sabato 13 Aprile 2024

[PLAY 2013] Galaxy Defenders: prima missione affrontata a Modena

Dopo averne lungamente parlato sin dal giorno del suo primo annuncio, abbiamo finalmente potuto provare con mano, nella giornata dedicata agli appassionatissimi del gioco a PLAY 2103, Galaxy Defenders.

Il gioco presentava una componentistica a livello quasi definitivo, abbiamo quindi potuto esaminare non solo le regole ma anche il comparto grafico di questo gioco che dal 16 aprile andrà in Kickstarter.

Va peraltro specificato che Nunzio Surace e Simone Romano, i due autori di questo gioco, hanno scritto uno scenario dedicato espressamente per PLAY, che è stato appunto lo scenario da noi giocato.

Prima di passare a descrivere il gioco e le sue regole principali, val la pena spendere due parole sull’estetica del gioco e dei suoi componenti. Possiamo cominciare dalle mappe, realizzate in maniera magistrale da uno dei grandi artisti di questo “campo”, cioè Mario Barbati. Ogni mappa esagonata rappresenta un tipo diverso di terreno, e praticamente ogni esagono è curato fin nei minimi dettagli, incluse numerosissime citazioni a film e romanzi, non solo di fantascienza, ma comunque collegati agli alieni. Oltre alle mappe vere e proprie, ci sono tasselli geomorfici che permettono di modificare le mappe stesse, e segnalini vari che rappresentano non solo terreni diversi ma anche costruzioni (o super-armi come nello scenario presentato alla PLAY). Anche questi singoli tasselli sono curati fin nei minimi particolari.
Le schede dei personaggi, le carte, ed i segnalini non sono da meno. Le informazioni sono chiare e quanto più concise possibile, e permettono di giocare senza praticamente ricorrere al regolamento già dopo la prima partita. Anche dal punto di vista grafico questi elementi sono realizzati molto molto bene. Abbiamo anche avuto occasione di vedere la grafica definitiva dei dadi, che però non erano ancora pronti nella loro interezza.

Senza dubbio, tuttavia, uno degli aspetti portanti del gioco sono le miniature. Le versioni dimostrative erano dotate di miniature in metallo. Il livello della scultura è notevole, ma anche le miniature stesse sono decisamente belle, e possiamo assicurarvi che le foto non rendono loro giustizia. Il gioco con le miniature (che nella scatola base saranno in plastica ma in tre colori diversi) ha un aspetto davvero bello, che non mancherà di far venire l’acquolina in bocca agli appassionati del genere.

E veniamo finalmente al gioco in sé. In breve, una volta effettuato il setup in base alla missione scelta per la partita corrente, ciascun giocatore sceglie un personaggio (sarà possibile, a quanto pare, giocare con più personaggi, ed anche in solitario), e ne riceve la scheda e le abilità appropriate, oltre alle munizioni per le armi. poi si piazzano gli eroi, e la partita ha inizio. Il turno di ogni giocatore è diviso in due “sottoturni” separati. Prima il giocatore effettuerà le azioni col suo eroe, e poi dovrà giocare un turno con gli alieni. Tutto questo renderà la partita veloce e ricca di suspence. Nel turno dell’eroe, le azioni base possibili sono muovere ed attaccare, ma queste possono essere combinate con un’azione “speciale” per effettuare tutta una serie di diverse altre azioni, come per esempio aprire porte, cercare nell’area (in genere munizioni o kit di pronto soccorso per guarirsi), o attivare macchinari. Tutte le azioni possibili sono riportate su una pratica scheda riepilogativa per il giocatore (di dimensioni contenute, e quindi non fastidiosa sul tavolo). Inoltre, ogni personaggio ha una gamma di azioni speciali, apparecchi, accessori e armi che danno vita ad ulteriori combinazioni di azioni o ad azioni tutte nuove. Infine, ogni scenario ha, ancora, possibili ulteriori azioni diverse, come mettere in salvo gli umani oppure riattivare congegni danneggiati (o super-armi, come appunto nello scenario della PLAY).

Laddove ogni giocatore sceglie le proprie azioni (pur essendo il gioco un collaborativo, e quindi con ampio spazio per suggerimenti e per le necessarie strategie combinate), gli alieni sono invece guidati da due mazzi di carte. Il primo, che viene usato alla fine del turno di ogni giocatore, determina quali alieni presenti sulla mappa verranno attivati (o se nessun alieno si muove per quel turno), mentre il secondo contiene le “schede” di ogni alieno in gioco, con informazioni su movimento, attacchi, difese, e soprattutto sul comportamento (un po’ come accade nella serie di giochi da tavolo di Dungeons & Dragons che hanno come capostipite Castle Ravenloft).

Quando un giocatore ha effettuato il suo turno da eroe ed il suo turno da alieno (in pratica ha girato la carta per l’attivazione e ne ha applicato gli effetti), il turno passa al giocatore successivo. Quando tutti i giocatori hanno giocato un turno completo, si pesca una carta evento, se ne applicano gli effetti (che in genere consistono in varie modifiche allo scenario e nella comparsa di altri alieni in base al numero di eroi in gioco), e poi si comincia un nuovo “giro” di turni. All’inizio di ciascuna tornata si determina il primo giocatore (l’Agente Alfa), che dovrà prendere alcune decisioni importanti nel corso della partita, e poi si effettua il refresh (cioè la riattivazione di tutti i poteri ed abilità usate). In questa fase è anche possibile in determinate circostanze effettuare la promozione dei propri agenti (in pratica un “passaggio di livello”), e ricevere eventuali armi ed equipaggiamenti migliori dal Quartier Generale.

Tutte le azioni di gioco, incluso il combattimento, si effettuano con degli speciali d10, che riportano vari simboli: un’esplosione, un fulmine, un simbolo di pericolo, un proiettile, la testa di un alieno, uno scudo, ed il logo dei Galaxy Defenders. Ogni simbolo ha le sue funzioni a seconda dell’azione che stiamo cercando di effettuare. Per esempio, in combattimento (ammettiamolo, la parte più appassionante dei giochi di questo genere) le esplosioni indicano i colpi a segno, i proiettili l’uso di munizioni (in pratica fanno scartare le munizioni), il simbolo di pericolo indica l’inceppamento dell’arma, la testa dell’alieno un fallimento non ritirabile, il fulmine l’attivazione di un’abilità speciale, e il simbolo GD non ha alcun effetto.

Naturalmente il combattimento è regolato da una sua serie di regole. L’attaccante determina il bersaglio e l’arma da usare, e poi tira i dadi riportati sull’arma (in genere i dadi verdi sono più forti e i blu più deboli). Per ogni colpo andato a segno, il difensore è costretto a tirare un dado difensivo (blu), per ottenere uno scudo e “parare” un colpo. Ogni colpo non “parato” viene sottratto al totale dei punti ferita disponibili. Quando un eroe scende a zero punti ferita, è incapacitato e può solo muoversi di un esagono a turno finchè non viene aiutato; se tuttavia venisse ferito di nuovo in queste condizioni, morirebbe. Gli alieni che vanno a zero punti ferita vengono immediatamente eliminati dalla mappa.

Il gioco ha poi tutta una serie di altre meccaniche, per esempio per ottenere promozioni, equipaggiamenti extra, per muoversi dentro e fuori dagli edifici, e così via, ed un sistema completo di campagna (come avevamo accennato nei nostri primi articoli su Galaxy Defenders), ma quelli che vi abbiamo appena descritto sono gli aspetti principali. Inoltre il gioco è quasi completamente personalizzabile, e c’è la possibilità di personalizzarsi finanche i personaggi, scegliendo (come descritto in questo articolo) determinate abilità piuttosto che altre.

Il fatto che il "fattore caso" sia presente in misura massiccia potrebbe scoraggiare alcuni appassionati ludici, ma parliamoci chiaro: il genere a cui appartiene Galaxy Defenders non avrebbe alcun senso privato di dadi e carte, e sarebbe decisamente poco attraente. L’altro lato negativo, che è emerso durante questa prima prova su strana, potrebbe essere rappresentato dalla durata di alcuni scenari (oltre le due ore). Ma se pensiamo a giochi come Heroquest o soprattutto come Descent, la durata è decisamente nella norma.

Per concludere questa prima anteprima su Galaxy Defenders “giocato”,  riassumiamo gli elementi di spicco che ci hanno colpito , come l’aspetto grafico decisamente attraente, l’altissima rigiocabilità, le miniature ben realizzate, le regole semplici ma aperte a tante possibilità, e il sistema da “gioco di ruolo” della crescita e sviluppo dei propri personaggi. La prima impressione è stata assolutamente ottima, e possiamo dirci convinti che Galaxy Defenders è una buona scelta da parte della Ares, ed un eccellente biglietto da visita per i designer della Gremlin Project, nomi nuovi nell’editoria ludica, ma entrambi giocatori di ruolo e da tavolo da oltre 30 anni. La campagna Kickstarter , peraltro, si annuncia ricca di novità e sorprese (si, anche per il pubblico italiano) che faranno la felicità degli appassionati di gioco e di film di fantascienza. Quindi non ci resta che allacciare l’armatura, ricaricare il fucile d’assalto, e spiegare con le buone agli alieni che questo è il nostro pianeta e che ce lo terremo stretto grazie ai Galaxy Defender!

Nell'attesa potete dare un'occhiata ravvicinata alle miniature esposte a Modena in questa nostra galleria fotografica.

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