sabato 22 Giugno 2024

Paolo Mori ci porta sulla via di Damasco con Asterion Press

Paolo Mori è uno da tenere d’occhio. Partito in scioltezza con la vittoria del concorso Miglior Gioco Inedito nel 2006 (col suo Borneo), affermatosi a livello internazionale coi divertenti UR e Pocket Battles e successivamente consacrato con l’eccellente Vasco Da Gama, nonché fondatore di quel pilastro per il game design italiano che porta il nome di Inventori di Giochi. Insomma, Paolo Mori è a tutti gli effetti uno dei protagonisti del boardgame Made in Italy, per cui l’opportunità di provare in anteprima il suo prossimo gioco presso Lucca Games 2011 tra i tavoli di Asterion Press è stata colta con un certo entusiasmo da chi scrive…

Co-prodotto da  Asterion Press e Asmodee, il nuovo boardgame porta il nome (provvisorio?) di Damascus ed è fondamentalmente un massiccio gioco di carte, sul livello di complessità del ben noto 7 Wonders (e dunque, adatto sia a giocatori occasionali che a partecipanti più esperti). In Damascus impersoniamo delle personalità che agiscono nell’antica città di Damasco per cercare di accumulare quanta più ricchezza possibile. Per farlo dovremo ad ogni turno di gioco utilizzare i poteri dei personaggi a disposizione, scelti secondo un particolare setup iniziale da una rosa di ben trenta personalità che vanno a formare un’intera gerarchia sociale, dai lebbrosi ai nobili passando per mercanti, tessitori ed alchimisti. Un tema piuttosto consumato e familiare, che conferma l’interesse di Mori per i periodi medievali. Allo stesso tempo, un tema che viene tradotto dall'autore in una meccanica davvero molto interessante, proponendo un sistema di gioco non particolarmente originale ma decisamente ben strutturato e, soprattutto, divertente.

L’idea dei vari personaggi dotati di abilità speciali, resa notissima da titoli come Citadels o Kingsburg, si traduce qui in trenta diverse azioni che sono suddivise tra le quattro fasi che formano un turno di gioco (alba, mattina, sera e notte). Giocando una carta, i giocatori definiscono sia il potere che vogliono attivare, sia l’ordine in cui andranno poi a impossessarsi delle merci che saranno disponibili in quel giorno (pari al numero dei giocatori): due elementi che andranno presi in profonda considerazione dal momento che rappresentano il fulcro dell’azione di gioco, reiterata per le tre settimane che andranno a formare la partita. Esiste tutta una serie di meccaniche aggiuntive che non andremo a descrivere in questa sede, in attesa di poter mettere mano su una versione commerciale di Damascus prevista per l’arrivo nei negozi verso la fine del primo semestre del 2012.

Paolo Mori che playtesta il prototipo

Ciò che invece vogliamo descrivere in questo articolo è l’ottima prima impressione che Damascus ci ha lasciato dopo la partita con il prototipo finalizzato: si, perché il primo pensiero che è emerso dopo qualche round di gioco è che Asterion Press si è accaparrata un fantomatico “pezzo da 90”, uno di quei giochi che riescono a svettare sul mercato proprio grazie al puro e semplice game design. Damascus è divertente, si spiega in pochi minuti, dura meno di un’ora (mezzora secondo l’editore, una volta note le regole), è vario grazie ad un setup casuale molto intelligente, “scala” da 2 a 6 giocatori (funzionando assai bene in 5, per quello che abbiamo provato con mano) e già ad una prima partita denota una manciata di strategie attuabili che rendono ogni singola scelta per niente banale. Tutti elementi che ci hanno lasciato un certo amaro in bocca nel constatare come non fosse possibile giocare una seconda partita col gioco e che, anzi, dovremo aspettare mesi prima di poter mettere mano sulla versione definitiva di Damascus: piuttosto esplicativo dell’ottima impressione che l’ultima fatica di Paolo Mori ci ha fatto.

Ma per confermare questa prima impressione, dovremo sicuramente attendere il prodotto finito, per il quale prospettiamo una produzione di alto livello da parte dei due editori coinvolti. In ogni caso, appuntatevi il titolo di questo gioco e tornate tra qualche settimana a cercare ulteriori notizie perché ne sentiremo sicuramente parlare di nuovo a breve.

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