sabato 15 Giugno 2024

Tremate, tremate, le giocatrici son tornate! – GDR (Gioco da Ragazze)

GDR è una sigla destinata ad assumere un significato nuovo per il mondo ludico italiano. Non più starà solo a rappresentare il “Gioco Di Ruolo”.

Dalla seconda metà di quest’anno la sigla GDR potrà essere sciolta anche come “Gioco Da Ragazze”!
GDR (Gioco Da Ragazze) è una nuova iniziativa editoriale che si occupa del ruolo delle donne nell’ambiente ludico, costruita interamente da contributi di donne che giocano, creano, studiano, pubblicano e amano i giochi di ruolo.

All’origine di questo progetto c’è un giovane duo femminile, Giulia Barbano e Paola Guarneri. Le abbiamo intervistate, cogliendo l’occasione per fare con loro anche il punto sull’universo femminile del gioco in Italia.

Nella pianificazione di Giulia e Paola, il progetto GDR (Gioco Da Ragazze) vedrà la luce a settembre di quest’anno, ma fin da ora è attiva una call for abstract le cui specifiche sono divulgate dal sito di Giulia. Ma attenzione! GDR è un progetto tutto al femminile, quindi il suo obiettivo specifico è “collezionare esperienze e fornire un momento organico di confronto tra le donne che giocano.” Chiaro, preciso e puntuale!
Vediamo quindi di conoscere meglio queste novelle “Valerie Solanas” del gioco, entrambe note nel settore del role playing italiano.
Giulia Barbano gioca da 14 anni (su 28!), ha operato a lungo nell’associazionismo torinese e ha partecipato per anni a quello che ora è il Campionato GDR, come giocatrice e autrice; nel 2009 entra nell’Associazione Culturale Janus, e da qui in Janus Design per occuparsi di rapporti con gli autori, di traduzioni e della cura editoriale delle loro pubblicazioni.
Paola Guarneri, lavora in un’agenzia di pubblicità, nasce come giocatrice di Werewolf ma scopre presto la vocazione dei live. Dal 2009 è socia dell’Associazione Janus e si occupa della comunicazione e dell’immagine di Janus Design.

Gioconomicon: Ciao Giulia, ciao Paola. Ci volete raccontare come è nata questa idea?
Paola Guarneri: Come ogni folle piano che si rispetti è nata da una chiacchierata. Assieme a Giulia avevamo constato con un po’ di tristezza come in una delle community di gdr che normalmente seguiamo ci fosse stato un drastico calo della partecipazione femminile. Il collegamento a RPGirl* è stato immediato e ancor più immediata è stata al’idea di farne una versione tutta italiana. Tempo mezza giornata e Gioco da Ragazze era pronto per sbarcare sul web con la sua Call for Papers.

Gioconomicon: L’operazione è esclusivamente dedicata al gioco di ruolo. Perché avete deciso di non aprirla a tutti i generi?
Giulia Barbano: Devo dire che è stato un dubbio che mi ha personalmente tormentato per un po’, essendo anche appassionata giocatrice di boardgame. Il settore del gioco di ruolo è però una nicchia molto piccola dell’hobby ludico, quindi il timore era quello di trovarsi tra le mani una quantità ridotta di contributi sul GdR rispetto agli altri settori. Inoltre, essendo la prima esperienza di questo tipo in Italia, abbiamo preferito importare integralmente il format di RPGirl Zine, perché ne abbiamo vissuto lo sviluppo dall’interno. Inoltre possiamo contare sul supporto di Emily Care Boss, la curatrice, per trasferire la sua esperienza nella nostra realtà nazionale.

GN: Ci sono settori di gioco che ritenete più apprezzati dal pubblico femminile?
GB: Bella domanda! Spero che Gioco Da Ragazze possa dare una risposta organica. Per ora non ci sono altro che basi aneddotiche od osservazioni personali. Ho la forte impressione che si trovino più donne nei live, nei gruppi domestici, nelle associazioni e ai grandi eventi come Lucca e PLAY; molte comprano manuali. A naso, le percentuali calano quando ci si sposta sul web, dove la presenza femminile è molto scarsa. La mia personalissima impressione è che le donne preferiscano giocare, piuttosto che “parlare di giocare”.

GN: Ritenete che nell’Italia ludica esistano forme di discriminazioni verso le giocatrici?
GB: Vorrei rispondere con un aneddoto personale. Anni fa partecipavo in maniera piuttosto intensa a quello che poi è diventato il Campionato GDR. Per un certo periodo ho fatto parte di una squadra dell’associazione Revelsh Blind Beholders composta di sole donne, le Babeholders. Ricordo che la cosa veniva sempre accolta come una piacevole sorpresa, tanto che ai tempi scrivemmo anche un breve pezzo su una zine che trattava proprio delle donne nel gdr. Poi, senza tornare così indietro nel tempo, anche alla scorsa PLAY di Modena ho sentito commenti sorpresi al vedere un tavolo demo tutto al femminile (se non ricordo male, era una partita di Kagematsu).
Ecco, quel che mi auguro è che un giorno nessuno si sorprenderà più nel vedere solo donne a un tavolo, e che sia normale quanto vedere un tavolo tutto maschile, o un tavolo misto.
PG: Più che di discriminazioni effettive si tratta di mentalità: l’italiano medio crede che le ragazze giochino di ruolo solo per far felici i rispettivi ragazzi o che le poche che giocano rappresentino l’eccezione e non la regola. Invece guardando con attenzione l’ambiente ludico italiano si può constatare, aggiungerei con piacere, che di donne attive ce ne sono parecchie e soprattutto che, nella maggioranza dei casi, queste ragazze ricoprono ruoli attivi in case editrici, community e così via. Insomma saremo pure in minoranza ma ci difendiamo più che bene!

GN: Quanta strada è ancora necessaria per far assurgere l’universo femminile a un ruolo protagonista nel settore ludico?
PG: Come ho detto, ritengo che l’universo femminile sia già protagonista del settore ludico. È il settore stesso che se ne deve rendere conto! Prendiamo a esempio Claudia Cangini in Narrattiva, o Paoletta che è uno dei due pilastri di Radio Impronta Digitale e di Giocatorino, o alla mitica Barbra “Babs” Bucci… e alle tante altre che non cito. Le donne ci sono e sono un elemento importante… semplicemente ne servirebbero di più. L’intento di Gioco da Ragazze è anche questo: quello di far capire che questo settore non è esclusiva maschile, spazio per le donne ce n’è e ce n’è tanto.

GN: Quali contributi peculiari l’“altra metà del cielo” può dare al gioco in Italia?
GB: La creatività pesca a piene mani nell’esperienza personale. E un settore tanto legato alla creatività quanto quello del gioco di ruolo, che è attività di “immaginazione condivisa” per eccellenza, non può che fiorire se si diversificano le esperienze che ognuno porta al tavolo!

GN: Un’ultima domanda su un tema che angoscia molti giocatori maschi… quali consigli dareste a chi vorrebbe coinvolgere la sua compagna in esperienze di gioco e finora non “ha osato chiederlo”?!
GB: Il consiglio vale sia relativamente alle donne che agli uomini che non giocano: non date nulla per scontato! Presentate l’attività ludica per quella che è, e descrivete chiaramente quali sono gli aspetti che più vi colpiscono; non cercate di trovare cose che all’altra persona secondo voi potranno piacere, sarà lei a scoprirli man mano (e vi sorprenderà); soprattutto, non indorate la pillola.
Se, pur essendo stati onesti ed entusiasti non avete ottenuto alcun segnale di coinvolgimento dall’altra parte, inutile insistere; ognuno deve potersi avvicinare al gioco per piacere personale, non per soddisfare una richiesta altrui.
Forse, tra qualche tempo, l’idea che avete seminato sboccerà naturalmente nella curiosità per il gioco, e allora potrete finalmente condividere questa grande passione!

Che dire? La solita saggezza femminile… coniugata a quel sano senso pratico che talvolta a noi maschietti tende a mancare!
Sicuramente "GDR (Gioco Da Ragazze)", insieme a una più intensa consapevolezza del proprio ruolo da parte delle giocatrici italiane, non potrà che portare benefici all'intero nostro panorama ludico, ampliando la forza di punti di vista che si riveleranno spesso alternativi e potenzialmente innovativi!

Ringraziamo Giulia e Paola per il tempo che ci hanno dedicato e facciamo loro i nostri migliori auguri per un grande successo di questa loro nuova e interessante iniziativa… ardua al punto giusto da essere un Gioco da Ragazze!

(*)RPGirl è la zine americana realizzata da Emily Care Boss interamente dedicata al mondo del gioco di ruolo al femminile. La rivista viene pubblicata con scadenza annuale ed è interamente realizzata da ragazze, dalla grafica agli articoli.

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