martedì 23 Aprile 2024

[PLAY 2014] Soqquadro – facciamo a casa tua vero?

Non paga delle novità già in programma a Play 2014, la Cranio Creations si presenta con le meningi quanto mai attive, mostrandoci in anteprima alcuni prototipi tra cui Soqquadro, del pluripremiato duo Daniele Tascini e Simone Luciani.

Proprio quest'ultimo ci ha dato la possibilità di provarlo in anteprima e, grazie anche all’editore che ci ha fornito il regolamento, siamo in grado di presentarvi le nostre prime impressioni.

In Soqquadro, da 1 a 6 giocatori (o squadre da 2) si sfidano attorno ad un tabellone e, mai come in questo caso, la parola “attorno” risulta essere di fondamentale importanza. Infatti il grosso della partita si svolge nei pressi del tavolo di gioco, dove gli avversari si muoveranno freneticamente tutti insieme alla ricerca di vari oggetti che rappresentano, per loro, dei preziosi mezzi per il raggiungimento del più alto punteggio.
Come viene generato tutto questo caos di andirivieni?

Inizialmente, tutti partono con le proprie pedine sulla posizione 0 del percorso indicato sul tabellone, a fianco del quale sono posizionati tre mazzetti di carte: uno verde, uno giallo e uno rosso. Le carte presentano le specifiche degli oggetti da cercare e possono indicarne alternativamente la lettera iniziale, una caratteristica fisica (ad esempio rigido), un colore, oppure una combinazione di queste secondo livelli di difficoltà crescente (le carte verdi sono le più facili, le gialle sono di media difficoltà, mentre le rosse sono le più difficili).
Tutti i giocatori, una volta pronti, lanciano in contemporanea il dado speciale in loro possesso e scelgono se effettuare l’azione indicata, oppure tirarlo nuovamente nella speranza di un risultato più favorevole. Questa scelta è sempre concessa se si gioca nella modalità Tranquilli (la più facile del gioco) mentre, optando per quella Estremi (la più difficile), viene sempre più limitata durante gli avanzamenti del gioco.

Le azioni possibili vanno dal pescare una carta da uno dei mazzetti, al cambiarne una in proprio possesso con una da un mazzetto, per finire con la corsa alla ricerca degli oggetti aventi le caratteristiche indicate dalle carte in mano. Onde evitare confusione, quando diciamo oggetti, non intendiamo componenti del gioco che rappresentano oggetti, ma proprio oggetti reali nell’ambiente in cui si sta svolgendo la partita.
Appena si ritiene di aver trovato  qualcosa di soddisfacente (nella selezione è ammessa anche una certa dose di creatività), si torna al tavolino e si avanza la propria pedina di un numero di caselle che dipende dalla difficoltà della carta (3 caselle per la rossa, 2 per la gialla, 1 per la verde).
In tre caselle del percorso sono presenti delle sfide che verranno attivate appena un giocatore giunge o supera una di queste. Queste prove impegneranno tutti nella contemporanea ricerca di uno stesso oggetto ma premieranno solo il più veloce.
Il primo giocatore che arriva alla fine del percorso, dichiara immediatamente la fine della partita e l’inizio della fase dei conteggi.
A turno, ognuno dovrà mostrare gli oggetti raccolti e convincere gli altri della bontà dei suoi abbinamenti. Quelli non convincenti costeranno l’arretramento della propria pedina sul percorso, sempre proporzionalmente alla difficoltà delle carte, mentre tutte le carte rimaste in mano ai giocatori poiché non soddisfatte prima della fine, verranno “pagate” con un passo indietro per ogni carta. Alla fine, colui che risulterà nella posizione più avanzata sarà il vincitore.

Dalla prova effettuata, pur trattandosi di una fase prototipale e per di più basata su un regolamento  ancora non definitivo, abbiamo comunque assaporato la frenesia suscitata dalle attività di gioco in contemporanea. Ogni nuova carta porta a girare in lungo e in largo in cerca di un qualcosa che neanche è detto si riuscirà a trovare. Quindi, la paura di rimanere in eterno a scovare qualcosa di introvabile è sempre lì dietro l'angolo, tanto più che un oggetto non trovato o non considerato valido, fa diventare la carta corrispondente un malus anziché un bonus.
Allo stato attuale del suo percorso produttivo ci mancano ancora alcune informazioni, ad esempio sui componenti,  per poter emettere un giudizio definitivo, ma  già dopo questa prima partita Soqquadro ci sembra possedere tutte le carte in regola per diventare un ottimo party game, sufficientemente “caciarone” e rapido (difficilmente crediamo si possano raggiungere i 30 minuti a partita) da poter soddisfare anche i fanatici del genere, l'importante è che non abbiano a casa oggetti troppo delicati!

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