mercoledì 17 Aprile 2024

IDEAG 2014 – L’incontro degli autori di giochi compie dieci anni

I prossimi 18 e 19 gennaio, presso l'Open 11 di Torino, torna IDEAG, l’appuntamento fondamentale nel calendario degli inventori di giochi italiani, che anno dopo anno riscuote una sempre più ampia partecipazione, sia di novelli designer che di veterani del settore.

Anche solo nel raccontarvelo nel corso degli anni abbiamo potuto  assistere allo sviluppo di questo evento, che rispecchia di fatto la volontà di crescita che il settore ludico sta vivendo in Italia. Ma il 2014 è un anno particolarmente significativo per IDEAG, perché segna il raggiungimento del DECIMO ANNO!

Raccontarvi ancora una volta cosa è IDEAG potrebbe suonare pleonastico, ma è giusto ricordare che stiamo parlando del principale raduno italiano di autori di giochi, oltre che imperdibile occasione per presentare i propri prototipi agli editori (raggiungendo spesso anche l’obiettivo della pubblicazione, come dimostra questo ricco elenco). Ogni autore partecipante avrà il suo spazio per allestire e testare la sua opera, ma tutti sono caldamente invitati a provare anche i giochi dei colleghi, come indicato sul prezioso decalogo.
Come era prevedibile, i 55 posti disponibili sono stati velocemente prenotati, quindi per permettere a un maggior numero di autori di partecipare l’organizzazione ha pensato a un cambio di posto tra quelli presenti solo il sabato e quelli della  domenica, raggiungendo quindi un totale di 62 autori partecipanti. Tra i loro tavoli circoleranno gli editori di giochi italiani, ma non mancherà l’ormai consueta presenza di ospiti internazionali: torna infatti l’autore francese Bruno Cathala e torna l’editore tedesco Hans im Glück.

Confermati anche gli interventi formativi, tenuti da due autori pronti a condividere la propria esperienza quali sono Andrea Chiarvesio e Andrea Mainini:

Sabato h.14 – Saletta conferenze
LE ORIGINI DI ORIGIN
Relatore Andrea Mainini
Verrà illustrato il percorso creativo che ha portato alla realizzazione di Origin. Presentato ad IDEAG del 2007, e subito preso in esame dall'editore francese Matagot presente, il gioco ha subito negli anni una lunga serie di modifiche che lo hanno portato alla definitiva edizione, nel 2013. E' anche la cover della card di IDEAG.

Domenica h.14 – Saletta conferenze
I GIOCHI SO' PIEZZ'E CORE
Relatore Andrea Chiarvesio
Le frustrazioni del game designer: progettazione, playtest, interventi dell'editore e critica finale post-produzione: perchè sopportarle e come superarle. Conforterà il relatore Paolo Mori.

Data l’occasione speciale di quest’anniversario, abbiamo contattato gli organizzatori storici di IDEAG (oltre che famosi autori di giochi) Walter Obert e Paolo Mori per complimentarci con loro di questo importante traguardo e per analizzare assieme il suo significato e l’evoluzione di questo raduno negli anni .

Gioconomicon: Dieci anni di IDEAG! Quando avete iniziato quest’avventura avevate previsto una tale crescita del popolo degli autori italiani e conseguente partecipazione al vostro raduno?
Walter Obert: Possiamo dire che ce lo auguravamo, perché questo avrebbe significato un maggior riconoscimento del nostro ruolo, in Italia e all'estero. E' positivo perché indica che anche il popolo dei giocatori sta aumentando.

Gioconomicon: Sappiamo che anche in altri paesi “ludicamente evoluti” come Germania, Francia o Spagna si tengono incontri simili (anche da più tempo in alcuni casi). La formula di IDEAG ha preso qualche spunto da questi appuntamento d’oltralpe o magari, viceversa, siete voi che state esportando il modello ?
Walter Obert: Avendo partecipato molto tempo fa ad un incontro di autori a Gottinga, sapevo il clima che solitamente si respira in quel tipo di appuntamenti: ognuno al proprio tavolo, ad aspettare tristemente l'attenzione di un editore. L'idea era di dare un taglio molto più "mediterraneo" alla nostra visione, impostando da subito una maggior collaborazione tra autori: in fin dei conti non siamo mica concorrenti! Aggiungici che per me parla il grande esempio di Alex Randolph, e la sua squisita disponibilità a dare consigli a chiunque avesse la fortuna di conoscerlo e di fargli vedere una sua creazione.
Paolo Mori: La "visione" che ci ha guidato è stata appunto questa di Walter, e lo stile di apertura e condivisione che aveva caratterizzato i primi mesi di vita di Inventoridigiochi.it (nato l'anno precedente). L'appuntamento 'fisico' ne è stata la naturale controparte, e con questi 'fondamenti' sono andati a braccetto negli anni. Quasi tutti gli ospiti stranieri (fra tutti, ricordiamo Hans Im Glueck lo scorso anno) hanno sottolineato il clima di amicizia e di aiuto reciproco che si respira al raduno di Torino.

GN: La massiccia adesione ad IDEAG è testimone di una sempre più diffusa volontà di misurarsi con la professione del game designer. Dal vostro punto di vista, avete riscontrato una reale crescita dei profili professionali richiesti dal settore?
WO: Ogni anno, circa la metà dei partecipanti è alla sua prima volta. Chiaramente una simile affluenza di autori debuttanti non coincide necessariamente con un aumento di qualità, ma le giurie dei concorsi internazionali ci dicono che le proposte degli autori italiani sono incomparabilmente migliori di quelle che ricevevano 10-15 anni fa. E' un dato di fatto che molti autori italiani sono oggi pubblicati in tutto il mondo.
PM: …e se si vanno a vedere i nomi di questi autori, spesso sono quelli degli 'habituè' dei nostri appuntamenti… Anche quest'anno se non ci saranno sorprese vedremo almeno 2-3 giochi (pubblicati da editori stranieri) di autori alla loro opera prima, che abbiamo visto crescere anno dopo anno in questi appuntamenti.

GN: Il numero di autori iscritti a IDEAG si è attestato ormai sui 50, ma sappiamo che il limite è imposto solo dallo spazio a disposizione presso l’Open 011 e che di aspiranti partecipanti ce ne sarebbero parecchi di più.  Avete pensato a un cambio di location (o altre soluzioni) per ovviare a questo limite o 50 rimarrà il numero perfetto ?
WO: Quest'anno siamo addirittura in 62, sfruttando praticamente tutti i pur ampi spazi del locale (avremo tavoli anche nel corridoio, e ho dovuto rinunciare al mio!). Difficile immaginare una risposta migliore, ma ancora in questi giorni arrivano richieste di partecipazione. Concentrare in un solo posto 60 tavoli non è una impresa facile e la mancanza di spazio è uno dei motivi che ci spinsero a lasciare la mia Piossasco, anche per la scarsa disponibilità ricevuta dall'amministrazione.
Con la Circoscrizione 5 del Comune di Torino il rapporto è molto positivo, e senza il loro aiuto non sarebbe possibile realizzare nulla. Quest'anno riceveremo addirittura la visita dell'assessore allo Sport, all'Educazione e agli Stili di Vita della città di Udine, il che ci riempie di orgoglio.
PM: Aggiungerei che per evitare appunto l'effetto 'polli in batteria', credo che questo numero sia difficilmente superabile. Ogni autore finirebbe comunque col provare solo i giochi dei propri vicini, e la massa di autori creerebbe disorientamento tra i giocatori e gli editori intervenuti, che già fanno fatica a trovare i giochi per loro interessanti tra i tavoli. Credo piuttosto che in futuro dovremmo favorire gli incontri su base 'regionale', che seguono lo spirito di IDEAG. In passato c'è stato Berceto, Sant'Omero, l'anno scorso c'è stato IDEAG Nordest a Udine… L'anno prossimo chissà.

GN: Come è cambiato nel tempo il rapporto con gli editori che partecipano a IDEAG ? quanto è importante per loro questo appuntamento? Vi hanno fatto delle specifiche richieste negli anni ?
WO: Inizialmente non c'erano, a noi interessava soprattutto provare i nostri prototipi in un ambiente cordialmente sincero. Piano piano si sono accorti di noi, hanno pubblicato i primi giochi, e ormai sono una presenza abituale, c'è un buon rapporto di collaborazione. I più accorti ci comunicano loro stessi la partecipazione, senza doverli sollecitare. Ovviamente la loro presenza ha significato un ulteriore impulso a partecipare. Dove li trovi 10-15 editori famosi tutti assieme al costo di una pizza, senza andare a Norimberga? Nota che quest'anno sarà presente per la seconda volta la Hans Im Glück, a mio parere uno dei più prestigiosi editori in assoluto per qualità media dei titoli pubblicati. E sarà confermata la presenza di Christian Beiersdorf, che ha collaborato per anni alla Ravensburger e che prende nella sua agenzia i progetti più interessanti. Due anni fa Carlo Emanuele Lanzavecchia  ha portato un gioco su un vulcano, che è diventato il gioco di punta della Haba all'ultima fiera di Essen.
PM: Eppure.. eppure.. la mia sensazione è sempre stata quella che l'incontro sia un po' sottovalutato da alcuni editori, a parte le presenze consuete che ci onorano sempre del loro supporto. L'ultima volta che avevo sottolineato una certa mancanza di risposte mi ero attirato le ire di alcuni editori, e so che probabilmente accadrà anche questa volta… ma davvero l'avere a disposizione oltre 50 autori (e oltre 100 prototipi) da potere visionare e valutare mi continua a sembrare un'occasione così ghiotta che è possibile mancare solo in presenza di giustificazioni davvero significative… Il fatto che HIG lo scorso anno sia stata invitata come 'special guest', e che quest'anno abbia deciso di tornare di propria iniziativa, credo voglia dire qualcosa. Sul nostro versante, sicuramente possiamo migliorare nella comunicazione e nel supporto agli editori, anche se non è possibile garantire – come qualcuno ha chiesto – un livello di qualità minimo nei giochi presenti. Lo spirito di questa iniziativa è anche (se non soprattutto) permettere agli absolute beginners di confrontarsi con professionisti o semi-professionisti, quindi… fatevene una ragione: robaccia ce ne sarà sempre.
Quindi, se pensate di non avere necessità di venire per trovare un nuovo gioco per il vostro catalogo, il mio invito è a venire per 'spirito di servizio' nei confronti del mondo del gioco in Italia. Neanche troppo disinteressato: in futuro potrebbe contribuire a ridurre la quantità di idee balzane, di nuovi monopoli e giochi dell'oca e di mail che minacciano l'intervento di avvocati nella vostra casella di posta.

GN: In uno dei nostri Gioconomicon Talks dello scorso novembre, uno degli editori coinvolti al tavolo dei relatori ha avanzato l’ipotesi di creare un sindacato degli autori, o comunque un sistema che riesca a fornire delle garanzie di un rapporto lavorativo di tipo professionale. Pensate che IDEAG possa essere un contesto dove avviare una formazione professionale di questo tipo ?
WO: Non saprei, il nostro ambiente è caratterizzato da una strana forma di artigianato e non si vedono figure professionali. Abbiamo instaurato una partnership con la SAZ, la famosa associazione degli autori tedeschi, che vede gli italiani al quarto-quinto posto come iscritti partecipanti. Tra i servizi offerti c'e' anche l'assistenza nella formulazione dei contratti, un argomento che vede a volte anche alcuni editori italiani impreparati.
PM: Sicuramente il confronto non solo a livello di 'game design', ma sugli aspetti di mercato e contrattuali legati a questa passione/professione, è un aspetto su cui in futuro è necessario spingere di più. Dopo la ritrosia nel condividere le proprie idee di giochi, ci troviamo a combattere quella – forse anche più radicata – nel parlare apertamente di royalties, tirature, anticipi, sublicenze. Finché ogni autore crede di essere una monade, o ritiene scorretto condividere il proprio contratto per chiedere o dare consigli, e finché ogni esordiente si fa prendere talmente dalla smania di firmare da dimenticare di chiedere una scadenza o un anticipo per il contratto… non faremo molta strada professionalmente parlando. Ma per quanto riguarda gli editori? Esiste una loro associazione di categoria? Sono disposti a mettersi in gioco per adattarsi a un contratto standard o ad alcune condizioni minime nel rapporto con gli autori? Credo che anche da parte loro ci si possa aspettare di più.

GN: Dopo questo giro di boa dei 10 anni dobbiamo aspettarci qualche cambiamento nelle prossime edizioni o il format attuale è ottimo cosi e non si tocca ?

WO: Per me, sono stati dieci indimenticabili anni di crescita e soddisfazioni, di memorabili emozioni. Ma ora sento che è il momento di passare la mano. Secondo me abbiamo realizzato cose grandi, basta leggere i ringraziamenti di quelli che hanno partecipato per far passare di colpo tutta la stanchezza e lo stress accumulati. Abbiamo un decalogo che resta valido ancora oggi e che "imponiamo" a tutti di rispettare. Ma ho il senso di una "mission" che in qualche modo si è compiuta. Finita IDEAG avremo modo di discuterne tutti assieme e vedere cosa è il caso di fare per il futuro.
PM: Ne parleremo sicuramente. Su una cosa mi sentirei di rassicurare, dopo le parole di Walter. L'esperienza di IDEAG non morirà con l'appuntamento di quest'anno. Un po' perché abbiamo optato in partenza per una sorta di 'open source', cioè per un formato replicabile e personalizzabile da chiunque. Un po' perché siamo certi che ci sarà qualcuno pronto a sbattersi per raccoglierne l'eredità e portarla avanti, magari un po' diversamente da quanto fatto egregiamente da Walter e dai ragazzi di Giocatorino in questi anni.

GN :Quali sono stati il prototipo migliore, il peggiore e il più brutto in 10 anni di IDEAG?
WO: Di solito preferiamo evitare e classifiche, che non si addicono al clima che si respira da noi. Ma mi presto volentieri.
– Il migliore, anzi i migliori, sono gli astratti di Andrea Mainini: dei capolavori di design, estetica e funzionalità. Eleganza formale nella apparenza e pura sostanza ludica nelle meccaniche.
– Il peggiore? La prima versione del mio Strada Romana, nel 2007. Praticamente ingiocabile, con un sistema di scommesse nascoste così mal concepito da annullare qualsiasi bluff. L'hanno fatto a pezzi con gioia alcuni grandi autori che avevo spavaldamente invitato al mio tavolo. Era il primo test, e ne ricavai grandissime risate e qualche buona indicazione per migliorarlo… a IDEAG si viene anche per questo. Poi vinse il concorso di Boulogne e il secondo posto all'Archimede.
– Il più brutto? Sul tavolo di fianco c'era un prototipo realizzato a matita sui sacchetti del pane, con le tessere di cartoncino da imballo e i gettoni rubati dalla tombola (profetico…). Ma in molti avrebbero voluto avere un prototipo così, che un volta stampato diventerà Vasco Da Gama.
PM: Preferisco non aggiungere altro… se non che mi piacerebbe portare un giorno altri prototipi così brutti 😉


Foto storica dell'edizione 2005 di IdeaG. quanti ne riconoscete?

Ringraziamo e ci complimentiamo ancora una volta con Walter e Paolo per la loro impresa decennale e vi ricordiamo che l’appuntamento è per questo weekend,  presso l’Open 011, la casa della mobilità giovanile e dell'Intercultura, in corso Venezia 11 a Torino. Un’impedibile occasione per conoscere gli inventori dei di quelli che potrebbero presto diventare i nuovi successi editoriali che popoleranno i nostri tavoli.

Ancora auguri IDEAG: altri 10 e anche più di questi anni!

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