venerdì 12 Luglio 2024

Anteprima mondiale a InterNosCon 2011: Shahida di Ron Edwards

Shahida è il nuovo gioco di Ron Edwards, un’autorità del settore GDR new wave (oltre che l’autore di Sorcerer, Trollbabe e Spione, è il co-creatore, amministratore e principale teorico del sito The Forge).

Shahida verrà pubblicato in edizione ashcan (non sapete cos’è? leggete sotto!), presentato e distribuito in anteprima esclusiva mondiale alla prossima InterNosCon, che si terrà a Bertinoro (FC) dal 29 Aprile al 1° maggio.

Poiché per l’edizione definitiva non è ancora prevista una data (tra mesi? tra anni?), questa edizione non destinata al commercio e in tiratura limitata e gratuita riservata ai partecipanti alla manifestazione, risulta una vera chicca per appassionati.

Il tema? Talmente scottante che, siamo certi, non mancherà di provocare discussioni e polemiche. Infatti, dopo aver trattato la Guerra Fredda e il Muro di Berlino nel suo rivoluzionario GDR Spione (Spia in tedesco), Ron Edwards in Shahida si occupa di Beirut e della guerra civile in Libano: un territorio occupato da truppe Siriane, Israeliane e Americane, da profughi palestinesi e da milizie armate delle varie fazioni politiche e religiose (dagli  Hezbollah alle Falangi libanesi).

Shahida significa “dare testimonianza”, e indica anche una testimone (donna). Inoltre è la radice delle parole “pietra tombale, epitaffio” e “martire”. E indica uno dei ruoli, il più importante nel gioco: la Testimone, colei che tiene le fila delle storie dei membri di una famiglia di civili, nella Beirut devastata dalla guerra.
L’esperienza di Shahida sembra quindi potenzialmente in grado di emozionarci aprendoci la mente sulla drammatica realtà di uno dei conflitti più tremendi dei nostri tempi.
Pur non essendo ancora definitivi i suoi dati tipografici finali, sappiamo che la ashcan di Shahida dovrebbe concretizzarsi in un volume di circa 100 pagine con copertina a colori che verrà fornito ai partecipanti alla InterNosCon all’interno del loro kit di benvenuto.
Un’altra ottima ragione per partecipare alla Con a Bertinoro, quindi!

Ma cos’è una edizione ashcan? Il termine origina dall’editoria USA anteguerra, in cui si riferiva a un’edizione preliminare, fatta in pochissime copie per scopi legali. È stato poi ripreso di recente dall’ambiente dei giochi di ruolo indie per indicare un’edizione in tiratura limitatissima (tipicamente dalle 20 alle 50 copie), destinata a chi vuole avere un gioco in forte anteprima sull’uscita effettiva, e al contempo collaborare attivamente al suo playtest e sviluppo.
Un ashcan è quindi un gioco funzionante, giocabile e ampiamente testato dal suo autore, pronto insomma alla sua prima uscita pubblica per essere sottoposto al test altrui. Solitamente mancano parti dell’ambientazione o altro materiale previsto per l’edizione finale, ma il gioco in sé è completo. La tiratura è spesso molto bassa perché rivolta comunque a un ristretto numero di appassionati, con cui spesso l’autore ha una conoscenza personale. Questi appassionati a loro volta, con le loro domande e le loro impressioni e reazioni, contribuiscono all’edizione definitiva, che conterrà le risposte e le soluzioni ai problemi incontrati.
Il processo è spesso estremamente lungo. Fra l’ashcan e l’edizione definitiva passano anche diversi anni. Può capitare, a volte, che l’edizione definitiva (per i più vari motivi) non esca mai, e l’ashcan rimanga in questi casi l’unica pubblicazione esistente. Questo fenomeno si integra perfettamente con il radicale cambio di prospettiva che Ron Edwards e gli altri autori orbitanti attorno a The Forge hanno introdotto nell’editoria dei GDR: un titolo esce quando è pronto, non quando deve uscire.
“Lavorare in questo modo è una bella rogna per un editore!” afferma Michele Gelli, organizzatore di  InterNosCon, che come titolare di Narrattiva ha una lunga esperienza di pubblicazioni nel settore. “Gli editori vivono di date, scadenze, programmazione, calendari a medio/lungo termine… e fanno oggettivamente fatica a gestire simili esigenze degli autori. Ma in linea di massima, ritengo sia più utile al settore un gioco fatto bene che un gioco puntuale. E anche se devo confessare che confezionare questa edizione è stato estremamente emozionante, in certi momenti posso aver avuto un’opinione decisamente più pittoresca… e ricca di quelle che in inglese vengono definite four letter words!”

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