giovedì 25 Aprile 2024

Twilight Struggle: consigli strategici da Marco Guerresi, campione italiano 2013

Marco Guerresi è dal 16 settembre il primo campione italiano di Twilight Struggle.
Se vi immaginate un barbuto appassionato di giochi di guerra, un po’ avanti con gli anni… siete fuori strada! Marco è un ragazzo di 18 anni, studente di liceo, che ha partecipato alla finalissima del campionato italiano sfoggiando una t-shirt nera su cui campeggia il logo di Batman (lui che ha sempre giocato il russo)! Pian piano ha scalato le classifiche dei vari tornei locali per poi primeggiare sugli altri trentuno partecipanti, che provenivano da tutte le regioni per partecipare alle finali del campionato italiano 2013, svoltosi nel corso dei recenti Asterion Gaming Days.
Con la vittoria finale (ha vinto praticamente subito, al quarto turno!) ha guadagnato il diritto di scegliere tra i due premi messi in palio dalla Asterion Press per i finalisti: un week end a New York e uno a Mosca,.
E dove pensate voglia andare un diciottenne con la maglietta di Batman?!?
Approfittando della sua esperienza, gli abbiamo chiesto alcuni consigli strategici per quanti vogliono cercare di migliorare le proprie prestazioni in quello che ormai da anni è il gioco in testa a tutte le classifiche di BoardGameGeek.
Ma prima, alcune rapide domande per conoscerci meglio…

Gioconomicon: Marco, che tipo di giocatore sei?
Marco Guerresi: Fin da piccolo ho giocato con mio padre a giochi di carte e di società, e crescendo aumentavamo sempre la difficoltà dei giochi, partendo dai family game fino ad arrivare a giochi come Twilight Struggle. Principalmente mi piacciono giochi di strategia, ma con tutta la famiglia è bello giocare a giochi più tranquilli e meno complessi.

GN: Come sei entrato in contatto con Twilight Struggle e con che frequenza lo giochi?
MG: Essendo Twilight Struggle in testa a tutte le classifiche BoardGameGeek non è stato difficile conoscerlo, poi è bastato trovare un gruppo di giocatori, mio padre e due amici (tutti qualificati al nazionale). Giocando circa una volta a settimana da quando sono iniziate le qualificazioni siamo riusciti a raggiungere un buon livello di competizione. Mi piacciono altri giochi simili a Twilight Struggle come per esempio il suo “seguito” 1989, o Pochi acri di neve e, anche se sono ancora all’inizio, Command & Colors.

GN: Con che spirito ti sei iscritto al campionato italiano, come sei riuscito a giocare sempre il blocco sovietico in tutte le partite delle finali e, soprattutto, come ti stai preparando per il tuo viaggio a New York?
MG: Nel Marzo 2013 al Modena Play ho partecipato al mio primo torneo, nel quale mi sono qualificato ai nazionali. Dopo quell’evento ho iniziato ad allenarmi con maggiore frequenza. Di sicuro non mi sarei mai immaginato di riuscire ad arrivare primo, invece grazie ai russi ce l’ho fatta! La mia asta usuale è di 3 punti sul russo e mi ha permesso di aggiudicarmelo nelle prime quattro partite. Mentre osservando le altre partite del mio avversario nel corso delle eliminatorie, avevo visto che la sua asta era uguale alla mia, quindi ho dovuto incrementarla di 1. Per quanto riguarda New York… sto arrivando!

GN: Tra l’altro, hai anche ricevuto da Pietro Cremona (il giudice delle finali del campionato italiano) il premio “fair play” per il comportamento impeccabile che hai tenuto nei due giorni.
MG: Colgo l’occasione per ringraziarlo dell’ottimo arbitraggio e di questo premio, che non era stato annunciato prima. È stata una bellissima sorpresa!

GN: Bene Marco… adesso il pezzo forte di questa intervista. Vuoi condividere con noi alcuni tuoi segreti strategici?
MG: Come ho già detto, essendomi schierato sul fronte russo per entrambi i giorni del torneo finale (cinque partite compresa la finalissima), vi propongo alcuni consigli sulla strategia russa, direttamente basati su questa mia ultima esperienza.

Prima di tutto, voglio premettere che, essendo un gioco di una durata media di 2 o 3 ore, giocare diverse partite di fila risulta abbastanza pesante, sia per la lucidità mentale sia per la stanchezza; quindi è consigliabile giocare il russo, in quanto la possibilità di vincere rapidamente è maggiore rispetto all’americano, ovviamente se si sfrutta appieno la potenza delle carte di inizio guerra.

Per la natura stessa del gioco, la mia analisi è suddivisa nelle sue tre fasi.

1. Inizio guerra

È la fase più importante per il sovietico, infatti bisognerebbe cercare di perseguire questi obiettivi:

  • mantenere lo stato di Defcon sul due, perché, facendo il colpo di stato a ogni primo round, si ottengono due punti vittoria a turno e li si nega all’americano;
  • cercare di bloccare l’avanzata in Asia dell’americano, facendo un colpo di stato in Iran e o mettendo influenza nel sud-est asiatico, con “rivolte in Vietnam”, “decolonizzazione” o al massimo “destalinizzazione” (dei quattro punti influenza alcuni in Asia e alcuni in sud America);
  • giocare le carte russe con l’asterisco per i punti operazione e non come eventi, così facendo verranno rimesse nel mazzo e si otterrà una maggioranza di carte favorevoli;
  • evitare di fare la corsa allo spazio per avere la possibilità di scartare nella metà guerra le carte americane, quando potrebbero dare maggiori problemi.

2. Metà guerra

Dovrebbe essere questa la fase della vittoria per il russo o, al minimo, si deve puntare a terminarla con almeno 7 punti vittoria in modo da vincere in tarda guerra con “Wargames”:

  • per il centro America si dovrebbe avere Cuba grazie a “Fidel” e Panama ottenuta con un colpo di stato; quindi bisogna proteggerli dai tiri di riallineamenti prendendo gli stati non contesi adiacenti a essi;
  • in sud America ci si espande grazie ai punti influenza piazzati con “Destalinizzazione” oppure con “la Junta” o nel caso l’americano abbia alcuni stati contesi con “guerra locale” o “trattato ABM”;
  • l’Africa è il continente più mutevole nel corso della partita, è quindi preferibile cercare di controllare molti stati adiacenti in modo da proteggerli da riallineamenti vari o nel caso di colpi di stato effettuare un tiro di riallineamento,

Ovviamente non ci si può concentrare su tutti i continenti assieme, bisognerebbe quindi attuare queste strategie all’occorrenza, quando si pesca la carta punteggio relativa o quando si suppone che ad avercela in mano sia l’avversario.

3. Tarda Guerra
È la fase sfavorevole per il russo. Per questo bisognerebbe cercare di chiudere la partita il prima possibile. Se ciò risulta difficile a causa dei bassi punti o perché non si pesca “Wargames”, è utile creare scompiglio nei continenti dominati/controllati dall’americano. Per ogni continente ci sono carte adatte a questo:

  • “Il Riformatore” (per l’Europa);
  • “Rivoluzioni Musulmane” (per il Medio Oriente);
  • “Decolonizzazione” (per l’Africa);
  • “La Junta” (per centro/sud America);
  • ”Carta Cinese” (per l’Asia, da usare solo se strettamente necessario, perché l’Asia è il continente più difficile da modificare dopo l’inizio guerra).

Vi sono altre carte che possono ribaltare la situazione nei vari continenti, ma queste sono quelle che offrono un aiuto maggiore.
Queste carte andrebbero giocate verso la fine del decimo turno di gioco cosicché sia difficile per l’americano riprendersi i territori, ma soprattutto per impedirgli di togliere il dominio o il controllo di un continente russo, piazzando influenza in un determinato stato conteso!

Gioconomicon: Accidenti, Marco… quanti suggerimenti interessanti! Viene voglia di andare a provarli subito! Un’ultima indicazione per i nostri lettori?
Marco Guerresi: Beh… queste sono le strategie che in generale uso io, ma il motivo per il quale preferisco questo gioco è la moltitudine di strategie attuabili. Non si riuscirà mai ad avere un metodo unico per tutte le partite, bisogna sempre giocare cercando la strategia più adatta per l’occasione!

Ringraziamo Marco Guerresi per i suoi preziosi e stimolanti consigli, e gli facciamo tanti auguri per il suo prossimo, meritato, viaggio a New York! 

Abbiamo anche pubblicato i consigli strategici per il blocco americano a cura di Valter Paini, secondo classificato al campionato italiano 2013 di Twilight Struggle.

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