mercoledì 29 Maggio 2024

King of Tokyo – La furia dei mostri

Perchè il Giappone è sempre buono da mangiare
Di King of Tokyo ne avevo parlato già in un'anteprima. Adesso ho avuto il piacere non solo di giocarlo per voi, ma di poter testare la versione in italiano che – va detto – è stata interamente curata e realizzata dai ragazzi di Uplay.

Naturalmente provare un gioco “light” non è mai facile quanto provare monster games o giochi alla tedesca, perchè si tratta di un prodotto il cui target è quanto mai variabile. 

La trama del gioco? La riassumo volentieri: ciascun giocatore rappresenta un tipico mostro alto svariate decine di metri che vuole mangiarsi Tokyo. Deve essere buona davvero la capitale nipponica, perchè ogni gioco sui mostri che si rispetti deve averne una fetta!

  • Titolo: King of Tokyo
  • Autori: Richard Garfield
  • Editore: uplay.it
  • Genere: Combattimenti e lancio di Dadi
  • Numero Giocatori: 2-6
  • Durata: 30 min
  • Dipendenza dalla lingua: testo sulle carte (che sono tradotte)
  • Illustratori: Benjamin Raynal

Vale la pena sottolineare che questo gioco è nato dalla fertile mente di un tale Richard Garfield (se non sapete chi sia beh… avete saltato quasi un ventennio di giochi nella vostra vita). Tipici sono infatti i meccanismi semplici e diretti che tuttavia danno vita ad un gioco rapido e divertente, si vocifera che il limite dei 20 punti vita dato ai mostri di King of Tokyo abbia vagamente a che fare con un suo precedente gioco poco conosciuto, tale Magic: The Gathering. Che il buon Garfield avesse in cantiere altri giochi da tavolo dopo il deludente Rocketville non era un segreto (lo ha dichiarato lui stesso in questa intervista ), ma che questo King of Tokyo uscisse prima di Ku Mighty, atteso sin dal 2009, è stata un po' una sorpresa.

Ed allora si va a distruggere Tokyo. Pronti? Via!

Ben più che semplici dadi!
In effetti King of Tokyo è un gioco di dadi. Ma aprendo la robusta e quadrata scatola, decorata con una vivace illustrazione di allegre creature ciclopiche che seminano devastazione a Tokyo, troviamo ben più che semplici dadi.
Beh, in effetti la prima cosa che si nota però sono i dadi. Ci sono otto bellissimi dadi a sei facce, di discrete dimensioni, sei dei quali sono neri con simboli verdi e gli altri due sono verdi con simboli neri. I simboli sui dadi sono sei, uno per ogni faccia, e sono tre numeri (1, 2 e 3, indovinato), un cuore, un fulmine, ed una zampa artigliata. Ciascun simbolo ha la sua funzione nel gioco.
Oltre ai dadi nella scatola troviamo un mazzo di carte coloratissime. Le carte sono di due tipi (gioca e scarta, e gioca e tieni per tutta la partita), e riportano diverse informazioni sullo sfondo di un bel disegno mostruoso: il titolo, il costo in energia (vedremo più avanti cosa vuol dire), l'effetto, ed il tipo di carta (da tenere o scartare).
Ci sono poi sei plance, una per ogni mostro, sei sagome in cartone che rappresentano i mostri, diversi segnalini di cartoncino che si usano per gli effetti di alcune carte, una plancia di gioco che rappresenta Tokyo, e una bustina di cubetti di plastica verde trasparente che rappresentano l'energia. Ah, naturalmente ci sono anche le regole, un pieghevole a colori di ben quattro facciate.

Tutti i componenti sono di ottima qualità, con una bella veste grafica, e sono un piacere da guardare (sempre se vi piacciono i mostri).

Ma soprattutto – l'abbiamo detto? – ci sono i dadi.

  

Dadi, dadi, tirate tanti dadi.
Essenzialmente il gioco è un un gioco di dadi (Oops…). Lo scopo del gioco è vincere arrivando per primi a 20 punti vittoria.
Al proprio turno, il giocatore tira i sei dadi neri, può conservare quelli che gli piacciono e ritirare gli altri per un massimo di tre tiri totali (quello iniziale più due reroll). I numeri sui dadi permettono di incassare subito punti vittoria, mentre i simboli si usano per guarirsi, infliggere danni, o accumulare energia. L'energia serve ad acquistare carte ed anche ad attivarle in alcuni casi. I danni vengono inflitti in una maniera particolare che vediamo tra poco, mentre guarirsi… beh, serve a guarire i danni del proprio mostro.
 Uno dei mostri può posizionarsi nella città di Tokyo, e così facendo guadagna punti ad ogni turno. Inoltre, quando ottiene danni sui dadi, i suoi danni vengono inflitti (un danno per ogni zampa ottenuta) a tutti gli altri mostri. Lo svantaggio è che chi sta a Tokyo non può usare i risultati di guarigione dei dadi.
I mostri che non stanno a Tokyo, invece, infliggono danni soltanto al mostro che sta a Tokyo.
Se un mostro a Tokyo subisce un attacco, può decidere di ritirarsi dalla città, e l'attaccante ne prende il posto. Se un mostro arriva a zero o meno punti vita, viene eliminato dal gioco.
Il primo mostro che ottiene 20 punti vittoria, o che rimane solo in quanto unico sopravvissuto alla battaglia, vince.
Fine delle regole. Facile, brutale, mostruoso.

Inseguendo i dadi a Tokyo.
Per quanto le carte abbiano la loro importanza, il fulcro del divertimento del gioco rimane il lanciare i dadi. King of Tokyo non è un gioco per i puristi di Caylus, né per gli agguerriti wargamer. È assolutamente quello che sembra: un filler spensierato in cui si ammazza il tempo picchiando i mostri (avversari) e tirando dadi. Il gioco scala bene (anche se in due perde proprio significato) e a mio avviso viene apprezzato maggiormente con 4 giocatori. Con 5 o 6 giocatori entra in gioco un secondo mostro a Tokyo (si posiziona nella baia di Tokyo dato che la città è troppo piccola per due mostri, yeah), e le mazzate si raddoppiano!

Credo che un paio di aggiunte sarebbero state apprezzate e non avrebbero aumentato la difficoltà o il tempo di gioco: i poteri specifici per ciascun mostro (in effetti sono tutti uguali a parte l'aspetto), e la possibilità di continuare a giocare per chi viene ridotto a zero punti vita. Ma ogni giocatore che si rispetti ha le sue house rules per ogni boardgame, e King of Tokyo non farà sicuramente eccezione a questa regola.

Non c'è molto da aggiungere: King of Tokyo è essenzialmente un divertente gioco di dadi (l'avevamo detto, eh…) in cui si passa una ventina di minuti o una mezz'ora a maledire i compagni di tavolo e tirarsi i dadi appresso (sconsigliato: sono piuttosto grossi e pesanti), a ridere ed a divertirsi. Insomma, se non avete la pesantezza di un german game triste, King of Tokyo va assolutamente bene per passare un po' di tempo in allegria. Altrimenti… beh, potete provare a guardarvi Cloverfield…

 PRO: Veloce, ottima componentistica, acessibile da chiunque
 CONTRO: Parecchio dipendente dalla fortuna

note: assieme al gioco sono state lanciate sul mercato 11 carte promozioniali con poteri speciali che si aggiungono a quelle del mazzo base. Anche per l'Italia le carte promo sono state pubblicate contestualmente al lancio del gioco e vengono vendute separatamente.

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