sabato 15 Giugno 2024

Un penny per i miei pensieri

                                                  ”!

Non avete visto male: È così che inizia Un Penny per i miei pensieri, con… niente, tabula rasa!

Sapete solo che è accaduto qualcosa, e qualsiasi cosa sia stato vi ha fatto perdere completamente la memoria…

Siete insomma un libro bianco da scrivere o se preferite un passato da riscoprire.
Vi avevamo già annunciato che l’amnesia può colpire anche i giocatori di ruolo (!), ma è grazie alla Janus Design che ora in Italia è possibile avere il manuale che introduce alla pratica del metodo terapeutico Mnemosyne™.

Messo a punto dall’Istituto Orfico di Studi Avanzati, questa rivoluzionaria terapia garantisce un pieno recupero della memoria da parte di pazienti affetti da amnesia profonda regressiva.
Analizziamo la versione italiana del gioco di ruolo “A Penny For My Thoughts”, creato da Paul Tevis e vincitore di molti premi tra cui il Most Innovative Game of the Year agli Indie RPG Awards 2009

  • Titolo: Un Penny per i miei pensieri 
  • Autore: Paul Tevis
  • Editore: Janus Design
  • Genere: Gioco di Ruolo / Narrazione
  • Numero Giocatori: 3-5
  • Durata: 2-3 ore
  • Dipendenza dalla lingua: edizione italiana
  • Illustratori: Fred Hicks

"È stato per questo che hai iniziato a collezionare penny?" "Si… e ancora lo faccio!"

I penny sono il focal point del gioco.
Durante il vostro ricovero presso l’Istituto Orfico vi viene somministrato un nuovo farmaco che vi aiuterà a ricostruire il vostro passato. Le memorie perdute saranno così condivise con quelle degli altri pazienti “smemorati” ricoverati anch’essi presso l’Istituto.
Il vostro percorso sarà ricomposto grazie ad alcuni penny e tre ricordi: il primo legato a qualcosa di piacevole, il secondo a qualcosa di spiacevole e infine l’ultimo che vi porterà alla causa della vostra amnesia.
Importante! Ogni volta che prenderete un nuovo penny dovrete concentrarvi, focalizzarvi e dire: Un Penny per i miei pensieri.

Il setup è semplice e immediato: per avviare la sessione di terapia dovrete lasciarvi andare e aprire la mente.
Fate scorrere i pensieri e le pillole che vi hanno somministrato vi porteranno a scrivere su cinque bigliettini altrettanti spunti-ricordo. Questi spunti non saranno solo per voi, anzi è molto probabile che apparterranno ad altri giocatori. Infatti verranno mescolati con quelli degli altri pazienti per essere scelti casualmente da chiunque di voi inizi a ricordare una scena. 
A questo punto si inizia l’applicazione del metodo Mnemosyne™ incentrato sulla focalizzazione, da parte degli altri pazienti, di alcuni punti chiave relativi allo spunto che avete estratto. La terapia è basata sugli effetti del medicinale, che mette in sintonia le menti dei partecipanti, permettendo agli altri pazienti di vedere nitidamente i particolari del vostro passato, mentre voi lo state raccontando. Quando uno degli altri pazienti vi farà una domanda con lo scopo di delineare il vostro ricordo di quella situazione specifica, dovrete rispondere “Sì, e…” aggiungendo i dettagli che si saranno ora resi più nitidi nella vostra mente.

Finito il giro delle domande da parte di tutti gli altri giocatori e costruito così lo spunto di partenza per la vostra scena, potrete aggiungere dettagli al vostro passato continuando fino a quando un vostro ricordo toccherà un momento cruciale dello sviluppo della storia , in cui ricorderete di aver preso una decisione importante o fatto qualcosa di rilevante. In questo attimo la memoria vi giocherà ancora brutti scherzi e saranno gli altri pazienti a dovervi aiutare: ne sceglierete uno e chiederete “E che cosa ho detto o fatto allora?”. Ascoltate il suo spunto e poi, visto che la visione collettiva della memoria può essere imprecisa, potrete chiedere ad un altro personaggio “Oppure?”.

“Si ora ricordo,…” direte quindi, e scegliendo uno tra i due spunti ricevuti, proseguirete la narrazione scambiandovi idee e cedendo penny. Ecco la funzione di queste modeste monetine: farvi focalizzare l’attenzione su un oggetto al fine di regolare il ritmo delle scene.

  

Il numero di penny che i giocatori hanno in mano regola l'ordine con cui si alterna il ruolo di viaggiatore nella memoria: per giocare la prima sezione dovrete avere 2 penny, per giocare la seconda 3 e per la terza 4. Non è detto che il recupero della memoria si sviluppi in maniera equamente progressiva tra i giocatori durante la seduta.

Alla conclusione della seduta, ognuno dovrà infine scegliere se ricordare o rimanere senza memoria.

Chi può recuperare la memoria?

Chiunque può cimentarsi, ma sarebbe meglio includere almeno un giocatore esperto, per evitare l’imbarazzo dell’inizio narrazione. Questo è un gioco destinato a un pubblico adulto, poiché le trame possono toccare spesso e volentieri temi impegnativi.

Una storia da creare o un manuale da leggere?

Il manuale, ben tradotto in italiano da Janus Design, offre oltre al gioco base alcune proposte di scenari alternativi, come quello ambientato in “X-files” e quello in “Cthulhu”. L’edizione italiana contiene uno scenario esclusivo ispirato a “Non cedere al sonno”, altro prodotto pubblicato dal gruppo di Janus.

Non soffermiamoci su dettagli come il numero di pagine, il peso o la grafica (peraltro assai gradevole); vi basti sapere che questo titolo è un “must have” per la piacevolezza dei contenuti e per l’interesse che crea già alla sola lettura.

Ma è piacevole ricordare il passato?

La risposta è sì. 
Raramente si trovano manuali di gioco di ruolo che siano anche piacevoli da leggere, e Un Penny per i miei pensieri è uno di questi. Il fascino di essere immersi nella sua ambientazione fin dalla prima pagina e di riuscire a leggerlo tutto in un fiato  è notevole. All’atto pratico, il meccanismo di scambio dei penny funziona bene per quanto riguarda l’effetto focalizzante che innesca, ma può relegare i giocatori meno quotati a raccontare la propria storia per ultimi.
Nel complesso risulta un gioco piacevole e, rispetto ad altri del nuovo filone, riesce ad ottenere un buon sincretismo fra narrazione e interpretazione.
C’è anche la possibilità di incrociare le trame dei personaggi, anche se è sconsigliato: se volete comunque provare a farlo conviene definirlo come focus fin dall’inizio della sessione. 
 Un avviso in più per quando si gioca fra amici o persone che si conoscono bene: scrivendo gli spunti o contribuendo alla storia degli altri, è consigliabile evitare riferimenti a fatti sgradevoli della vita reale degli altri giocatori. È facile in questo caso colpire qualcuno o fargli perdere le staffe… e non è questo l’obbiettivo del gioco!
 Ricordate: la sensibilità di capire le criticità del gruppo di gioco va applicata in Un Penny per i miei pensieri più che altrove.

Un ultimo suggerimento: Un Penny per i miei pensieri può essere giocato anche con un obiettivo secondario, potendo essere usato come un sofisticato strumento per generare personaggi giocanti o non giocanti per le vostre avventure. Invitate da due a quattro amici e giocate generando il background, e se siete fortunati avrete anche qualche spunto per la trama!

PRO 

– Manuale di piacevole lettura.
– Interessante punto di incontro fra interpretazione e narrazione.
 – Random PC & NPC  generator.

CONTRO

– Il numero di giocatori va da 3 a 5.
– La meccanica lascia la possibilità che un giocatore rimanga indietro e giochi tutte e tre le scene alla fine.
– Ripetere una sessione con lo stesso gruppo sulla stessa ambientazione può atrofizzare le idee.

Note:

L'istituto Orfico vanta un sito ufficiale italiano dove potete trovare ulteriori informazioni su questa terapia (e tanto materiale per il gioco).

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