mercoledì 19 Giugno 2024

Quando l’Aquila fermò la Stella

L'Academy Games, casa editrice americana giovane ma già famosa per la pluripremiata serie Conflict of Heroes, sta per inaugurarne un’altra: la Fog of War Series.

Sarà Strike of the Eagle ad aprirla con un argomento in generale poco conosciuto e anche poco trattato nel mondo wargame, nonostante sia inerente ad un fatto storico di grande rilevanza per i futuri destini di parecchi Stati europei…

Stiamo parlando del conflitto che vide la Polonia opporsi all’invasione dell’Armata Rossa nella guerra polacco-sovietica del 1919-20. La prima Guerra Mondiale si era appena conclusa, ma già la Russia bolscevica era intenzionata a cavalcare i primi movimenti comunisti che fermentavano soprattutto in Germania e in Ungheria, col preciso e dichiarato scopo di affermare il bolscevismo in tutta l’Europa occidentale. A tal riguardo significativa fu l’affermazione che Vladimir I. Lenin, conversando con i delegati francesi al II Congresso del Komintern chiuso a Mosca il 7 agosto 1920, fece in modo categorico: "Sì, le truppe sovietiche sono a Varsavia. Fra poco avremo anche la Germania. Riconquisteremo l'Ungheria, e i Balcani si solleveranno contro il capitalismo. L'Italia tremerà. L'Europa borghese scricchiola da tutte le parti, in mezzo a questa tempesta". Non poteva immaginare che la sola Polonia, tra l’altro abbandonata dai governi occidentali in un clima d’indifferenza, quando non di aperta ostilità, potesse frapporsi con successo ad un’invasione ormai data per certa e inevitabile. E invece fra il 14 e il 16 agosto del 1920, il maresciallo Iozef Pilsudski lancia una controffensiva che, guidata dal generale Iozef Haller, ferma l'Armata Rossa davanti a Varsavi; mentre sulla Bassa Vistola il generale Wladyslaw Sikorski minaccia di isolare l'ala marciante dei bolscevichi che battono in ritirata, e firmano a Riga l'armistizio il 12 ottobre dello stesso anno e la pace il 18 marzo dell'anno seguente. L'episodio bellico va sotto il nome di "miracolo della Vistola", espressione attribuita al generale Iozef Haller che, prima dell'offensiva, aveva ordinato un ottavario di preghiere per manifestare gratitudine verso la divina Provvidenza, per un successo che ai più sembrava umanamente insperabile. Una pagina tra le più gloriose nella storia della ricostituzione della Repubblica polacca, ma ancor più importante per la storia in generale, perché questa guerra difensiva salvò non solo la Polonia da un annientamento che minacciava di avvenire subito dopo la riconquista della libertà, ma impedì di fatto a Trotsky, Lenin e Stalin di sostenere le rivoluzioni rosse in Germania, Francia e Inghilterra.
L’episodio storico così carico di tensione per l’incertezza degli esiti di ogni manovra decisa sul campo, viene ripreso da Strike of the Eagle con intento, verrebbe da dire, fotografico, per l’attenzione posta soprattutto alle difficoltà di pianificazione, piuttosto che all’effettiva risoluzione dei combattimenti conseguenti. Cuore di tutto il gioco, infatti, è il sistema degli ordini che i giocatori si alternano nell’assegnare ai loro reparti in una sequenza eseguita segretamente. Ciò consente di ingannare, indurre all’errore e confondere il proprio avversario esattamente come succede in uno scontro reale dove le decisioni vanno prese in fretta, basandosi su una situazione fluida in rapida evoluzione e allo scuro delle decisioni della controparte.

Anche qui il sistema degli ordini nascosti rende difficile intuire e prevenire i piani dell’avversario, dando al contempo la possibilità di tenere celati i propri obiettivi e intenzioni. Esaurita la sequenza degli ordini, i giocatori li rivelano e li risolvono. A questo punto può accadere di tutto: si può realizzare d’essere stati tagliati fuori dai rifornimenti o di aver pianificato un movimento con un reparto che si è disperso. Sono moltissime le situazioni impreviste a cui si rischia di dover porre rimedio. Risolti gli ordini, inizia il turno successivo con la nuova sequenza di assegnazione nascosta degli ordini. Le battaglie vengono combattute senza dadi, con un sistema che  la Academy Games garantisce essere semplice e veloce. Vedremo se sarà anche all’altezza di cotanta fase di pianificazione. Per ora si sa che il sistema di combattimento, come tutto il resto del gioco, è del tipo Card Driven. Pertanto è nodale il ruolo delle Action Card, ben 110 carte, 55 per parte, con le quali i giocatori possono assegnare i rinforzi, modificare gli ordini e gli esiti delle battaglie.

Strike of the Eagle è un gioco per 2-4 persone, con un tempo stimato intorno alle due ore e mezza a partita. Il gioco è a blocchi, cioè le unità sono rappresentate su blocchetti di legno, ed il movimento su mappa è regolato da una meccanica a controllo d’area che, dalle immagini, sembra richiamare quella ben collaudata di Hannibal o Washington’s War. Sempre dalle immagini le mappe appaiono graficamente molto curate, così come il resto della componentistica.

Prima di chiudere rimane da segnalare che nel 1979 la GDW aveva ricostruito questa vicenda storica con un gioco di simulazione hex & counter, Red Star/White Eagle: The Russo-Polish War, 1920, e che lo stesso Strike of the Eagle è una riedizione rivista e ampliata di The Eagle and the Star, edito nel 2009 dalla stessa Academy Games. 

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