sabato 22 Giugno 2024

Abaddon – Richard Borg ci porta nel futuro

Ci sono game designers così famosi da attirare l’attenzione di tutto il mondo ludico già con il semplice annuncio di una loro nuova creazione.

Richard Borg, l’uomo che ha creato Commands and Colors – uno dei più famosi e sfruttati sistemi di regole presenti sul mercato, utilizzato da svariate case editrici per wargames ambientati in una moltitudine di periodi storici – è uno di questi nomi.

Ecco perché la notizia del lancio nel 2012 di Abaddon, un gioco di combattimenti fantascientifici edito da Toy Vault, ha suscitato tanto clamore.

Ma chi pensava di trovarsi di fronte ad un Memoir ‘44 nel futuro, rimarrà fortemente deluso…

D’accordo, il gioco è a scenari (una quindicina nel set base). Certo, il terreno è modulare, ossia componibile in base al singolo scenario. E l’attivazione delle unità non è fissa, ma casuale, come anche i fattori della risoluzione dei combattimenti variano fortemente in base alla combinazione unità attaccante/unità in difesa. Tutto questo ci garantisce un gioco molto semplice e accessibile ai neofiti, ma che i “veterani” potranno giocare in maniera più tattica, scoprendone le sottigliezze nascoste.

Va bene, tutto molto bello. Ma anche già visto. Il punto, però, è che le similitudini con Battlecry e compagnia finiscono qui.

Cominciamo dalle differenze più evidenti: per cominciare, la mappa, non più ad esagoni ma – a giudicare dalle prime foto comparse in rete – ortogonale. La determinazione dei punti vittoria non sarà più semplicemente basata sull’eliminazione delle unità, ma anche sul numero assoluto dei danni arrecati al nemico, nonché da alcune condizioni speciali determinate dai singoli scenari. Soprattutto, facciamo un bel ciao ciao con la manina alle tanto discusse carte ordini, visto che in Abaddon l’attivazione sarà determinata dai dadi (possiamo supporre un alleggerimento del sistema di Battles of Westeros). Le carte però tornano a farsi vedere nella risoluzione del combattimento, laddove forniscono bonus rilevanti e possono anche scatenare eventi imprevedibili.

Dimentichiamo qualcosa? Ah sì, la trama. Lontano futuro. Un pianeta sconosciuto, ricco di un minerale preziosissimo, chiamato Feronium. L’umanità, divisa tra Città-Stato Satelliti e Alleanza del Commonwealth, si contende questa risorsa combattendo a bordo di giganteschi robot antropomorfi denominati Links e debitamente rappresentati nel gioco da 18 miniature tridimensionali.

Se trovate un solo elemento di novità in questa ambientazione, qualcosa che non abbiamo già letto da qualche altra parte, vi regaliamo un Mech per le feste di Natale. Serve allo scopo, ossia quello di prendersi a cannonate laser e a missilate in allegria.

Abaddon, come già accennato, dovrebbe fare la sua comparsa nel 2012, proponendosi come ulteriore alternativa in un settore sempre più affollato del mercato, ossia i light wargames.

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