giovedì 25 Aprile 2024

Hollywood – anche in Russia sanno fare i blockbuster

Siamo abituati a produzioni ludiche che attingono a piene mani dai blockbuster hollywoodiani, ma difficilmente capita di avere la possibilità di oltrepassare il telone bianco del cinema e di andare a sbirciare cosa avviene al di là della sfarzosa facciata della Mecca del cinema statunitense.
Grazie invece a Hollywood: Make your own blockbuster, abbiamo l’opportunità di metterci a capo di una casa di produzione cinematografica, in competizione per la supremazia monetaria sulle altre.
Il titolo di Nikolay Pegasov è stato già edito nel 2013 dalla Hobby World e insignito del “Best Family Game award” all’Igrosfera ,la principale fiera del gioco dell’est Europa; per questo, il colosso russo della distribuzione ludica ha deciso di avviare una campagna Kickstarter  per portarne alla luce una versione internazionale e, per la precisione, anglofona.

In Hollywood, come detto, dovremo primeggiare in termini di guadagni in un gruppo di case di produzione rivali (da 2 a 6). Per fare questo sarà necessario ottimizzare la produzione dei film nell’arco di 3 anni. Come si fa? Andiamo con ordine.
Ciascun giocatore parte con 12000$ (indicate piazzando il proprio segnalino sul percorso del tabellone centrale) e con 7 carte base coperte. Queste rappresentano vari ruoli nella produzione di un film (ad esempio attore, truccatore, scenografo etc…). Al centro, scoperte e in posizione numerata, invece vengono poste tante carte star quanti sono i contendenti, affiancate dal rimanente mazzo (coperto). Nella dotazione iniziale dei giocatori sono comprese infine delle tesserine per le aste che si susseguiranno anno dopo anno: un tipo a individuare il posto sul tabellone delle star sulle quali si vuole effettuare l’offerta e un altro tipo a indicarne l’entità.

Ogni anno di produzione si articola in varie sotto-fasi. Inizialmente viene indetta un’asta per il diritto di distribuire tra tutti una carta star iniziale per giocatore: in pratica, ognuno obbligatoriamente sceglie un tassello offerta e lo piazza dinanzi a se coperto. Quando tutti hanno fatto, i tesserini vengono scoperti e ciascuno perde l’ammontare puntato (indietreggiando il proprio segnalino sul percorso del tabellone), ma solo chi ha fatto l’offerta più alta guadagna il diritto di dare a tutti (a proprio gusto) una prima carta star pescata dal mazzo a centro tavola. In caso di offerte di uguale entità, verrà eseguito un secondo turno di rilanci tra i concorrenti in parità.
Successivamente avviene la distribuzione delle carte base, partendo dalle 7 della dotazione iniziale di ognuno, mediante la tecnica del draft.
Conclusa questa fase, i giocatori iniziano una nuova asta per accaparrarsi le carte star disposte inizialmente. L’asta si svolge nello stesso modo ed è sempre obbligatoria la partecipazione: l’unica variante è che viene usata anche l’altra tipologia di tessera, per indicare la posizione sul tabellone del ruolo sul quale si vuole effettuare l’offerta. Nel caso in cui le celebrità disponibili non siano di gradimento, è sempre possibile puntare sul mazzo coperto, tentando di pescare una carta più utile. Appena conclusa la licitazione, se si dispone della carta agente, la si può scartare per poter prendere un regista, un attore o un’attrice (ma a piacimento del malcapitato di turno) da un avversario a scelta.
Perché proprio questi ruoli? La risposta è semplice ed è insita nella fase immediatamente a venire, ovvero quella di produzione vera e propria dei film. Tutti i giocatori scoprono le carte in loro possesso e iniziano a combinarle in maniera opportuna. Un film, per essere completo, deve possedere nel cast almeno un copione (che ne determina il genere tra azione, commedia, romantico o thriller), un regista e un attore (o attrice) e, opzionalmente, comprendere solo un altro attore (o attrice) e una quantità a piacere di ulteriori tecnici fino a svuotare la propria mano. Ovviamente, ogni figura professionale possiede dei bonus particolari (ad esempio il tecnico del montaggio si può sostituire a piacere con un regista, un attore o un’attrice e così via) e adeguate combinazioni di carte (ad esempio un numero di ruoli specializzati nel genere di film dettato dal copione) assicurano maggiori guadagni ai botteghini. Ognuno può creare tutti i film che vuole in un anno, ma se proprio la fortuna ci ha girato le spalle e qualcuno non riesce a comporne nemmeno uno, può scartare tante carte dalla sua disponibilità per pescare altrettanti copioni “da poco” (in un mazzo a parte).
Calcolati gli introiti di ciascun produttore e aggiunti alle rispettive disponibilità sul tabellone, è il momento di assegnare l’oscar al film dell’anno! Per decidere chi gioverà del premio (e dei proventi ulteriormente conseguenti) si conta il numero di simboli oscar presenti sulle carte usate per comporre la pellicola e chi avrà la maggioranza, verrà insignito dell’onorificenza. In caso di parità, il premio verrà messo ai voti tra i restanti giocatori non in lizza e se l’empasse dovesse permanere, il vincitore verrà individuato prima tra chi non ne ha vinto già uno precedentemente, poi al più povero e infine a nessuno.
In ultimo, un nuovo anno cinematografico viene preparato, scartando dal gioco tutte le carte finora usate in pile di scarto personali (che di fatto non saranno più usate), ad eccezione delle star usate dal vincitore dell’oscar, che rientrano in un mazzo di scarti comuni e che potranno tornare a disposizione per future aste. Le successive annate procedono nello stesso modo, con la differenza che viene invertito l’ordine in cui verrà effettuato il draft (si parte il primo turno con un giro in senso orario) e che il diritto alla distribuzione della star iniziale è appannaggio del più recente vincitore dell’oscar (se esistente), altrimenti verrà nuovamente battuto all’asta.
Alla fine del terzo anno la partita ha termine: vengono sommati gli incassi attuali con i proventi aggiuntivi dovuti agli oscar vinti (3 milioni di dollari per ogni simbolo “oscar” presente sulle carte nel mazzo di scarti personali) e chi sarà il più ricco vincerà la contesa.

Grazie alle informazioni che siamo riusciti a reperire, sappiamo che abbiamo dinanzi un titolo molto vivace, probabilmente rapido da giocare, ma al contempo sufficientemente articolato da appagare anche chi è alla ricerca di un po’ più di complessità.
I 30’ dichiarati dalla casa forse rischiano di essere ottimistici, specie nelle prime partite, a causa delle numerose fasi che si susseguono, ma superata la soglia di apprendimento probabilmente tutto inizierà a filare tranquillamente.

L’operazione di finanziamento per questa edizione inglese è andata decisamente bene (al momento in cui scriviamo sono più di 36000 dollari a fronte dei 12000 necessari) e le  carte aggiuntive “sbloccate” grazie a questo successo sono già parecchie. Va precisato che qualche centinaio di copie in lingua non-russa sono  state prodotte in occasione della scorsa fiera di Essen, l’editore assicura che questa versione finanziata con Kickstarter godrà di materiali migliori rispetto a quella prima tiratura.
Per approfondimenti, oltre alle pagine della summenzionata campagna, vi rimandiamo al manuale disponibile in inglese, ma se siete interessati a riceverlo prima della sua distribuzione nei negozi (prevista per il prossimo anno) non perdete troppo tempo, per poter partecipare alla campagna avete ancora poche ore prima del ciak!

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