venerdì 12 Luglio 2024

Wings of Glory: i Giganti dei Cieli decollano con Kickstarter

Domani 10 marzo 2015 inizierà la campagna Kickstarter di uno dei progetti più ambiziosi della serie Wings of Glory World War I: la produzione dei modelli dei due più grandi di aerei che si siano mai visti solcare cieli della Grande Guerra, il bombardiere inglese Handley Page O/400 e quello tedesco Zeppelin Staaken R.VI!
Due aerei dalle dimensioni incredibili (il bombardiere Zeppelin aveva un’apertura alare paragonabile a quella delle “fortezze volanti” della seconda guerra mondiale) che, per dettagli e complessità, necessitano di uno sforzo produttivo particolare ma che rappresentano per i giocatori una ghiotta occasione per rendere le simulazioni aeree della Prima Guerra Mondiale ancora più spettacolari. Ma come si inseriscono questi “bestioni” nel sistema di Wings of Glory? Sono realmente utilizzabili o vanno considerati soprattutto modelli da collezione?
Abbiamo chiesto chiarimenti direttamente all’autore del gioco, Andrea Angiolino. Leggete attentamente quanto segue per scoprire tanti segreti della serie e se siete interessati ai nuovi bombardieri, ricordate che nelle prime 24 ore del Kickstarter saranno disponibili gli ulteriori sconti dell’early bird!

Ares ha articolato la campagna offrendo pledge dedicati a diversi profili di giocatori, dalle proposte introduttive (che prevedono un set di base con regole e quattro dei modelli più famosi, eventualmente da “rinforzare” con almeno uno dei due bombardieri) fino a pledge dedicati a veterani e collezionisti, con tutti e quattro i modelli previsti per questa particolare serie (verranno prodotte due versioni diverse per ogni modello di bombardiere).
Come scelta editoriale, Ares non offrirà miniature esclusive come ricompensa per chi parteciperà al progetto, con il preciso intento di garantire che tutto ciò che verrà offerto sul Kickstarter entrerà poi a pieno titolo e in modo permanente nell’universo del sistema di gioco. Però al raggiungimento di determinati traguardi di raccolta fondi,sono previsti stretch goal destinati ad arricchire la pratica del gioco, tra cui missioni speciali, tappetini specificamente disegnati per i nuovi modelli giganti, righelli di fuoco versione deluxe e segnalini in materiale acrilico.

Ma perché Andrea Angiolino ha sentito il bisogno di introdurre questi enormi veicoli volanti nell’universo di Wings of Glory?

Per me è sempre stato affascinante pensare a questi aerei di oltre 42 metri di apertura alare che decollavano dalle Fiandre e sorvolavano il mare per andare a bombardare l'Inghilterra – ci dice Andrea – e questo è ancora più impressionante se si pensa che accadde ad appena quattordici anni dall’invenzione dell'aereo e solo otto anni dopo che Louis Bleriot aveva attraversato per primo la Manica su un aeroplanino con ruote da bicicletta!
Anche l’utilizzo di questi bombardieri (quelli tedeschi) ha una storia particolare: dapprima il Kaiser aveva vietato di bombardare Londra per timore che venissero feriti i suoi parenti della casa reale inglese, ma poi ritirò il divieto e ne seguì la prima Battaglia d'Inghilterra, poco nota ma non per questo meno cruenta di quella della Seconda Guerra Mondiale.
In realtà, i primi bombardieri della storia sono stati realizzati in Italia: i trimotori Caproni (già inseriti nelle serie di Wings of Glory) furono creati dall'ingegnere che diede loro tale nome. Precedentemente i russi avevano prodotto grandi plurimotori, ma erano stati pensati come un normale mezzo di trasporto, dotati di una confortevole cabina passeggeri e del samovar per fare il the! I Caproni invece erano bombardieri veri e propri, macchine da guerra realizzate in base alle teorie sul bombardamento strategico elaborate dal generale Giulio Douhet.
Non a caso i francesi li comprarono e gli statunitensi mandarono i loro primi piloti di questa specialità a formarsi a Foggia, sotto il comando di Fiorello La Guardia (poi divenuto sindaco di New York) cui abbiamo dedicato uno dei Ca.3 del nostro catalogo. E non è un caso che appena l'US Air Force Museum di Dayton nell'Ohio ha ricevuto un trimotore Caproni da esporre, lo abbia messo in bella mostra sul piazzale principale a fianco di un B-17 Flying Fortress e di un B-29 Super Fortress, per una “foto di famiglia” di quelli che per gli americani sono tre aerei chiave nella storia della specialità statunitense del bombardamento.

Una storia affascinante, quindi, ma ci chiediamo se in termini di scelte editoriali, Andrea non sia stato sollecitato anche dal fatto che l’universo di X-Wing (il cui sistema moltissimo deve a quello disegnato per Wings of Glory) ha già introdotto le grandi navi, come l’Imperial Raider. Una scelta che ha generato non poche perplessità a causa delle dimensioni dei pezzi sull’area di gioco.

Se mai è avvenuto il contrario! Quando la FFG ci ha mandato la prima stesura del piano delle astronavida far uscire con X-Wing, che all'epoca si sarebbe dovuto chiamare “Wings of War X-Wing” e licenziare ufficialmente le meccaniche del nostro gioco, questi bombardieri giganti dell'aria erano già stati inclusi nel nostro sistema: non c'era quindi niente di strano che il loro piano includesse astronavi più grandi dei caccia. Infatti i grandi bombardieri plurimotori erano stati inseriti sotto forma di carte già dal 2010 con la scatola Flight of the Giants che includeva tutti e quattro i bombardieri poi realizzati o in realizzazione come modellini da parte di Ares: Staaken, O/400, Ca.3 e Gotha G.V, più altri ancora.
Regole e scenari sono quindi già ben rodati: è stato fatto un lavoro paziente e attento per trovare il giusto compromesso fra distanze di movimento e dimensioni delle basette.
La foto accanto mostra uno degli esperimenti di movimento che approntammo per realizzare mazzi di manovra dello Staaken coerenti con quelli dei caccia.

Comprendo però le perplessità a cui ti riferisci perché non mi sembra sia stato fatto altrettanto in X-Wing: basti vedere come il Millennium Falcon sia nel gioco ben più veloce dei caccia imperiali, in contraddizione con alcune famosissime scene di inseguimenti della trilogia classica dei film; forse è stato per semplice ignoranza dell'universo di riferimento, ma potrebbe anche derivare dal non aver saputo adattare il sistema di gioco a miniature più grandi dei caccia e dotate di basette più lunghe. Questo a meno che non sia stato un trucco per rendere questa astronave più efficace del dovuto, in modo da venderne di più a danno della veridicità!
L’attinenza alla storia è sempre stata una nostra preoccupazione, prima in Wings of War e poi in Wings of Glory, mentre la coerenza con il pur dettagliatissimo universo diriferimento non sembra essere un obiettivo della FFG. Di recente hanno proposto una grossa astronave completamente inventata che non ha nulla a che fare con i film e nemmeno con romanzi e fumetti del cosiddetto “universo espanso” di Star Wars. Semplicemente, faceva loro comodo vendere una nave imperiale di quella taglia e siccome non esisteva se la sono inventata da zero!
Credo che il nostro pubblico sia più esigente di quello di X-Wing e si rivolterebbe davanti a iniziative del genere. Se facessimo un Handley Page O/400 in grado di raggiungere i 230 km/h, più di qualsiasi caccia tedesco o austriaco, tanto per potenziarlo e renderlo più vendibile, immagino che i nostri giocatori non ne sarebbero affatto contenti. Se io mi inventassi un inesistente “Fokker G.VI quadrimotore” solo perché lo Staaken è troppo grosso e volessi invece vendere un modellino da 20 cm di apertura alare (che per i tedeschi non esiste fra le opzioni storiche) credo proprio i miei giocatori non se lo comprerebbero mai!
Tra l’altro, concordo molto con la scelta di Ares di non dare esclusive in questo Kickstarter: sono convinto che cose realizzate solo per il Kickstarter facciano felici nel breve periodo chi riesce a partecipare, ma subito dopo e per sempre scontentino invece tutti gli altri, che sentono di non poter più completare la propria collezione. A mio parere, non ne vale la pena!

Quindi questi grandi bombardieri non vanno a “rompere” l’equilibrio della scala modellistica su cui è basato tutto l’universo di Wings of Glory World War I?

No, è tutto rigorosamente nella stessa scala: ibombardieri come i caccia. Lo Zeppelin Staaken è il modello più grande mai realizzato per il nostro gioco ma lo avevamo fin da subito preso come riferimento massimo per le nostre miniature, quando abbiamo fissato la scala a 1/144. In realtà l'aereo vero era grande quanto un Boeing B-17 Flying Fortress della seconda guerra mondiale, ma in tale conflitto c'erano altri aerei ancora più grandi. È per questa ragione che la serie delle miniature dedicata alla seconda guerra mondiale è invece basata sulla scala 1/200. Abbiamo preferito rendere incompatibili a livello di scala le due serie di collezioni, piuttosto che precluderci la possibilità di consentire la gestione in spazi ragionevoli anche di tali di giganti, se mai li si farà.
Ma come aereo della prima guerra mondiale, lo Staaken è il limite massimo fra i modelli derivati da autentici apparecchi realmente esistiti.
Comunque, i nostri appassionati sono già andati oltre e si sono autoprodotti pezzi ancora più grandi, tra cui dirigibili e portaerei lunghe anche più di un metro!

Ecco per esempio la portaerei HMS Furious della prima guerra mondiale realizzata in scala 1/144, come le miniature ufficiali, da Clipper1801, un fan di Wings of Glory. Sul ponte sono presenti alcuni aerei di produzione Ares e altri autocostruiti, mentre in alto si vede un bombardiere Felixstowe F.2 e un piccolo dirigibile.

Ma come (e se) si conciliano questi "mostri di dimensione" con l'area di gioco standard di Wings of Glory? E cosa consiglia Andrea per usarli al meglio “out-of-the-box” nell'allestimento di scenari “umanamente gestibili”?

Premetto che stiamo lavorando non solo agli aerei ma anche a nuovi tappetini collegati a essi e a qualche scenario specifico.
Ma se prendiamo come riferimento i tappetini ufficiali prodotti dalla Ares, di 98 x 68 centimetri, gli scenari dei bombardieri giàpubblicati per Wings of War erano tutti basati su un tappetino o due. I bombardieri sono grandi ma lenti e già quasi un metro di profondità, se si parte dai lati corti, è sufficiente per una breve missione. Due tappetini affiancati sono poi uno spazio più che sufficiente, tenendo conto che le misurazioni si basano sulla basetta e non sul modellino e che è quella che conta per valutare l'ingombro sul campo da gioco, se il modellino sporge dal tavolo non è un problema. Poi ciascuno può adattarsi come crede: io ad esempio ho giocato una bella missione con due Caproni Ca.3 con buona scorta contro 7-8 caccia austriaci e ho utilizzato tre tappetini, per una superficie totale di 98 x 204 cm: abbiamo aumentato la profondità del campo per rendere più lunga e sfidante la missione, ma la larghezza del campo è restata pur sempre inferiore al metro.
La sezione download del sito della Ares Games contiene due file con gli scenari per i bombardieri della prima e della seconda guerra mondiale già pubblicati, scaricabili gratuitamente. Ne seguiranno a breve altri, mirati specificamente ai bombardieri in uscita.
Quello che è sorprendente, comunque, è la quantità di appassionati che sviluppano scenari, regole e materiali aggiuntivi per il gioco,rendendolo ricco e vivo come pochi al mondo. Chi vuole consigli, trova su The Aerodrome una vivace comunità di oltre 3.500 giocatori di Wings of Glory che si scambiano materiali, informazioni e appuntamenti. Altrettanti sono gli iscritti al gruppo di Yahoo dei fan del gioco, dove pure si trovano materiali scaricabili, ma la vivacità della lista è decisamente diminuita da quando è stato inaugurato il forum di The Aerodrome. Molti altri sono i siti e i blog minori dedicati al nostro gioco, un po’ in tutte le lingue. E altro si trova su www.boardgamegeek.com, nelle varie pagine dedicate ai diversi prodotti della linea.
Con la Ares stiamo anche lavorando specificamente a un repertorio di scenari, ma è prematuro parlarne. Ne accenno solo per rassicurare sulfatto che i giocatori non vengono certo lasciati da soli davanti al problema di come organizzare una partita. Comunque il sistema è aperto alla creatività di tutti e si impara presto come creare situazioni di gioco sempre nuove.

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