martedì 23 Aprile 2024

Nanogames – La Grandezza del Piccolissimo

A volte la fantasia supera la realtà, valicando la frontiera tra progettazione di giochi di ruolo e haiku, dove la nanotecnologia si unisce al game design per produrre … nanogames!
Si tratta dell'ultima "moda" lanciata da quel matto di Epidiah Ravachol (autore di Dread, gdr horror che usa la torre del Jenga come strumento per decidere il destino dei personaggi) e che sta contagiando vari altri autori del mondo indipendente…

Tutto inizia da un micro-opuscolo che occupa lo spazio di un biglietto da visita piegato a mò di libretto.
What Is a Roleplaying Game? è un gdr completo e gratuito pensato per chi non ha idea di cosa sia un gdr e vorrebbe capirlo al volo, magari proprio giocando.
Il nanomanuale è già disponibile, oltre che in inglese, anche in francese, svedese, tedesco … e anche in italiano!
La versione solo-testo la trovate (da noi medesimi tradotta) alla fine di questo articolo, mentre per il PDF ufficiale dovrete aspettare ancora un pò e lo troverete sul già linkato blog di Ravachol.

A partire da questo primo concept design, Epidiah ha creato un vero e proprio gdr con tanto di supplementi: Vast & Starlit è il gioco base in cui un gruppo di criminali evade da un pianeta-prigione rubando una navetta spaziale.
Su questa base si vanno poi ad innestare ben tre supplementi che espandono di molto le possibilità del gioco, soprattutto considerando l’incredibile rapporto fra quantità di testo scritto e gameplay generato.
Ognuno di questi nanomanuali è realizzato nel medesimo formato tessera, in cartoncino plastificato, tuttocolore, e costa un dollaro.

E qui giungiamo all’altra follia di questo progetto: il metodo di vendita.
Non è infatti possibile trovare questi giochi nei negozi, nè ordinarli online.
Esistono solo due vie per ottenerli:
– di persona, incontrando Epidiah o un suo amico ad una qualche convention
– per posta ordinaria, inviando il denaro e un disegno (uno per ogni manuale desiderato) in tema con il gioco prescelto, che andrà a popolare un’apposita galleria su Tumblr

Ma se Epidiah è stato il primo, di certo non sarà l’ultimo.
Vincent Baker (Cani nella Vigna, Mondo dell’Apocalisse, Fantasmi Assassini) ha in preparazione The Sundered Land, una serie di ben 5 nanogames che propongono ognuno una diverso tipo di storia, ma tutti ambientati in un medesimo setting postapocalittico noto dome “Le Rovine del Futuro” :
Caravan Guards in the Ruins of the Future
Night Watch in the Ruins of the Future
At Ends in the Ruins of the Future
Warriors in the Ruins of the Future
A Doomed Pilgrim in the Ruins of the Future (questo progettato espressamente per essere giocato online, via chat, forum o blog, ve ne segnaliamo un playtest pubblico su G+)

La serie continua (e per ora si conclude) con due supplementi:
Restless Ambition in the Ruins of the Future
Roleplaying in the Ruins of the Future

Ma sono saltati sul proverbiale carro anche Ben Lehman con il suo Witch House, Marshal Miller con NanoWorlds, Meguey Baker con le sue Valiant Girls, e tanti altri autori che hanno deciso (come alcuni romanticamente vedono la cosa) di sfidare il confine tra gdr e poema ludico.

Il concetto di mini-gdr non è nuovo per la scena indie.
Esistono da tempo cose come Lady Blackbird, Ghost/Echo, The Mustang, oppure Hell 4 Leather o ancora l’italiano 21 Guns … ma col tempo il processo di “resa essenziale” sta raggiungendo livelli mai visti prima.

Tutto questo nasce un pò dall’eterna sfida che il mondo indipendente ha lanciato ad ogni forma di “limite percepito” ludico; come dire “un gdr completo in un biglietto da visita? Fatto!”

Ma non è solo questione di ribellione generazionale dei figli contro i padri, c’è anche la forte voglia di abbattere le barriere che impediscono al gdr una vera diffusione di massa, producendo design con una difficoltà di accesso (la cosiddetta “social footprint”) sempre più bassa e minimale: da giochi in cui il GM non deve sbattersi a preparare i materiali di gioco, a giochi dove un GM proprio non c’è, a giochi con manuali sempre meno onerosi da leggere e studiare, a esperimenti di gdr single-player (come l’interessantissimo Swords of the Skull Takers di Joe Prince), e poi giochi con tematiche più adulte e mature, giochi che iniziano e finiscono una arco narrativo completo in poche sessioni, o anche solo in una singola sessione, o perfino in solo una o due ore, etc.

Altro risvolto interessante di questo nano-fenomeno riguarda la sua capacità di mettere in luce alcuni aspetti della cultura ludica in cui ad oggi viviamo.
Per esempio, Vincent Baker ha avviato una discussione pubblica su G+ (QUI) riguardo a quanto i nanogames riescano a fornire gli strumenti necessari a giocarli e quanto invece sia necessario che i giocatori posseggano un “giusto” set di abilità di base.
In tale dibattito lo stesso Epidiah esprime un’osservazione critica riguardo a certi comportamenti problematici che, sebbene già noti nell’ambiente, nella sua personale esperienza sono stati resi molto più evidenti e individuabili (rispetto a gdr più corposi e complessi) proprio dalla struttura così ridotta agli essenziali minimi termini dei nanogames:
 

Giocando i nanogame con persone non-roleplayer ho notato che tali abilità sono già presenti, gli manca solo un pò di confidenza.
Giocando i nanogame con persone roleplayer, invece, mi viene da chiedermi se non abbiamo creato una cultura lesiva per quelle stesse abilità essenziali.
[…]
Parlo specificamente dell’inabilità dei roleplayer di sospendere il proprio buon senso allo scopo di seguire le regole.
Nella mia limitata esperienza, i novellini tendono a cercare di seguire le regole più accuratamente possibile, per assicurarsi di fare le cose nel modo giusto.
Quando un nanogioco deraglia, è quasi sempre perchè un roleplayer esperto è passato alla modalità “Ma io sò già come si fa questo” e ha deciso di calpestare le regole.
Non intendo criticare o disprezzare la nostra piccola sottocultura ludica in generale, ma trovo che questa radicata volontà di ignorare le regole perchè a priori non le si “sente” giuste sia parte di un problema più ampio.

E ovviamente non potevano mancare, come sempre accade con le cose nuove, feroci polemiche.
Fortunatamente si tratta solo di ironiche e scherzose battute, almeno nel caso di quelle prodotte dall’autore Robert Bohl in questo post.

E per adesso dal fronte dei nanogames è tutto.
Gli orizzonti si espandono, le barriere vengono abbattute, i confini superati … e nel frattempo noi si gioca di ruolo.
Vi lasciamo dunque con il testo completo tradotto in italiano per voi dalla nostra redazione.

Stay Gioconomicon!


 

Cos’è un Gioco di Ruolo?
Un gioco di Epidiah Ravachol

 

  • È un gioco di società che puoi fare con degli amici.
    Raduna due o tre amici e mettiti comodo. La faccenda durerà circa 15-20 minuti.

  • È un’esplorazione di scenari immaginari e intriganti.
    Dì ai tuoi amici che vestiranno i panni di moderni rapinatori di banche con una perfetta copertura: sono anche astronauti che oggi stanno per essere lanciati nello spazio.

  • È una possibilità per essere qualcuno che non sei.
    A turno fatevi a vicenda tre domande riguardo ai vostri astrorapinatori. Scegliete chi di voi sarà la mente del colpo. Scegliete chi sarà il comandante della missione spaziale. Scegliete un terzo che ha già deciso di consegnarsi alle autorità.

  • È un omaggio alle situazioni spinose.
    Date inizio agli eventi in media res. Inquadrate la scena come se foste in un film. I nostri astrorapinatori sono nella banca il giorno del lancio. Indossano maschere; sventolano pistole. Dite chi altro è presente, cosa stà facendo e cosa è andato storto.

  • È un sogno collaborativo ad occhi aperti.
    Quando la scena è inquadrata, scegliete un giocatore per essere in focus. Tutti gli altri giocatori possono dire cosa fa o pensa chiunque altro nella storia. Vedette, poliziotti, guardie di sicurezza, ostaggi, chiunque tranne l’astrorapinatore di un altro giocatore. Il giocatore in focus può dire solo cosa il suo astrorapinatore fa o dice.

  • È un esercizio per il tuo personale senso del dramma.
    Discutete di cosa sta accadendo e di come si comportano tutti fino a quando qualcuno non agisce facendo qualcosa di Difficile o che potrebbe essere Dannoso per qualcuno, compreso se stesso. Quando vedi succedere ciò, fallo notare! Puoi aiutare a far succedere cose simili giocando il tuo astrorapinatore in modo avventato, o giocando l’altra gente in modo coraggioso, belligerante o disperato.

  • È un trucco per farti creare cose interessanti.
    Se noti che qualcuno sta facendo qualcosa di Difficile, lascia che una terza persona dica cosa è necessario che accada affinchè l’azione possa essere portata a termine. Se noti che qualcuno sta facendo qualcosa di Dannoso, lascia che una terza persona dica chi è stato danneggiato e in quale misura. Se noti che qualcuno sta facendo qualcosa di Difficile e Dannoso, lascia che una terza persona dica in che modo ha fallito mettendo a rischio l’intero equipaggio. Se la persona che hai notato era in focus, chiudi la scena e leggi oltre. Altrimenti continua a giocare come sopra.

  • È qualcosa che hai sempre fatto.
    Dopo che la scena termina, fate a turno inquadrando nuove scene con nuovi astrorapinatori in focus. Dite chi è presente e cosa sta andando storto. È un inseguimento in auto, una crisi con ostaggi, un’imprevista fermata lungo strada per indossare le uniformi di volo, o una sparatoria sulla piattaforma di lancio? Va bene qualsiasi cosa venga naturale. Il gioco finisce quando ogni astrorapinatore è morto, arrestato o fuggito in orbita.

 

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