Silvi
Aspettative iniziali​: ​4 di 5 (I colori accesi sparpagliati in tutta la fiera lasciavano presagire un gioco divertente)
Magnetismo del tavolo:​ ​ 4 di 5 (materiali appariscenti e colorati)
Rapidità di comprensione​: ​5 di 5 (la spiegazione è addirittura inutile. Si capisce perfettamente guardandolo giocare)
All’atto pratico​: ​ 2 di 5 (deludente. La meccanica non crea competizione né impone limiti di tempo)
Retrogusto:​ ​2 di 5 (non lo comprerò. Il gioco è limitato esclusivamente a 3 giocatori)

Passeggiando per la fiera non si può non notarlo, poichè è pubblicizzato un po’ ovunque ed ha colori molto accesi. Si tratta di riordinare dei solidi di plastica colorata un po’ come avviene in Brick Party. Si gioca esclusivamente in tre: un giocatore deve descrivere a gesti la carta che indica la composizione finale da ricreare, un altro deve descrivere a parole questi gesti al terzo giocatore che, bendato, dovrà manipolare i solidi e metterli in posizione. Come nelle tre scimmie presenti sulle “carte ruolo”: un muto, un cieco e un sordo. Purtroppo non c’è nessun punteggio e nemmeno penalità (come di solito accade invece in questo segmento di giochi). Inoltre non essendoci punteggio viene a mancare anche la competizione. Il regolamento recita testualmente: “se i giocatori falliscono troppe volte, essi perdono”, che non significa granchè sinceramente. Insomma, si gioca tanto per divertirsi, senza altra finalità. Come ultima pecca, rimane giocabile solo da 3 o 6 persone (due gruppi contrapposti). Forse proprio la modalità “team” contrapposti potrebbe garantirgli quella spinta e quel significato in più.

TRISMEGISTUS: La formula finale (editore​: Board & Dice)
I​mpressioni di gioco di:​ Daniele Silvi
Aspettative iniziali​: ​5 di 5 (Tascini per me è una garanzia…di solito)
Magnetismo del tavolo:​ ​ 5 di 5 (i materiali sono belli, vari e colorati)
Rapidità di comprensione​: ​2 di 5 (la meccanica è complessa. Non immediata. Non ho visto sul tavolo nessun player aid)
All’atto pratico​: ​ 2 di 5 (frustrante. Ci vogliono diverse partite di rodaggio)
Retrogusto:​ ​3 di 5 (nonostante l’esperienza non troppo felice, ho voglia di rigiocarlo con più calma)

Trismegistus deve essere un titolo più valido di quello che è sembrato a me in fiera. Per forza. Attribuisco la cattiva esperienza al tavolo sicuramente alla confusione, ai compagni di tavolo distratti e superficiali e ad una spiegazione non proprio lineare. Sicuramente dovrò rigiocarlo in condizioni migliori poichè si capisce che c’è molto lavoro dietro e lo sforzo di creare rigiocabilità e vastità di strategie. Gli elementi presenti (risorse alchemiche) sono vari e vanno acquisiti e trasformati, secondo una meccanica di dadi speciali che si scelgono da un pool comune. C’è anche molta interazione e questo lo rende sicuramente più raffinato di quanto io abbia potuto apprezzare. I dadi sono l’aspetto più interessante poichè si distinguono per simbologie e colore e attraverso la combinazione di questi elementi si possono svolgere le azioni. La componentistica è molto bella (da notare la plancia giocatore incavata) e comprende dadi speciali, tessere di plastica, carte, cubetti trasparenti.

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