martedì 23 Aprile 2024

Il Gioco dell’anno 2013 – Ecco a voi i cinque finalisti!

Siamo arrivati a settembre, e come da pianificazione la giuria del Gioco dell’Anno ha decretato la rosa dei cinque finalisti tra cui verrà scelto il titolo di miglior gioco dell’anno. Ma prima di analizzare l’elenco degli eletti, considerando che il concorso è alla sua prima edizione e che comunque le scelte della giuria non mancheranno di suscitare polemiche e pareri contrastanti, è bene ricordare le quattro dimensioni in funzione delle quali il premio verrà assegnato! Rappresentano sicuramente un’ottima bussola per orientarsi tra le scelte operate…

Primo e più importante criterio è la capacità di introdurre all’attività ludica, cioè saper indirizzare il pubblico generico verso il mondo del gioco, allargandone gli ambiti di interesse in questo nostro settore. Partendo da tale discriminante, seguono gli altri tre elementi di valutazione: idea del gioco (originalità, giocabilità, scalabilità e valore ludico), regolamento (chiarezza, univocità, completezza e usabilità), materiali (qualità, funzionalità e coerenza con il concept) e grafica (gradevolezza, funzionalità, capacità di attrarre il pubblico).
Tenere presente questi quattro criteri significa avere una chiave interpretativa indispensabile per analizzare correttamente la selezione operata dalla giuria.
Questa edizione 2013, che come tutte le prime edizioni è un po’ di rodaggio per tutti (editori compresi, che probabilmente il prossimo anno procederanno con iscrizioni numerose ma più oculate) ha visto l’iscrizione di 25 titoli, che trovate elencati qui.

Ognuno dei nove giurati ha indicato, con voto segreto, 8 titoli da nominare, elencandoli in ordine di preferenza e assegnando al primo 5 punti, al secondo 4, al terzo 3 punti, al quarto 2 e a tutti i restanti 1 punto. Sono quindi stati sommati i voti ricevuti ed ecco a voi i primi cinque classificati, in rigoroso ordine alfabetico!

Augustus (autore: Paolo Mori, editore: Oliphante). Reduce da una recente nomination per il blasonato titolo di Spiel des Jahres 2013, il titolo di Paolo Mori rappresenta forse l’archetipo di quei giochi in grado di attrarre il grande pubblico italiano, basato com’è sul più tradizionale dei meccanismi: quello della tombola. Descritto così, però, si mortifica un titolo con un impianto di gioco in grado di coniugare il caso con la strategia, e che non perde colpi nemmeno negli aspetti merceologici, presentando illustrazioni e materiali di notevole qualità.

Mondo (autore: Michael Schacht, editore: dV Giochi). Dall’autore di Zooloretto ecco un gioco pieno di pedine con animali (tema caro alle famiglie) e caratterizzato da un meccanismo di gioco a tempo regolato da un timer a forma di… mondo. Veloce (poco più di 20 minuti a partita), progressivo (ha tre livelli diversi di difficoltà), scalabile (da 1 a 4 giocatori), piacevole e coinvolgente: anche a questo titolo i numeri non mancano per raggiungere il traguardo finale. Per maggiori informazioni, consultate la nostra recensione.

Room 25 (autore: François Rouzé, editore: Asterion Press). Altro titolo rapido e flessibile (si può giocare da 1 a 6), con bei materiali e alta rigiocabilità (presenta ben 5 modalità di gioco diverse). Sebbene il riferimento cinematografico sia decisamente nerd (si richiama al film The Cube), basta “proporlo” come la versione futuristica dell’”Isola dei famosi” e lo capiscono tutti! La plancia composta da tessere mobili, le varietà delle modalità di gioco (dal cooperativo al competitivo in singolo o a squadre, fino al solitario), i materiali di buona fattura e le miniature di plastica che rappresentano i personaggi offrono a questo gioco (recensito qui) parecchi atout nella corsa al titolo.

The Island (autore: Julian Courtland-Smith, editore: Asterion Press) Questa è una novità del 1986! In effetti si tratta della ristampa, aggiornata ed espansa, di un classico della Parker Brothers (in Italia all’epoca si chiamò “Si salvi chi può”). Il tentativo di fuggire dall’isola vulcanica prima del terremoto per mettersi in salvo si spiega in cinque minuti e la possibilità di fare una partita in tempi rapidi ma ricca di colpi di scena (e di colpi bassi tra giocatori) rende questo titolo un ottimo introduttivo per neofiti e famiglie. Bei materiali e bella grafica completano il quadro di un altro potenziale vincitore, da noi ovviamente già recensito da tempo.

Tokaido  (autore: Antoine Bauza, editore: Asterion Press) A cavallo tra il gioco e l’esperienza zen (!) questo titolo del famoso autore di 7 Wonders e dall’ultimo Spiel des Jahres Hanabi, è caratterizzato da una grafica minimalista e da illustrazioni dalla qualità strepitosa. Il tema esotico (una lunga camminata per la strada che congiunge Edo a Kyoto), i personaggi che si incontrano, le scelte da compiere durante il viaggio (visite ai templi, piatti da mangiare, oggetti da acquistare) risultano tutti temi di grande presa sul pubblico non specializzato. Un regolamento chiaro ed esauriente e un meccanismo di gioco semplice e lineare completano il quadro di questo ultimo pretendente al titolo di gioco dell’anno, di cui potete leggere la nostra recensione.

Come si vede, in queste nomination è Asterion Press a farla da padrone, anche se va detto che l’editore emiliano è quello che ha creduto di più in questa prima edizione del premio, iscrivendovi ben otto titoli (seguito da dV Giochi con cinque e Cranio Creations con quattro).
Singolare (nel vero senso della parola!) è la distribuzione delle nazionalità degli autori: un italiano, un tedesco, un francese, un inglese… e un altro francese. Sembra quasi il cast della barzelletta del “fantasma formaggino” e invece sono i rappresentanti di tendenze autoriali che, sebbene diverse tra loro, hanno saputo immettere, nei titoli scelti, quelle caratteristiche di design che li hanno resi (secondo i giurati) degli ottimi esempi di giochi innovativi e, al contempo, introduttivi per il grande pubblico.

Confrontando le nomination con il resto dei titoli iscritti, si può facilmente supporre che giochi di notevole spessore siano stati esclusi non certo per la scarsa qualità ma per il livello di “specializzazione” del pubblico cui si rivolgono. Così come l’elemento “innovatività” deve aver pesato rispetto a quei titoli che, proponendo meccanismi già noti o simili a quelli tipici dei “giochi per il grande pubblico” (è il caso di alcuni party game), poco di nuovo aggiungerebbero all’esperienza ludica del pubblico neofita.

È evidente che non sempre si può essere d’accordo con le scelte di una giuria (figuriamoci con quelle di una giuria nuova di un nuovo premio!) ma va dato atto che lo sforzo di mantenersi coerenti con le motivazioni del premio (condivisibili o meno che siano) c’è sicuramente stato.

A questo punto, non rimane che analizzare e commentare queste nomination secondo i propri gusti personali, in attesa del verdetto finale, atteso per 14 ottobre, giorno in cui sarà annunciato anche il vincitore del titolo Gioco Di Ruolo dell'Anno.

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